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Associazione Ricerca Neurologica Onlus
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AGGIORNAMENTI DAL MONDO DELLA SCIENZA

Staminali cordone per future terapie.

Dalle staminali del cordone ombelicale donabili al momento del parto sono state ottenute per la prima volta cellule adulte di varie 'famiglie' a parti ...(continua a leggere)
Dalle staminali del cordone ombelicale donabili al momento del parto sono state ottenute per la prima volta cellule adulte di varie 'famiglie' a partire da staminali del sangue cordonale, cellule (ad esempio del sistema nervoso) che potrebbero un giorno avere un ruolo terapeutico in malattie come la sclerosi multipla. Il traguardo è stato reso noto sulla rivista ACS Chemical Neuroscience.

Sonno 'registra' ricordi negativi.

Il sonno protegge i ricordi, anche quelli traumatici, quindi puo' rafforzare la memoria di eventi negativi. Restando svegli, invece, dopo aver vissuto ...(continua a leggere)
Il sonno protegge i ricordi, anche quelli traumatici, quindi puo' rafforzare la memoria di eventi negativi. Restando svegli, invece, dopo aver vissuto un trauma (ad esempio un brutto incidente), la valenza emotiva dell'episodio si ridimensiona. Lo dimostra una ricerca della University of Massachusetts Amherst pubblicata sul Journal of Neuroscience.

Frattura braccio 'ingessa' pure cervello.

Se ti rompi un braccio e devi ingessarlo, anche il tuo cervello, in un certo senso, 'si mette il gesso', ''congelando'' le aree motorie che controllan ...(continua a leggere)
Se ti rompi un braccio e devi ingessarlo, anche il tuo cervello, in un certo senso, 'si mette il gesso', ''congelando'' le aree motorie che controllano il braccio rotto e aumentando invece le dimensioni di quelle che governano il braccio rimasto sano. E' quanto emerge da uno studio su Neurology.

Caccia a marcatori malattie cervello.

A caccia di molecole per ideare un metodo efficace di diagnosi precoce di molte malattie che 'divorano' il cervello, come demenza senile o Parkinson. ...(continua a leggere)
A caccia di molecole per ideare un metodo efficace di diagnosi precoce di molte malattie che 'divorano' il cervello, come demenza senile o Parkinson. Obiettivo: mettere a punto un protocollo comune per i marcatori biologici che funzionino da indicatori precoci delle malattie neurodegenerative.

Italiani scoprono come si forma dopamina.

La dopamina, uno dei principali neurotrasmettitori del cervello le cui disfunzioni sono alla base di diverse malattie tra cui il Parkinson, si produce ...(continua a leggere)
La dopamina, uno dei principali neurotrasmettitori del cervello le cui disfunzioni sono alla base di diverse malattie tra cui il Parkinson, si produce solo in presenza di un coenzima chiamato Plp. Lo ha scoperto uno studio italiano pubblicato dalla rivista Pnas, che apre nuove prospettive nella lotta contro patologie neurodegenerative.

Biomarker per diagnosi malattie mente.

Diagnosticare precocemente le malattie mentali tramite marcatori biologici: e' la strada che stanno percorrendo molti ricercatori per patologie come s ...(continua a leggere)
Diagnosticare precocemente le malattie mentali tramite marcatori biologici: e' la strada che stanno percorrendo molti ricercatori per patologie come schizofrenia, disturbo bipolare, depressione e autismo.
"Conoscere il rischio di malattia in una fase in cui i sintomi non si sono ancora sviluppati - precisa Rossini - potra' permettere di intervenire precocemente".

Cervello ha 'proteine-sentinella'.

Si chiamano NCX1 e NCX3 le due proteine che aiutano il cervello a difendersi quando viene 'affamato' da un'ischemia che impedisce l'afflusso di sangue ...(continua a leggere)
Si chiamano NCX1 e NCX3 le due proteine che aiutano il cervello a difendersi quando viene 'affamato' da un'ischemia che impedisce l'afflusso di sangue e ossigeno in alcune sue aree. Il ruolo di queste molecole salva-neuroni, illustrato sulla rivista Neurobiology of Disease, e' stato scoperto dai ricercatori dell'universita' Federico II di Napoli, che fanno parte dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze (Inn). Le proteine NCX1 e NCX3 sono molto diffuse nel cervello.

Memoria migliora dopo esercizio fisico.

Rispetto ai sedentari, subito dopo aver fatto esercizio fisico migliora la memoria perche' aumenta la produzione di una proteina che migliora la salut ...(continua a leggere)
Rispetto ai sedentari, subito dopo aver fatto esercizio fisico migliora la memoria perche' aumenta la produzione di una proteina che migliora la salute delle cellule nervose.

Cervello: 'multitasking' e' rosa.

Avere la capacita' di svolgere piu' compiti nello stesso tempo, e' un'attitudine femminile; a dimostrarlo e' uno studio che ha analizzato le mamme e i ...(continua a leggere)
Avere la capacita' di svolgere piu' compiti nello stesso tempo, e' un'attitudine femminile; a dimostrarlo e' uno studio che ha analizzato le mamme e i papa' di 500 famiglie degli Stati Uniti.

Ictus colpisce piu' donne che uomini.

L'ictus colpisce piu' le donne, ma si rivela anche molto piu' letale per loro perche' arrivano piu' tardi in ospedale dato che non hanno sintomi speci ...(continua a leggere)
L'ictus colpisce piu' le donne, ma si rivela anche molto piu' letale per loro perche' arrivano piu' tardi in ospedale dato che non hanno sintomi specifici e quindi la diagnosi spesso e' tardiva. I dati indicano che sopra gli 80 anni le donne colpite sono il 20% in piu' degli uomini.

Poco sonno mette a rischio le sinapsi nei giovani.

Notti passate insonni o davanti al computer durante l'adolescenza mettono a rischio lo sviluppo del cervello degli adolescenti. Lo ha scoperto un grup ...(continua a leggere)
Notti passate insonni o davanti al computer durante l'adolescenza mettono a rischio lo sviluppo del cervello degli adolescenti. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del dipartimento di Psichiatria della School of Medicine and Public Health dell'Università del Wisconsin-Madison.
"La deprivazione di sonno, specialmente quando è cronica – affermano gli studiosi - può produrre conseguenze a lungo termine in termini di formazione dei circuiti cerebrali".

Italiani scoprono 'codice' dei neuroni.

La crescita dei neuroni è guidata da un codice che ne determina lo sviluppo corretto in ogni singola parte. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'univ ...(continua a leggere)
La crescita dei neuroni è guidata da un codice che ne determina lo sviluppo corretto in ogni singola parte. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Trieste con uno studio pubblicato dalla rivista Pnas.

Lo “Smog” annebbia la mente?

Lo smog sembrerebbe intossicare la mente riducendo le capacità cognitive. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Environmental Health Perspec ...(continua a leggere)
Lo smog sembrerebbe intossicare la mente riducendo le capacità cognitive. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Environmental Health Perspectives (EHP) mostra che uomini esposti per lungo tempo all'aria inquinata di zone trafficate presentano performance più claudicanti quando sono alle prese con una serie di test cognitivi.

Emicrania: alcuni odori la scatenano.

Odore di fumo di sigaretta, di marcio o perfino di bruciato, sono quelli che immagina di sentire chi sta per avere un attacco di emicrania. Un'allucin ...(continua a leggere)
Odore di fumo di sigaretta, di marcio o perfino di bruciato, sono quelli che immagina di sentire chi sta per avere un attacco di emicrania. Un'allucinazione sensoriale che fa parte dell'aura che precede il dolore, piuttosto rara rispetto alle altre, visive (flash o luci) e fisiche (formicolii e torpori), che colpiscono circa il 30% delle persone che soffre di emicranie ricorrenti. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Centro Montefiore sulle emicranie di New York.

Primi test per creazione antivirus universale.

Un farmaco potenzialmente universale, efficace contro tutti i virus, è stato inventato da T. R. del Massachusetts Institute of Technology di Boston. ...(continua a leggere)
Un farmaco potenzialmente universale, efficace contro tutti i virus, è stato inventato da T. R. del Massachusetts Institute of Technology di Boston. Il superfarmaco induce al suicidio tutte le cellule infettate da un virus, quindi gli impedisce di propagarsi nelle cellule ancora sane.

Scoperti geni complici sclerosi multipla.

Pubblicata su Nature e Plos Genetics, una ricerca frutto del lavoro di un team internazionale di cui fanno parte anche molti scienziati italiani. Lo s ...(continua a leggere)
Pubblicata su Nature e Plos Genetics, una ricerca frutto del lavoro di un team internazionale di cui fanno parte anche molti scienziati italiani. Lo studio individua chiaramente il coinvolgimento del sistema immunitario nella sclerosi multipla e indirizza verso nuove strategie terapeutiche fornendo indizi su molecole implicate nella genesi della malattia.

Attività fisica e poca TV allungano la vita.

Secondo due studi pubblicati su riviste internazionale basterebbro pochi “sacrifici” per vivere in salute: 15 minuti di attività fisica al giorno ...(continua a leggere)
Secondo due studi pubblicati su riviste internazionale basterebbro pochi “sacrifici” per vivere in salute: 15 minuti di attività fisica al giorno allungano la vita media di un individuo di tre anni riducendo il rischio di morte per tutte le cause del 14%. Ma prima di iniziare l'esercizio una cosa è obbigatoria: spegnere la TV! Infatti vedere la TV per una media di sei ore al giorno accorcia la vita di 5 anni.

La sbronza del week-end nuoce al cervello.

La sbronza del sabato sera danneggia il cervello, soprattutto nei giovani: infatti la cattiva abitudine degli eccessi nel bere alcolici nell'arco di u ...(continua a leggere)
La sbronza del sabato sera danneggia il cervello, soprattutto nei giovani: infatti la cattiva abitudine degli eccessi nel bere alcolici nell'arco di una sera, e' risultata legata all'assottigliamento di alcune aree del cervello fondamentali per svolgere tutte le funzioni esecutive. E' quanto emerge da uno studio presentato al meeting della Research Society on Alcoholism ad Atlanta, dall'universita' di Cincinnati.

I telefoni cellulari 'elettrizzano' il cervello.

I telefonini modificano l'attivita' del cervello al punto che potrebbero anche potenziare alcune attivita' cognitive, migliorare i riflessi e ridurre ...(continua a leggere)
I telefonini modificano l'attivita' del cervello al punto che potrebbero anche potenziare alcune attivita' cognitive, migliorare i riflessi e ridurre le risorse mentali necessarie per svolgere un determinato compito. E' quanto afferma uno studio condotto da neurologi dell'Universita' Cattolica di Roma in collaborazione con le Universita' Campus Bio-Medico e Sapienza di Roma. La scoperta potrebbe forse essere utile nella cura della Malattia di Alzheimer?

La dipendenza da Internet “danneggia” il cervello?

E' quanto emerge da uno studio dell'universita' di Xidian, in Cina, il paese dove il problema della dipendenza da internet sta toccando i picchi maggi ...(continua a leggere)
E' quanto emerge da uno studio dell'universita' di Xidian, in Cina, il paese dove il problema della dipendenza da internet sta toccando i picchi maggiori nel mondo (il 14% dei giovani ne e' colpito). Gli esperti hanno osservato in un gruppi di adolescenti diverse modifiche strutturali a carico di diverse regioni del cervello.

Iniziati i test per la macchina del sonno.

Sono pronti a partire con una sperimentazione su un gruppo di giovani, un gruppo di ricercatori italiani, con una macchina “del sonno”. E' portati ...(continua a leggere)
Sono pronti a partire con una sperimentazione su un gruppo di giovani, un gruppo di ricercatori italiani, con una macchina “del sonno”. E' portatile ed indolore e sembrerebbe poter guarire chi soffre d'insonnia, grazie alla somministrazione di stimoli elettrici al cervello.

Ecco un farmaco che cancella i ricordi spiacevoli.

Bloccando l'ormone dello stress con un farmaco già in uso è possibile fermare i ricordi negativi, senza alterare quelli 'buoni'. La prospettiva è ...(continua a leggere)
Bloccando l'ormone dello stress con un farmaco già in uso è possibile fermare i ricordi negativi, senza alterare quelli 'buoni'.
La prospettiva è quindi usare questo farmaco come ausilio terapeutico in caso di traumi o disturbo da stress post-traumatico.

Nuova terapia per l’emicrania.

L'emicrania potrebbe essere curata anche tramite uno spray nasale. Si tratta di una formulazione usa e getta a base di zolmitriptan, già disponibile ...(continua a leggere)
L'emicrania potrebbe essere curata anche tramite uno spray nasale. Si tratta di una formulazione usa e getta a base di zolmitriptan, già disponibile negli Stati Uniti e in arrivo anche in Italia, che si è rivelata efficace contro emicrania e cefalea a grappolo.
Lo ha annunciato il presidente dell'International Headache Society, al congresso sulle cefalee dell'Istituto Carlo Besta a Stresa.

se si dorme poco i neuroni scioperano.

Uno studio italiano condotto su ratti rileva che nel cervello degli animali privati di sonno, alcuni neuroni cadono temporaneamente addormentati. Ques ...(continua a leggere)
Uno studio italiano condotto su ratti rileva che nel cervello degli animali privati di sonno, alcuni neuroni cadono temporaneamente addormentati. Questo poiché mostrano difficolta' motorie in concomitanza con l'addormentarsi dei neuroni.

stop emicrania per via chirurgica

Un innovativo trattamento terapeutico attivato all'Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma consente di eliminare o di ridurre in maniera significat ...(continua a leggere)
Un innovativo trattamento terapeutico attivato all'Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma consente di eliminare o di ridurre in maniera significativa la sintomatologia dolorosa in circa l'80% dei pazienti emicranici presi in carico. Si tratta di un intervento di chirurgia endoscopica mininvasiva.

cervello: influenzati da flora batterica

Scienziati del Karolinska Institute, hanno scoperto in uno studio su topolini che la flora intestinale ha un impatto enorme su sviluppo e funzionament ...(continua a leggere)
Scienziati del Karolinska Institute, hanno scoperto in uno studio su topolini che la flora intestinale ha un impatto enorme su sviluppo e funzionamento del cervello. Il nostro cervello e' infatti influenzato, sin nei primi stadi di sviluppo dalla flora intestinale, cioe' i batteri che abitano la nostra pancia, e quindi i nostri comportamenti sono condizionati dalla pancia vita natural durante.

aree neurali legate all'affetto ed empatia piu' attive.

Uno studio americano che ha coinvolto 17 neomamme e che e' stato pubblicato sulla rivista The Journal of Child Psychology and Psychiatry dimostra una ...(continua a leggere)
Uno studio americano che ha coinvolto 17 neomamme e che e' stato pubblicato sulla rivista The Journal of Child Psychology and Psychiatry dimostra una maggiore attivazione di aree neurali legate all'empatia e all'accudimento rispetto al cervello delle mamme che non possono allattare.

Serotonina è la chiave dell’orientamento sessuale.

La serotonina, neurotrasmettitore presente nel cervello, e' la chiave dell'orientamento sessuale. Se si elimina il gene che regola la sua produzione c ...(continua a leggere)
La serotonina, neurotrasmettitore presente nel cervello, e' la chiave dell'orientamento sessuale. Se si elimina il gene che regola la sua produzione cambiano i gusti sessuali. Accade nei topi, secondo un gruppo di ricercatori cinesi.

Sclerosi, Ue approva nuovo farmaco.

La Commissione europea ha approvato definitivamente il fingolimod come terapia di base per la sclerosi multipla. Si tratta del primo farmaco per il tr ...(continua a leggere)
La Commissione europea ha approvato definitivamente il fingolimod come terapia di base per la sclerosi multipla. Si tratta del primo farmaco per il trattamento della patologia che si assume per via orale. Il trattamento con questo farmaco è stato approvato dalla Ue per i pazienti con sclerosi multipla recidivante - remittente o in persone con sclerosi multipla recidivante - remittente grave a rapida evoluzione.

Cervello, paure nascoste dalle cellule nervose.

Una sperimentazione su topi condotta da un team di neurobiologi delle universita' di Friburgo, Basilea e Bordeaux dimostra che il cervello e' in grado ...(continua a leggere)
Una sperimentazione su topi condotta da un team di neurobiologi delle universita' di Friburgo, Basilea e Bordeaux dimostra che il cervello e' in grado di nasconde le paure. I topi sono stati esposti simultaneamente a uno stimolo neutro e a uno spiacevole. Se questo suono viene ripetuto in assenza dello stimolo spiacevole, il timore, apparentemente, scompare. Se pero' si ripropone nella versione iniziale la paura torna.

Aumenta vertiginisamente la vendita di farmaci antidepressivi.

Gli italiani nell'arco di una decina di anni hanno triplicato l'uso di psicofarmaci. Il trend nazionale in forte aumento del consumo di farmaci antide ...(continua a leggere)
Gli italiani nell'arco di una decina di anni hanno triplicato l'uso di psicofarmaci. Il trend nazionale in forte aumento del consumo di farmaci antidepressivi e' salito del 310% dal 2000 al 2008.

Tumori, un enzima blocca le metastasi

Il suo meccanismo puo' dare una svolta importante ai farmaci contro il cancro, rendendoli molto piu' efficaci di quelli attuali. Si tratta dell'enzima ...(continua a leggere)
Il suo meccanismo puo' dare una svolta importante ai farmaci contro il cancro, rendendoli molto piu' efficaci di quelli attuali. Si tratta dell'enzima, noto come Lox12: bloccandolo, alcuni scienziati dell'Istituto britannico per la ricerca sul cancro sono riusciti a fermare nei topi le metastasi da un tumore al seno ad altri organi. Un risultato che, come spiega lo studio pubblicato sulla rivista 'Cancer research', potra' presto essere usato a livello clinico.

Super vaccino con nanoparticelle

E' stato costruito usando nanoparticelle il prototipo del 'vaccino perfetto. Ricercatori Usa della Emory University hanno usato nanoparticelle polimer ...(continua a leggere)
E' stato costruito usando nanoparticelle il prototipo del 'vaccino perfetto. Ricercatori Usa della Emory University hanno usato nanoparticelle polimeriche per copiare la parte attiva del vaccino della febbre gialla (il miglior vaccino mai creato finora) e hanno creato un vaccino che da' un'immunita' di lunga durata rafforzando le difese contro molti virus e batteri. Si tratta di una piattaforma universale per sviluppare tanti nuovi vaccini, e' spiegato sulla rivista Nature.

L'uso dei telefonini altera attivita' cervello

Le telefonate lunghe col cellulare modificano l'attivita' del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell'antenna del telefono ma non e' chiaro ...(continua a leggere)
Le telefonate lunghe col cellulare modificano l'attivita' del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell'antenna del telefono ma non e' chiaro se questo cambiamento di attivita' abbia dei significati dal punto di vista della salute. E' quanto dimostra uno studio del National Institutes of Health di Bethesda: una telefonata lunga 50 minuti cambia il livello di attivazione di certe aree neurali, come e' riscontrabile misurando il metabolismo dello zucchero in quelle aree.

Alzheimer: test con Pet.

E’ arrivato un ok con riserva da parte della Fda ad un nuovo agente di contrasto che potrebbe permettere di individuare i segni dell'Alzheimer appen ...(continua a leggere)
E’ arrivato un ok con riserva da parte della Fda ad un nuovo agente di contrasto che potrebbe permettere di individuare i segni dell'Alzheimer appena si manifestano i primi sintomi. La molecola in discussione e' il florbetapir, un agente di contrasto che si lega alle placche amiloidi che si formano nel cervello e che sono il segno distintivo dell'Alzheimer, permettendo di rilevarle con la Pet. Se approvato il test sarebbe il 1/o metodo capace di individuare le placche in persone ancora in vita.

Schizofrenia, gene influenza i farmaci.

Passo in avanti per rendere piu' efficaci i farmaci per curare malattie psichiatriche come schizofrenia e alcune forme di psicosi che colpiscono in It ...(continua a leggere)
Passo in avanti per rendere piu' efficaci i farmaci per curare malattie psichiatriche come schizofrenia e alcune forme di psicosi che colpiscono in Italia 500.000 persone. Scienziati dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova hanno scoperto in che modo l'efficacia dipende dal gene che produce la proteina chiamata disbindina. Grazie a questo studio i medici potrebbero sapere in anticipo qual e' il farmaco piu' efficace e individuarne la dose ottimale.

Salute: colazione ricca non riduce fame.

Se si e' fatta un'abbondante colazione con la convinzione che servira' a mangiare meno a pranzo e cena e ad una auspicata riduzione di peso, si e' fuo ...(continua a leggere)
Se si e' fatta un'abbondante colazione con la convinzione che servira' a mangiare meno a pranzo e cena e ad una auspicata riduzione di peso, si e' fuori strada.
Mangiare molto al mattino non aiuta a dimagrire, anzi, chi lo fa non tiene conto dell'elevato apporto calorico assunto nelle prime ore del giorno e consuma pranzi e cene senza sacrificare nulla. A sostenerlo e' un studio tedesco che smentisce l'assunto di un effetto benefico sul peso che si otterrebbe facendo un'abbondante colazione.

Amici uniti per questione di geni…

Gli amici non li scegli solo sulla base di interessi in comune, ma anche perche' hanno un corredo genetico simile al tuo: infatti nelle reti sociali l ...(continua a leggere)
Gli amici non li scegli solo sulla base di interessi in comune, ma anche perche' hanno un corredo genetico simile al tuo: infatti nelle reti sociali le persone unite da vincoli di amicizia condividono tra loro dei geni, come se misteriosamente qualche forza dentro di loro li portasse ad avvicinarsi di preferenza a persone geneticamente simili.

Scoperto gene fra cause della Sla

Grazie a uno studio italo-americano cominciano a ricomporsi le tessere del puzzle della sclerosi laterale amiotrofica (SLA): è stato infatti scoperto ...(continua a leggere)
Grazie a uno studio italo-americano cominciano a ricomporsi le tessere del puzzle della sclerosi laterale amiotrofica (SLA): è stato infatti scoperto un gene, sul cromosoma 9, che, sebbene responsabile di un numero limitato di casi, suggerisce per la prima volta uno dei meccanismi alla base di questa malattia che uccide i neuroni del movimento e condanna alla paralisi: i neuroni si intossicano perche' si inceppa il processo di smaltimento dei rifiuti cellulari.

In arrivo nuovi antibiotici per i pazienti in dialisi.

Nuovi antibiotici più efficaci in pazienti emodializzati cronici. E' quanto emerge da una ricerca condotta nelle università di Udine, Pavia, Genova ...(continua a leggere)
Nuovi antibiotici più efficaci in pazienti emodializzati cronici. E' quanto emerge da una ricerca condotta nelle università di Udine, Pavia, Genova e Firenze e all'Istituto Mario Negri di Milano. Gli antibiotici, della famiglia cui appartiene la doxyciclina, sono risultati efficaci contro gli aggregati della proteina b2-microglobulina, che in questi pazienti è responsabile delle amiloidosi, che provocano malattie come l'Alzheimer e il Parkinson.

Cresce la longevità ma…meno anni in salute!

Sebbene l'aspettativa di vita media di una persona sia cresciuta negli ultimi decenni, diminuisce il numero di anni di vita che siamo destinati a tras ...(continua a leggere)
Sebbene l'aspettativa di vita media di una persona sia cresciuta negli ultimi decenni, diminuisce il numero di anni di vita che siamo destinati a trascorrere in buona salute. Lo dimostra uno studio Usa pubblicato sul Journal of Gerontology. Dal 1970 al 2005, la probabilità di un 65enne di sopravvivere fino a 85 anni è raddoppiata, passando dal 20 al 40%. Ma se nel 1998 un maschio di 20 anni poteva aspettarsi di viverne altri 45 senza una grave malattia, per 20enne del 2006 sono scesi a 43,8.

Schiena ko per 2 mln uomini per hi-tech.

Uomini “schiacciati”' dal peso della tecnologia. Sono oltre 2 milioni i maschi italiani che soffrono di mal di schiena a causa della moda di porta ...(continua a leggere)
Uomini “schiacciati”' dal peso della tecnologia. Sono oltre 2 milioni i maschi italiani che soffrono di mal di schiena a causa della moda di portare con sè, per essere sempre online, notebook, netbook, iPad, smartphone e alimentatori. Le stime sono della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia. Borse e tracolle troppo pesanti perchè riempite di gadget hi-tech, secondo gli esperti, sono in un caso su due alla base dei problemi alla schiena degli uomini schiavi dell'online.

Studio, risata contagiosa a bocca aperta.

A denti stretti non è contagiosa, ma a bocca aperta è travolgente: la risata può suscitare il sorriso solo se “libera”. Una bocca chiusa che em ...(continua a leggere)
A denti stretti non è contagiosa, ma a bocca aperta è travolgente: la risata può suscitare il sorriso solo se “libera”. Una bocca chiusa che emette risate “represse” suscita invece sentimenti meno buoni. Lo sostiene uno studio condotto dal Prof. M. O. della Georgia State University, in Atlanta. Secondo la ricerca l'uomo sin dalla giovane età impara ad associare le risate “guaiate” con le sue esperienze più positive e per sentirsi più felice è sufficiente sentire quel suono.

Tumori: cervello, verso svolta per cura.

Grazie a scienziati italiani è stata scoperta l'arma segreta di uno tra i tumori cerebrali più aggressivi, il glioblastoma, cancro al cervello che q ...(continua a leggere)
Grazie a scienziati italiani è stata scoperta l'arma segreta di uno tra i tumori cerebrali più aggressivi, il glioblastoma, cancro al cervello che quasi sempre non lascia speranze ai malati: questo tumore è così aggressivo perchè si costruisce da sè i vasi sanguigni che lo nutrono, a partire da cellule staminali tumorali che si trasformano in 'cellule endoteliali', ovvero cellule delle pareti dei vasi. Una scoperta importantissima che potrebbe rappresentare una svolta nella cura.

Salute: apnea in sonno restringe cervello

L'apnea nel sonno, una condizione di respirazione interrotta di cui soffrono molte delle persone che russano, causa danni cerebrali. Lo sostiene uno s ...(continua a leggere)
L'apnea nel sonno, una condizione di respirazione interrotta di cui soffrono molte delle persone che russano, causa danni cerebrali. Lo sostiene uno studio australiano. I ricercatori hanno eseguito scintigrafie cerebrali di 60 pazienti di apnea nel sonno usando risonanza magnetica, e hanno paragonato i risultati con quelli di 60 persone che non ne soffrivano. E' emerso che l'apnea restringe la materia grigia, le cellule che costituiscono i centri del pensiero e dell'elaborazione.

Non reggi alcol? Colpa del gene 'brillo'

Tieni l'alcol o gia' dopo il primo bicchiere ti gira la testa? Dipende da un gene, CYP2E1, che influenza la velocita' con cui il cervello 'mastica' l' ...(continua a leggere)
Tieni l'alcol o gia' dopo il primo bicchiere ti gira la testa? Dipende da un gene, CYP2E1, che influenza la velocita' con cui il cervello 'mastica' l'alcol: la 'versione veloce' del gene ti fa subito divenire brillo. La scoperta di Kirk Wilhelmsen della University of North Carolina, potrebbe suggerire nuove terapie contro l'alcol-dipendenza: se si trovasse una medicina che faccia le veci del 'gene brillo' rendendo le persone piu' sensibili all'alcol, le si potrebbe indurre a bere meno.

Tunnel artificiali per rigenerare nervi

'Tunnel' in collagene per rigenerare i nervi di polso e mano dopo incidenti stradali o sul lavoro, eventi molto frequenti e che in Italia registrano o ...(continua a leggere)
'Tunnel' in collagene per rigenerare i nervi di polso e mano dopo incidenti stradali o sul lavoro, eventi molto frequenti e che in Italia registrano oltre 15mila casi l'anno. E' la nuovissima tecnica chirurgica che vede in prima linea l'Unita' Operativa di Ortopedia e Chirurgia della Mano del Complesso Integrato Columbus-Universita' Cattolica di Roma. Effettuati finora circa tremila impianti nel complesso, che vanta una delle maggiori casistiche al di fuori degli Usa, leader nel settore.

Medicina: ictus prevedibili con cefalee

Circa 2 italiani su 100 sono portatori di aneurismi cerebrali. Ogni anno circa 8.000 aneurismi sono a rischio di rottura e sanguinamento nello spazio ...(continua a leggere)
Circa 2 italiani su 100 sono portatori di aneurismi cerebrali. Ogni anno circa 8.000 aneurismi sono a rischio di rottura e sanguinamento nello spazio subaracnoideo che circonda il cervello. Un terzo dei pazienti muore prima di giungere in ospedale. In Veneto, tra le regioni all'avanguardia per queste patologie, si terranno incontri e percorsi formativi per la conoscenza di una corretta diagnosi dei sintomi premonitori di rottura di aneurisma cerebrale. Primo convegno a Padova il 21/10.

Parkinson: informatica anticipa diagnosi

Dipende dallo sviluppo di una piattaforma informatica la diagnosi precoce del morbo di Parkinson. Fino a ora impossibile e basata solo su fattori sint ...(continua a leggere)
Dipende dallo sviluppo di una piattaforma informatica la diagnosi precoce del morbo di Parkinson. Fino a ora impossibile e basata solo su fattori sintomatici. In questa direzione si muove il progetto di ricerca valdostano Parkinson Informative System (ParIs) che puo' usufruire di 1 milione 400mila euro, il piu' grosso stanziamento italiano per la ricerca sul Parkinson. L'obiettivo e' ottenere marcatori obiettivi di malattia che possano far anticipare la cura a una fase pre-sintomatica.

Luce dal cervello comanda arto bionico

Un arto bionico si muove comandato da luce prodotta a partire da segnali nervosi nel cervello: ecco la nuova ricetta per muovere una protesi. Marc Chr ...(continua a leggere)
Un arto bionico si muove comandato da luce prodotta a partire da segnali nervosi nel cervello: ecco la nuova ricetta per muovere una protesi. Marc Christensen della Southern Methodist University a Dallas spiega al magazine britannico New Scientist che sono stati costruiti prototipi di sensori fotosensibili che, applicati al cervello, traducono i segnali nervosi in luce che poi viaggia su fibra ottica e va a controllare i movimenti della protesi. Ma aggiunge: siamo ancora all'inizio.

Diabete: in Italia farmaco intelligente

Sara' disponibile nelle farmacie italiane il nuovo farmaco 'intelligente' contro il diabete di tipo 2. Con una sola iniezione,in qualsiasi momento del ...(continua a leggere)
Sara' disponibile nelle farmacie italiane il nuovo farmaco 'intelligente' contro il diabete di tipo 2. Con una sola iniezione,in qualsiasi momento della giornata e' in grado di mantenere sotto controllo la glicemia per tutto il giorno, agendo solo quando necessario. Sviluppata da N. N., la nuova molecola e' anche in grado di inibire l'appetito, di controllare la pressione arteriosa e di migliorare la funzionalita' delle cellule beta del pancreas.

Trovato 'interruttore' depressione

C'e' un interruttore molecolare che ha un ruolo chiave nella depressione e che potrebbe divenire il bersaglio di nuovi farmaci. I ricercatori della Ya ...(continua a leggere)
C'e' un interruttore molecolare che ha un ruolo chiave nella depressione e che potrebbe divenire il bersaglio di nuovi farmaci. I ricercatori della Yale University hanno scoperto che nel cervello dei depressi c'e' una quantita' di una proteina, la 'MKP-1', piu' che doppia rispetto agli individui sani. Ed e' un interruttore che spegne un'altra molecola chiave per il corretto funzionamento dei neuroni, la 'MAPK'. Rendendo inattiva la MKP-1 si diventa immuni allo stress.

Sbadiglio contagioso sopra i 4 anni

Lo sbadiglio non e' contagioso fino ai 4 anni, e dimostra che nei bambini si sviluppa piu' tardi la capacita' di empatizzare col prossimo. Lo dimostra ...(continua a leggere)
Lo sbadiglio non e' contagioso fino ai 4 anni, e dimostra che nei bambini si sviluppa piu' tardi la capacita' di empatizzare col prossimo. Lo dimostra uno studio dell'Universita' del Connecticut pubblicato su Child Development. Secondo la ricerca, lo sbadiglio non e' contagioso o lo e' meno del normale, per i bimbi autistici, anche oltre i 4 anni di eta', ad evidenza del fatto che nell'autismo c'e' un problema di empatia, una difficolta' nel riconoscersi e immedesimarsi negli altri.

Alzheimer: diagnosi sara' con test sangue

La Texas Tech University Health Sciences Center a Lubbock ha messo a punto un test del sangue per diagnosticare l'Alzheimer. Il test potrebbe addiritt ...(continua a leggere)
La Texas Tech University Health Sciences Center a Lubbock ha messo a punto un test del sangue per diagnosticare l'Alzheimer. Il test potrebbe addirittura predire il rischio individuale di sviluppare la demenza.Gli scienziati texani hanno rintracciato nel sangue un centinaio di molecole indicatori di malattia. I ricercatori credono che, abbinando a questo prelievo un test genetico che rilevi la presenza di mutazioni legate alla demenza, si possa dimostrare l'esordio della malattia.

Vaccini: test positivi contro meningite B

Potrebbe arrivare il primo vaccino contro la meningite di tipo B, che preoccupa di piu' per la salute pubblica. La casa svizzera Novartis AG ha presen ...(continua a leggere)
Potrebbe arrivare il primo vaccino contro la meningite di tipo B, che preoccupa di piu' per la salute pubblica. La casa svizzera Novartis AG ha presentato i dati della terza fase dello studio a Banff, in Canada.
L'iniziativa ha coinvolto piu' di 3.600 bambini, la maggior parte dei quali vaccinati con il vaccino sperimentale Sierogruppo meningococcico B multicomponente (4CMenB), con altri vaccini di routine, ed e' stata raggiunta una solida risposta immunitaria.

Sclerosi: poca vitamina D, piu' rischio

La vitamina D interagisce direttamente con una variante genetica che aumenta il rischio di sclerosi multipla. La correlazione di questi fattori con il ...(continua a leggere)
La vitamina D interagisce direttamente con una variante genetica che aumenta il rischio di sclerosi multipla. La correlazione di questi fattori con il fumo e una scarsa esposizione al sole 'aumenta il rischio di insorgenza della sclerosi multipla di venti volte', secondo G. C., neurologo dell'universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Cervello: camminare lo rende più attivo.

Fare esercizio fisico moderato, come camminare per 40 minuti tre volte a settimana, fa bene al cervello. La conferma da uno studio. Lo studio pubblica ...(continua a leggere)
Fare esercizio fisico moderato, come camminare per 40 minuti tre volte a settimana, fa bene al cervello. La conferma da uno studio. Lo studio pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience ha controllato tramite risonanza magnetica se l'attivita' fisica aumentava la connettivita' nei circuiti cerebrali, misurandola a inizio studio, sei mesi e un anno. Alla fine la connettivita' cerebrale era aumentata nei camminatori piu' anziani ma non in chi faceva stretching o ginnastica tonificante.

Emicrania è causata da un gene.

Il mal di testa ha un suo complice anche nel Dna: infatti è stato isolato il primo fattore genetico implicato nell'origine dell'emicrania. Si tratta ...(continua a leggere)
Il mal di testa ha un suo complice anche nel Dna: infatti è stato isolato il primo fattore genetico implicato nell'origine dell'emicrania. Si tratta di una mutazione sul cromosoma 8 e la scoperta ha suggerito anche un possibile meccanismo che fa scattare il feroce mal di testa che colpisce 300 milioni di persone nel mondo.

Salute: mangiar poco tiene svegli.

Mangiare poco triplica la resistenza al sonno e lo stesso si ottiene mettendo 'ko' in un moscerino un gene chiamato Lsd2. Sono i risultati di uno stud ...(continua a leggere)
Mangiare poco triplica la resistenza al sonno e lo stesso si ottiene mettendo 'ko' in un moscerino un gene chiamato Lsd2. Sono i risultati di uno studio condotti dalla Washington University School of Medicine di St. Louis. E’ spiegato sulla rivista PLoS Biology, che il digiuno triplica il tempo che i moscerini possono resistere alla carenza di sonno e che togliere di mezzo il gene Lsd2 dà lo stesso effetto-digiuno sul sonno.

Poco sonno triplica malattie mentali.

Secondo una ricerca australiana la mancanza di sonno spiegherebbe lo sconcertante aumento di malattie mentali fra i giovani negli ultimi anni. Lo stud ...(continua a leggere)
Secondo una ricerca australiana la mancanza di sonno spiegherebbe lo sconcertante aumento di malattie mentali fra i giovani negli ultimi anni. Lo studio di circa 20 mila persone fra 17 e 24 anni mostra che chi dorme meno di cinque ore a notte ha un rischio triplo di soffrire di disturbi psicologici nell'anno successivo, rispetto a chi dorme normalmente.

Interventi neurochirurgici fin da età del bronzo.

Nonostante strumenti e conoscenze fossero alquanto limitate, i nostri antenati si sono cimentati con bisturi e chirurgia già secoli fa. A confermarlo ...(continua a leggere)
Nonostante strumenti e conoscenze fossero alquanto limitate, i nostri antenati si sono cimentati con bisturi e chirurgia già secoli fa. A confermarlo è il ritrovamento di bisturi in ossidiana e alcuni numerosi teschi con segni e cicatrici, rinvenuti in un insediamento sul Mar Nero in Turchia, chiamato Ikiztepe. Quindi gli uomini iniziarono a curare e praticare la chirurgia sul cervello circa 4mila anni fa.

Robot per riabilitazione malati sclerosi.

Uno studio italiano ha permesso di creare un robot per la riabilitazione motoria di malati di sclerosi. La ricerca ha utilizzato un robot per la riabi ...(continua a leggere)
Uno studio italiano ha permesso di creare un robot per la riabilitazione motoria di malati di sclerosi. La ricerca ha utilizzato un robot per la riabilitazione degli arti superiori, costruito ad hoc dalla Biongegneria dell'Universita' di Genova. Vi hanno partecipato 8 persone con sclerosi multipla che presentavano difficolta' motorie degli arti superiori. Lo studio ha ottenuto un miglioramento sia clinico che cinematico di performance motorie.

Sonno, cibo e corsa aiutano cervello.

Dormire un paio d'ore in più nel week end, ma anche fare una corsetta o mangiare cibi ricchi di magnesio mettono il turbo al cervello. La lista dei m ...(continua a leggere)
Dormire un paio d'ore in più nel week end, ma anche fare una corsetta o mangiare cibi ricchi di magnesio mettono il turbo al cervello. La lista dei metodi per tenere in forma la mente e' sempre piu' lunga e il Daily Telegraph ne ha raccolti ben 10: secondo l'universita' della Pennsylvania, con 2 ore di sonno in piu' il cervello si ricarica, producendo migliori performance. 'Riabilitato' anche il sonnellino pomeridiano. Fa bene poi prendere il sole e giocare a Tetris.

Fine dell’enzima rigenera midollo spinale.

In futuro potrebbero non servire le cellule staminali per riparare le lesioni del midollo spinale che portano alla paralisi. Lo suggerisce uno studio ...(continua a leggere)
In futuro potrebbero non servire le cellule staminali per riparare le lesioni del midollo spinale che portano alla paralisi. Lo suggerisce uno studio pubblicato da Nature neuroscience, in cui i ricercatori sono riusciti a rigenerare le connessioni nervose del midollo facendo 'tornare indietro nel tempo' alcune cellule. Lo studio, per ora solo sui roditori, ha sfruttato un enzima chiamato Pten che comanda un meccanismo che regola la crescita delle cellule.

STOP ai suoni durante il sonno.

A bloccare i suoni durante il sonno c'e' un processo cerebrale. Il meccanismo e' stato svelato da ricercatori Usa dell'Harvard Medical School che hann ...(continua a leggere)
A bloccare i suoni durante il sonno c'e' un processo cerebrale. Il meccanismo e' stato svelato da ricercatori Usa dell'Harvard Medical School che hanno studiato 12 volontari per 3 notti e hanno scoperto dei fusi del sonno (treni di onde nel sonno in fase non-rem, prodotti per inibire l'elaborazione di informazioni non necessarie) che bloccano gli effetti del suono e di altre informazioni sensoriali che passano per il cervello.

La musica in sottofondo distrae il nostro cervello.

La musica di sottofondo non sembra aiutarci se dobbiamo lavorare: ci fa perdere la concentrazione, riducendo le performance cognitive. Lo dimostra uno ...(continua a leggere)
La musica di sottofondo non sembra aiutarci se dobbiamo lavorare: ci fa perdere la concentrazione, riducendo le performance cognitive. Lo dimostra uno studio condotto dagli psicologi N. P. e J. V. della University of Wales Institute Cardiff, pubblicato sulla rivista Applied Cognitive Psychology. Meglio allora sentire un pò della nostra musica preferita prima di iniziare a lavorare per poi concentrarsi in silenzio sui nostri compiti, suggeriscono gli esperti.

Gli allevamenti selettivi hanno alterato il cervello dei cani.

Da sempre i cani sono sottoposti ad allevamento selettivo, ora si e' scoperto che la selezione ha alterato forma e posizione del cervello. Usando scan ...(continua a leggere)
Da sempre i cani sono sottoposti ad allevamento selettivo, ora si e' scoperto che la selezione ha alterato forma e posizione del cervello. Usando scansioni di risonanza magnetica, scienziati australiani hanno concluso che il cervello di cani piccoli e' ruotato in avanti nel cranio rispetto a cani piu' grandi dal naso lungo. Inoltre il lobo olfattivo e' piu' basso nella cavita' cerebrale. Ora si cerchera' di scoprire se l'abbassamento del lobo olfattivo ha un impatto sull'odorato.

I sogni si possono “controllare”.

Gli psicologi possono impedire di fare fare brutti sogni: una pratica sempre piu' diffusa e usata per aiutare pazienti con incubi cronici. Tra le tera ...(continua a leggere)
Gli psicologi possono impedire di fare fare brutti sogni: una pratica sempre piu' diffusa e usata per aiutare pazienti con incubi cronici. Tra le terapie a disposizione degli psicologi, alcune consistono in esercizi di desensibilizzazione delle paure che poi sconvolgono i nostri sogni. Un'altra terapia in uso e' quella del 'sogno lucido': sono esercizi che aiutano a capire il momento in cui si inizia a sognare e quindi a prendere lucidamente in mano la trama del sogno impedendo l'incubo.

Un gene del nostro DNA ci induce al consumo di alcool.

Scoperto un 'gene emulazione' che induce i giovani a farsi trascinare dagli amici nel consumo di alcol. Lo dimostra uno studio olandese.Questo gene sp ...(continua a leggere)
Scoperto un 'gene emulazione' che induce i giovani a farsi trascinare dagli amici nel consumo di alcol. Lo dimostra uno studio olandese.Questo gene spiega se i teenager seguiranno ed emuleranno i coetanei nel consumo di alcol,o se invece resteranno capaci di scelte autonome, non andando irresponsabilmente dietro agli amici.I giovani che hanno nel Dna una mutazione nel gene legato al neurotrasmettitore del piacere,la dopamina, sono piu' inclini a farsi condizionare dalle scelte dei coetanei.

Attesi 3.600 casi Sla e l'assistenza non va.

Per i prossimi anni attesi in Italia 3.600 nuovi casi di Sla ma l'assistenza ai malati e' ancora inadeguata. Eccezioni in Lombardia e Veneto. dove inf ...(continua a leggere)
Per i prossimi anni attesi in Italia 3.600 nuovi casi di Sla ma l'assistenza ai malati e' ancora inadeguata. Eccezioni in Lombardia e Veneto. dove infatti l'approccio multidisciplinare al malato e' considerato 'vincente'. Emerge da uno studio Fiaso, secondo cui i 'guai' per i pazienti iniziano gia' dalla diagnosi: le strutture interpellate dichiarano di dedicare in media 45 minuti per malato ma solo nel 71% avviene in un luogo dedicato. In 1 caso su 3 viene tutto sbrigato in corsia.

Le apnea notturne causano 20% incidenti stradali.

Fino al 20% degli incidenti stradali potrebbe essere dovuto all'apnea notturna, patologia dovuta a un'alterazione delle vie respiratorie. Il dato e' e ...(continua a leggere)
Fino al 20% degli incidenti stradali potrebbe essere dovuto all'apnea notturna, patologia dovuta a un'alterazione delle vie respiratorie. Il dato e' emerso a Fiuggi, al simposio sulla 'Sindrome delle apnee ostruttive del Sonno'. Uno dei principali sintomi, spiegano gli esperti, e' la sonnolenza diurna, che puo' condurre nel tempo a disturbi dell'attenzione, deficit cognitivi, scarsa capacita' di concentrazione e colpi di sonno che possono rivelarsi letali quando si e' alla guida.

Staminali cervello più potenti.

Sempre piu' ampie le potenzialita' terapeutiche delle staminali del cervello. E' quanto risulta da studi condotti al San Raffaele di Milano, dove - sp ...(continua a leggere)
Sempre piu' ampie le potenzialita' terapeutiche delle staminali del cervello. E' quanto risulta da studi condotti al San Raffaele di Milano, dove - spiega G. M., responsabile dell'Unita' di neuroimmunologia e direttore della Bmw Research Unit Hsr - mostrano che tali cellule sono in grado di raggiungere selettivamente le aree del cervello e del midollo spinale danneggiate dall'infiammazione e di ripararle attraverso il rilascio di sostanze anti-infiammatore e neuroprotettive'.

Un gene predispone a sclerosi multipla.

Dall'Italia passo avanti verso la conoscenza della sclerosi multipla: identificata una variazione del Dna che predispone alla malattia. Lo studio pubb ...(continua a leggere)
Dall'Italia passo avanti verso la conoscenza della sclerosi multipla: identificata una variazione del Dna che predispone alla malattia. Lo studio pubblicato su Nature Genetics e' stato condotto da un consorzio di ricerca sardo formato dall'Istituto di neurogenetica e Neurofarmacologia (Inn) del Cnr, dalle Universita' di Cagliari e Sassari, dalle divisioni di Neurologia di Cagliari, Sassari e Ozieri e dal Crs4. Una variazione del gene 'Cblb' aumenta il rischio di sviluppare la malattia.

Longevità, segreto è personalità.

Il segreto per campare 100 anni non e' nella genetica ma nella personalita' e in uno stile di vita sereno. Lo dice una ricerca australiana. I tratti c ...(continua a leggere)
Il segreto per campare 100 anni non e' nella genetica ma nella personalita' e in uno stile di vita sereno. Lo dice una ricerca australiana. I tratti comuni evidenziati fra 200 persone ultracentenarie sono non fumare, non bere in eccesso, mantenere un peso regolare, buone relazioni e contatti sociali, ottimismo e apertura al cambiamento. Secondo lo studio dell'Universita' del Nuovo Galles del sud, la longevita' e' ereditaria nel 20-30% dei casi, fattori ambientali pesano fra il 70 e l'80%.

Depressione:piu' temuta di tumore seno.

La depressione spaventa piu' del tumore al seno. Lo rileva una ricerca condotta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). Il 'male ...(continua a leggere)
La depressione spaventa piu' del tumore al seno. Lo rileva una ricerca condotta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). Il 'male oscuro' e' sempre piu' diffuso: ne soffrono 6 donne su 10 ne soffrono o conoscono qualcuno che ne soffre, e' ritenuto incurabile dal 54% delle donne, piu' del tumore al seno (24,2%).Sulle terapie, la quota di sfiduciate sale al 78% tra le giovani dai 30 ai 39 anni fino all'80,1% delle donne tra i 40 e 49 anni. Lo studio ha riguardato 1000 donne.

Stress aumenta in compagnia bella donna.

Bastano 5 minuti soli in una stanza con una bella donna per provocare stress negli uomini. Lo rileva uno studio dell'universita' di Valencia.I ricerca ...(continua a leggere)
Bastano 5 minuti soli in una stanza con una bella donna per provocare stress negli uomini. Lo rileva uno studio dell'universita' di Valencia.I ricercatori hanno testato 84 uomini chiedendo loro di rimanere soli in una stanza con una coppia a risolvere un Sudoku e monitorando i loro livelli di cortisolo, l'ormone associato allo stress. Quando la donna lasciava la stanza il livello rimaneva inalterato. Quando il soggetto veniva invece lasciato solo con la donna, si registrava un aumento.

Il Cervello è in grado di fare 2 cose alla volta.

Gli uomini non possono compiere piu' di due azioni alla volta perche' il cervello si divide in due impegnando un emisfero per ciascun lavoro. Riportat ...(continua a leggere)
Gli uomini non possono compiere piu' di due azioni alla volta perche' il cervello si divide in due impegnando un emisfero per ciascun lavoro. Riportata sulla rivista Science, e' la scoperta di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese. Lo studio e' stato effettuato assegnando dei compiti a volontari e monitorando le aree attivate dal loro svolgimento. Se il compito e' uno, l'intero cervello e' impegnato in esso, se sono due, i due emisferi si dividono il lavoro.

I videogiochi non disturbano il sonno.

Uno studio australiano sembra sfatare la convinzione che giocare ai videogiochi prima di andare a dormire ritardi il sonno nei teenager. Lo studio, co ...(continua a leggere)
Uno studio australiano sembra sfatare la convinzione che giocare ai videogiochi prima di andare a dormire ritardi il sonno nei teenager. Lo studio, condotto da ricercatori dell'universita' di Adelaide su ragazzi fra i 14 ed i 18 anni di eta', e pubblicato su Clinical Sleep Medicine, avrebbe dimostrato che i giocatori che vanno a letto dopo avere trascorso del tempo davanti allo schermo si addormentano al massimo 4 minuti dopo che non ha giocato, ma ha visto un documentario sui pinguini.

Scoperta la proteina Ku.

La proteina Ku ripara i danni che si accumulano nel dna a causa dell'invecchiamento e dell'ambiente eliminando anche le 'scorie'. Un meccanismo che pu ...(continua a leggere)
La proteina Ku ripara i danni che si accumulano nel dna a causa dell'invecchiamento e dell'ambiente eliminando anche le 'scorie'. Un meccanismo che puo' essere la chiave per la cura del cancro e di altre malattie dell'invecchiamento, come spiegano alcuni ricercatori dell'universita' del North Carolina. La proteina Ku e' una vera 'esperta': con un unico meccanismo puo' riparare danni piuttosto gravi del dna, come quelli di un cromosoma rotto o della rottura di un doppio filamento.

Ormoni tiroidei mamma artefici del cervello.

Uno studio italiano dimostra che gli ormoni tiroidei della mamma passano al feto e ne permettono il corretto sviluppo del cervello.La scoperta si deve ...(continua a leggere)
Uno studio italiano dimostra che gli ormoni tiroidei della mamma passano al feto e ne permettono il corretto sviluppo del cervello.La scoperta si deve ad un team di ricercatori dell'Universita' Cattolica di Roma. Gli scienziati hanno creato un embrione di topolino che si 'accende' di luce blu sotto l'effetto di ormoni tiroidei che riceve dalla mamma attraverso la placenta. Dimostrando l'ipotesi che siano gli ormoni tiroidei materni gli 'architetti' del cervello del feto.

Arriva puntura cancella-paure.

Un giorno con un'iniezione si potrebbero cancellare le nostre paure, secondo uno studio di esperti dell'Università di Hiroshima. Con un'iniezione di ...(continua a leggere)
Un giorno con un'iniezione si potrebbero cancellare le nostre paure, secondo uno studio di esperti dell'Università di Hiroshima. Con un'iniezione di un farmaco noto come anestetico, la lidocaina, è possibile dare ai pesci rossi un 'cuor di leone'. Il farmaco ha effetto temporaneo, per cui è futuribile l'applicazione a persone impegnate in professioni rischiose come i soldati. A parte i dubbi etici il farmaco potrebbe aiutare pazienti con disturbi d'ansia e fobie.

Scoperti neuroni 'tom tom'.

Scoperti i neuroni ''navigatori'' che danno la direzione ai nostri viaggi e che ci aiutano a capire quale direzione dobbiamo prendere. E' il risultato ...(continua a leggere)
Scoperti i neuroni ''navigatori'' che danno la direzione ai nostri viaggi e che ci aiutano a capire quale direzione dobbiamo prendere. E' il risultato di uno studio condotto all'universita' di Philadelphia e pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences. I 'neuroni della direzione' integrano le informazioni codificate dai gia' noti 'neuroni di posizione' e aiutano a capire il senso, orario o antiorario, di un percorso.

Depressione, macchina valuta farmaci.

Uno scienziato italiano ha scoperto il 'trucco' contro i tumori: li fa invecchiare e così, li fa morire. Si tratta di spegnere un gene (Skp2) che è ...(continua a leggere)
Uno scienziato italiano ha scoperto il 'trucco' contro i tumori: li fa invecchiare e così, li fa morire. Si tratta di spegnere un gene (Skp2) che è iperattivo in molti tumori. Spegnendolo si attiva il processo di senescenza cellulare e le cellule malate smettono di proliferare e muoiono. Lo ha scoperto lo scienziato italiano P. P., che lavora alla Harvard di Boston. La cura potrebbe funzionare contro molti - se non tutti - i tumori.

Meditare ha effetti analgesici

Meditare toglie il dolore: lo dimostra una ricerca condotta da P. G. della University of North Carolina presso Charlotte. E' emerso, infatti, che le t ...(continua a leggere)
Meditare toglie il dolore: lo dimostra una ricerca condotta da P. G. della University of North Carolina presso Charlotte. E' emerso, infatti, che le tecniche di meditazione, anche per i principianti che le praticano da pochissimi giorni, hanno effetto analgesico. La meditazione rivelatasi efficace è la cosiddetta 'mindfulness' che consiste nel concentrarsi sul presente evitando di pensare a passato e futuro. Dopo l'esercizio la sensibilita' al dolore si attenua.

Cervello: la musica è innata.

La musica è già “scritta” nel cervello umano, e già a due giorni di vita siamo in grado di riconoscere note e stonature. Lo ha dimostrato una r ...(continua a leggere)
La musica è già “scritta” nel cervello umano, e già a due giorni di vita siamo in grado di riconoscere note e stonature. Lo ha dimostrato una ricerca italiana pubblicata da Pnas. Un team di ricercatori dell'università Milano ha monitorato diciotto bambini di due giorni di vita mentre ascoltavano musica, sottoponendoli a una risonanza magnetica funzionale, ed hanno evidenziato risposte allo stimolo musicale uguali a quelle degli adulti.

Musica guarisce,cantare aiuta dopo ictus.

La musica guarisce: chi non è in grado di parlare a causa di un ictus può riuscire ad esprimersi cantando. Lo ha affermato uno studioso che ha fonda ...(continua a leggere)
La musica guarisce: chi non è in grado di parlare a causa di un ictus può riuscire ad esprimersi cantando. Lo ha affermato uno studioso che ha fondato a Boston un laboratorio per sperimentare l'uso della musica nella cura delle malattie neurologiche. La musica, secondo quanto ha riferito G. S., neurologo di Harvard, può servire come terapia per chi ha l'emisfero sinistro del cervello, sede della parola, danneggiato per un ictus o altro.

Cervello: fantasie sex aguzzano ingegno.

Le fantasie sessuali aguzzano l'ingegno, i sogni romantici invece la creatività, secondo uno studio dell'università di Amsterdam. I pensieri sessual ...(continua a leggere)
Le fantasie sessuali aguzzano l'ingegno, i sogni romantici invece la creatività, secondo uno studio dell'università di Amsterdam. I pensieri sessuali aumentano infatti le proprie capacità di pensiero analitico mentre le fantasie sull'amore aumentano la capacità di visione di insieme e quindi la creatività.

Trovato bersaglio contro neuroblastoma.

Scoperto un nuovo bersaglio terapeutico del neuroblastoma, uno dei tumori solidi più frequenti nei bambini. Si tratta di una molecola e del suo recet ...(continua a leggere)
Scoperto un nuovo bersaglio terapeutico del neuroblastoma, uno dei tumori solidi più frequenti nei bambini. Si tratta di una molecola e del suo recettore, rispettivamente NT-3 e TrkC. Bloccando queste molecole il tumore può essere tenuto a bada in modelli animali della malattia. Lo ha spiegato P. M. dell'Università di Lione sul Journal of Clinical Investigation. Il neuroblastoma costituisce l'8-10% di tutti i tumori pediatrici.

Salute: meno raffreddore per ottimisti.

Essere ottimisti paga: non solo riduce lo stress, ma rafforza il sistema immunitario, contro virus comuni come il raffreddore. E' quanto emerge da uno ...(continua a leggere)
Essere ottimisti paga: non solo riduce lo stress, ma rafforza il sistema immunitario, contro virus comuni come il raffreddore. E' quanto emerge da uno studio delle università di Hamburg-Eppendorf e Roehampton. 'Molti studi mostrano che lo stress appesantisce il sistema immunitario rendendo i soggetti stressati più suscettibili alle malattie, spiega uno psicologo. Noi volevamo sapere se, attraverso un'attitudine positiva nella vita, è possibile ridurre il rischio di ammalarsi'.

Confermata teoria italiana.

C'e' un legame fra la sclerosi multipla (SM) e il blocco parziale di alcune vene legate al trasporto del sangue al cervello. La conferma della teoria ...(continua a leggere)
C'e' un legame fra la sclerosi multipla (SM) e il blocco parziale di alcune vene legate al trasporto del sangue al cervello. La conferma della teoria del ricercatore italiano P. Z. viene da uno studio dell'università di Buffalo. Per Z. la SM sarebbe legata all'insufficienza venosa cronica cerebrospinale: il restringimento dei vasi porterebbe a un drenaggio del sangue dal cervello troppo lento, che causerebbe accumuli anormali di ferro riscontrati nella patologia.

Arrivano nuovi farmaci per dolore grave.

In arrivo nuove 'armi' per sconfiggere il dolore neuropatico, un dolore acuto o cronico tra i più difficili da curare. Ricercatori dell'Università d ...(continua a leggere)
In arrivo nuove 'armi' per sconfiggere il dolore neuropatico, un dolore acuto o cronico tra i più difficili da curare. Ricercatori dell'Università di Camerino hanno scoperto nuove molecole che, somministrate a basse dosi, sono in grado di abolire i sintomi di questo tipo di dolore. Lo fanno tramite un meccanismo basato sul legame delle sostanze a un recettore, costituito da una proteina inserita nella membrana delle cellule neuronali coinvolte nella trasmissione del dolore.

Distrofia muscolare, nuove speranze

Nuove speranze per arrestare la degenerazione muscolare, che si verifica nella distrofia muscolare di Duchenne. Uno studio italiano, finanziato da Tel ...(continua a leggere)
Nuove speranze per arrestare la degenerazione muscolare, che si verifica nella distrofia muscolare di Duchenne. Uno studio italiano, finanziato da Telethon e pubblicato sulla rivista Molecular Biology of the Cell, potrebbe aprire la strada a cure per rallentare la progressione della degenerazione e migliorare la qualita' della vita dei malati. Gli studiosi tenteranno di bloccare con farmaci il recettore S1P3, in modo da arrestare la produzione di tessuto fibroso.

Gene sintetico blocca la distrofia

E' stato battezzato 'Jazz' il primo gene artificiale che rappresenta una nuova speranza nella lotta alla distrofia muscolare. E' stato messo a punto d ...(continua a leggere)
E' stato battezzato 'Jazz' il primo gene artificiale che rappresenta una nuova speranza nella lotta alla distrofia muscolare. E' stato messo a punto dal Cnr e sperimentato su topi, per la terapia della distrofia muscolare di Duchenne (Dmd). Lo studio, che dimostra come il gene artificiale sia in grado di contrastare la progressione della malattia nei modelli animali, e' pubblicato sulla rivista internazionale Human molecular genetics.

Cervello: lei non lo perde se incinta

Aspettare un figlio non vuol dire perdere il cervello, come un vecchio mito voleva far credere: le gestanti non hanno deficit cognitivi. Semmai hanno ...(continua a leggere)
Aspettare un figlio non vuol dire perdere il cervello, come un vecchio mito voleva far credere: le gestanti non hanno deficit cognitivi. Semmai hanno qualche dimenticanza, che pero' e' dovuta a stanchezza e non a qualche effetto deleterio del pancione. A sfatare il mito del 'cervello bambino' e' un articolo sulla rivista British Journal of Psychiatry. Uno studio condotto su quasi 1.300 donne ha evidenziato che la gravidanza non arrecato alcun danno alle loro funzioni cognitive.

Sclerosi multipla: ecco farmaco orale

Arriva il farmaco orale FTY720 che si e' dimostrato in grado di ridurre il rischio di progressione della disabilita' nella sclerosi multipla. Le attua ...(continua a leggere)
Arriva il farmaco orale FTY720 che si e' dimostrato in grado di ridurre il rischio di progressione della disabilita' nella sclerosi multipla. Le attuali terapie sono somministrate per via intramuscolare o per infusione. Il farmaco - secondo 2 studi sul New England Journal of Medicine - riduce il rischio di ricadute, di progressione della disabilita' e le lesioni cerebrali. Piu' efficace dell'interferone beta-1a e con un buon profilo di tollerabilita' potrebbe aprire nuove strade nella terapia.

Cervello: ruolo 'cellule-stella'

Non solo i neuroni ma anche gli astrociti svolgono un ruolo primario nei meccanismi di memorizzazione e di apprendimento. Lo scopre una ricerca franco ...(continua a leggere)
Non solo i neuroni ma anche gli astrociti svolgono un ruolo primario nei meccanismi di memorizzazione e di apprendimento. Lo scopre una ricerca franco-britannica. Finora si riteneva che gli astrociti, particolari cellule del sistema nervoso centrale a forma di stella, fossero i 'blocchi di costruzione' della barriera emato-encefalica e che avessero un ruolo di sostegno o nutrizione delle altre cellule. Invece intervengono nel meccanismo di memoria cellulare oltre ai neuroni.

Malattie rare: si vive piu' a lungo

Le malattie rare allentano la loro morsa sulle persone che ne soffrono, grazie a cure sempre migliori. Infatti sempre piu' pazienti colpiti da patolog ...(continua a leggere)
Le malattie rare allentano la loro morsa sulle persone che ne soffrono, grazie a cure sempre migliori. Infatti sempre piu' pazienti colpiti da patologie rare diventano adulti. Un traguardo non trascurabile: dal 2006 piu' di 30 donne sono divenute madri al Policlinico Ospedale Maggiore di Milano. La struttura, accreditata per la cura di 259 diverse malattie rare, ha organizzato una giornata su queste patologie, che colpiscono meno di 5 persone ogni 10 mila. Dieta sana allontana depressione.

Piccoli risparmiatori rischiano patologia come i giocatori

Piccoli risparmiatori che agiscono sulla base di emotivita' e irrazionalita', mettendo cosi' eventualmente a rischio il portafoglio. Un atteggiamento, ...(continua a leggere)
Piccoli risparmiatori che agiscono sulla base di emotivita' e irrazionalita', mettendo cosi' eventualmente a rischio il portafoglio. Un atteggiamento, quello segnalato da una ricerca effettuata dalla Consob con l'ausilio di psichiatri che spiega un 'transfer' di identificazione con i grandi del settore, che porta ad una ''pericolosa sopravvalutazione''. Un processo gia' studiato nei giocatori patologici.

Tumori cervello, spunta nuova cura

Una scoperta di ricercatori italiani apre nuove speranze per la cura dei tumori cerebrali infantili. Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Medi ...(continua a leggere)
Una scoperta di ricercatori italiani apre nuove speranze per la cura dei tumori cerebrali infantili. Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Medicina sperimentale dell'Universita' La Sapienza di Roma ha infatti individuato un importante meccanismo responsabile del medulloblastoma, il piu' comune tumore cerebrale maligno dell'eta' infantile. Lo studio e' pubblicato online sulla rivista Nature Cell Biology.

Alzhaimer,farmaci anti-ipertensione

Farmaci contro l'ipertensione sono utili per combattere Alzhaimer e demenza, sostiene uno studio pubblicato sul British Journal of Medicine. Le person ...(continua a leggere)
Farmaci contro l'ipertensione sono utili per combattere Alzhaimer e demenza, sostiene uno studio pubblicato sul British Journal of Medicine. Le persone che fanno uso di medicinali per abbassare la pressione o per problemi cardiaci dimezzano il rischio di sviluppare l morbo degenerativo. Lo studio su over 65 malati di cuore ha dimostrato un calo fino al 50% di sviluppare il morbo di Alzhaimer.

Test ottico per diagnosi Alzheimer

Bastera' un test ottico per scoprire se si soffre di Alzheimer, prima ancora che i sintomi reali della malattia si manifestino. Lo dice una ricercatri ...(continua a leggere)
Bastera' un test ottico per scoprire se si soffre di Alzheimer, prima ancora che i sintomi reali della malattia si manifestino. Lo dice una ricercatrice dell'University College di Londra, secondo cui il test sara' pronto entro 5 anni. L'esame userebbe una sostanza fluorescente in grado di rivelare, a contatto con la retina, eventuali cellule cerebrali morte. La retina e' infatti una diretta propagazione del cervello e puo' quindi rilevare danni che lo riguardano.

Alzheimer:rimedio da alghe marine

Contro il morbo di Alzheimer, la prevenzione passa anche per l'omotaurina, una molecola naturale presente in alcune specie di alghe marine. Un nuovo s ...(continua a leggere)
Contro il morbo di Alzheimer, la prevenzione passa anche per l'omotaurina, una molecola naturale presente in alcune specie di alghe marine. Un nuovo studio ne ha rilevato l'efficacia clinica nella prevenzione di malattie neurodegenerative. La ricerca e' stata presentata da G. S., durante il recente congresso internazionale Gerontonet tenutosi a Roma.

Emicrania: la luce aumenta il dolore

Svelato perche' la luce provoca ancora piu' dolore a chi soffre di emicrania: colpa di un collegamento tra cellule degli occhi e neuroni. Resa nota su ...(continua a leggere)
Svelato perche' la luce provoca ancora piu' dolore a chi soffre di emicrania: colpa di un collegamento tra cellule degli occhi e neuroni. Resa nota sulla rivista Nature Neuroscience, la scoperta si deve a R. B., del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.Circa l'85% di chi soffre di emicrania ha anche la fotofobia, cioe' l'esposizione alla luce fa aumentare il dolore pulsante alla testa. Pochi secondi di luce, dall'inizio dell'attacco, possono provocare l'effetto negativo.

Staminali verso produzione organi

E' stato identificato il kit di 'montaggio molecolare' per costruire organi in laboratorio. Studiosi sono all'opera a Stanford. Nell'Università calif ...(continua a leggere)
E' stato identificato il kit di 'montaggio molecolare' per costruire organi in laboratorio. Studiosi sono all'opera a Stanford. Nell'Università californiana si punta al polmone e il primo obiettivo, che si conta di raggiungere fra 5 anni, e' l'alveolo polmonare. Finora non era chiaro quali fossero le cellule 'registe', che dettano l'ordine con cui sono organizzate le componenti del polmone, ora sono state identificate sequenze e tempi con cui avviene la formazione.

A italiana premio studi epilessia

E' A. V. la prima ricercatrice italiana a vincere il premio internazionale dell'American Epilepsy Society. Il premio viene conferito ogni anno a uno s ...(continua a leggere)
E' A. V. la prima ricercatrice italiana a vincere il premio internazionale dell'American Epilepsy Society. Il premio viene conferito ogni anno a uno scienziato che si e' distinto nella ricerca contro l'epilessia. La V. e' capo del Laboratorio di neurologia sperimentale dell'Istituto Negri di Milano, da anni impegnato in ricerche scientifiche sull'epilessia. 'Abbiamo svolto importanti ricerche sperimentali sul ruolo dei processi infiammatori nell'epilessia'.

Cervello: ictus, nuovo rimedio

I cervelli lesionati da un ictus potranno essere riparati con il trapianto di cellule staminali estratte dai denti. In uno studio australiano, le stam ...(continua a leggere)
I cervelli lesionati da un ictus potranno essere riparati con il trapianto di cellule staminali estratte dai denti. In uno studio australiano, le staminali della polpa dentaria si sono dimostrate molto più efficaci per tali riparazioni e con minori problemi di rigetto rispetto ad altre staminali. La ricerca sfrutta la capacità della polpa dentaria di produrre e riparare cellule nervose e il fatto che le staminali che si trovano nei denti sono facilmente estraibili.

Reprimere rabbia in ufficio fa male

Reprimere la rabbia nel luogo di lavoro puo' raddoppiare il rischio di infarto o di morte per problemi cardiovascolari. Lo rivela uno studio svedese. ...(continua a leggere)
Reprimere la rabbia nel luogo di lavoro puo' raddoppiare il rischio di infarto o di morte per problemi cardiovascolari. Lo rivela uno studio svedese. Gli esperti hanno monitorato dal 1992 al 2003 lo stato di salute di 2.755 uomini impiegati in vari uffici. E' emerso che, a parita' di altri fattori di rischio, coloro che tendono a reprimere la rabbia sul lavoro e a passare oltre rischiano il doppio l'infarto o di morire per malattie cardiovascolari.

Guerra a tumori con nanoparticelle

Nanocapsule come microscopici 'ospedali da campo' inviati al seguito di 'operazioni di guerra' per curare e guarire. Ne ha parlato a Sesto M.F. uno tr ...(continua a leggere)
Nanocapsule come microscopici 'ospedali da campo' inviati al seguito di 'operazioni di guerra' per curare e guarire. Ne ha parlato a Sesto M.F. uno tra i piu' grandi esperti mondiali di bioingegneria. Le nanocapsule possono essere inviate sulle cellule tumorali attraverso il sangue, introdurre il farmaco per distruggerle, indicare in ogni momento la loro posizione con un segnale fluorescente, e infine rilasciare un messaggio che segnali la 'missione compiuta'.

Tumore cervello causa aggressivita'

Un tumore al cervello puo' causare in chi ne soffre aggressivita' verbale o fisica, che di solito si manifesta all'oscuro dei medici. Uno studio austr ...(continua a leggere)
Un tumore al cervello puo' causare in chi ne soffre aggressivita' verbale o fisica, che di solito si manifesta all'oscuro dei medici. Uno studio australiano condotto su 54 pazienti conclude che un 'comportamento disinibito' e' un comune effetto collaterale: un paziente su cinque diventa 'inusualmente violento' verso le persone piu' care, mentre uno su quattro diventa verbalmente offensivo. La frequenza di tali comportamenti non cambia a seconda che il tumore sia aggressivo o benigno.

Staminali: cure tumori cervello topi

Un trapianto di cellule staminali nel cervello rende i topini piu' 'intelligenti', migliorando in soli 4 mesi le loro capacita' cognitive. Dallo studi ...(continua a leggere)
Un trapianto di cellule staminali nel cervello rende i topini piu' 'intelligenti', migliorando in soli 4 mesi le loro capacita' cognitive. Dallo studio, condotto da Charles Limoli emerge che, le cellule staminali trapiantate migrano spontaneamente verso la regione del cervello compromessa dalle terapie contro il tumore. Le staminali forniscono nuovi neuroni, rimettendo cosi' in sesto le funzioni cognitive dei topolini, salvandoli dall'inevitabile declino cognitivo dovuto alla radioterapia.

Il cervello archivia i ricordi

Il cervello umano archivia i ricordi stipando i vecchi nella neocorteccia per far posto ai nuovi che affollano l'ippocampo. Il tutto avviene con un me ...(continua a leggere)
Il cervello umano archivia i ricordi stipando i vecchi nella neocorteccia per far posto ai nuovi che affollano l'ippocampo. Il tutto avviene con un meccanismo di cancellazione delle tracce provvisorie dei ricordi formati in precedenza, eseguita dai neuroni deputati a formare i nuovi. Il sistema, permette che nessuna informazione venga persa, perche' ad essere cancellata e' solo la traccia provvisoria dei ricordi, nell'ippocampo. La scoperta si deve a Kaoru Inokuchi in Giappone.

Sogni, riscaldamento del cervello

Potrebbero essere una finestra sull'inconscio, oppure uno strumento con cui il cervello consolida le proprie memorie o anche affronta ed elabora nelle ...(continua a leggere)
Potrebbero essere una finestra sull'inconscio, oppure uno strumento con cui il cervello consolida le proprie memorie o anche affronta ed elabora nelle ore notturne alcuni problemi della vita quotidiana, come dispiaceri di vario genero o stress da lavoro: oggi però sui sogni c'è una teoria nuova. Secondo uno studioso statunitense, i sogni sarebbero più semplicemente il meccanismo con cui il cervello si ''riscalda'' preparandosi al momento del risveglio. Lo studio, che di fatto rivoluziona decenni di psicoanalisi, è opera di uno dei "grandi vecchi" della psichiatria, J. A. H. di Harvard. Lo scienziato ha teorizzato, in un saggio pubblicato sulla rivista scientifica "Nature Reviews Neuroscience", che la funzione primaria della fase REM (rapid Eye Movement) del sonno, in cui si concentra la maggior parte dei sogni, sia fisiologica e costituisca una fase in cui il cervello "riscalda" i suoi circuiti in previsione di suoni, luci e emozioni che lo attendono al momento di aprire gli occhi. "Questa teoria spiega perché la gente di solito non ricorda quel che ha sognato", spiega H., autore tra l'altro del libro "La Fabbrica dei Sogni" e "Dagli Angeli ai Neuroni" Insomma, spiega lo scienziato, il sogno è un po' come il jogging: "l'organismo non ricorda ogni passo della corsa, ma sa che ha fatto un esercizio fisico. Come la messa a punto di un motore. E' lo stesso col cervello: i sogni preparano la mente per il ritorno nella vita conscia''. Secondo H., che studia il sonno e i sogni dagli anni Settanta, l'attività onirica è una specie di stato di coscienza parallela e continuamente attiva, ma di fatto messa a tacere durante lo stato di veglia. Questa interpretazione ha sollevato un vivace dibattito tra studiosi e anche qualche polemica. Soprattutto tra freudiani, junghiani, analisti e neuroiscienziati. Secondo R. L., neurologo della New York University, lo studio di H. costituisce un contributo importante, anche se non l'unico alla scienza del significatro dei sogni.

Cioccolato: 40 gr. contro lo stress

Il cioccolato non finisce mai di stupire. Non solo è buono per la gola, inebriante nei trattamenti estetici e persino "innocente" se sulla pelle comp ...(continua a leggere)
Il cioccolato non finisce mai di stupire. Non solo è buono per la gola, inebriante nei trattamenti estetici e persino "innocente" se sulla pelle compaiono acne e brufoli: due recenti studi hanno rivelato che il Cibo degli dei aiuta a combattere stress e logorio della vita moderna e, addirittura, protegge la pelle dagli effetti dannosi dei raggi solari meglio di una tradizionale crema. La dose ideale per vincere l'affaticamento quotidiano da superlavoro è, secondo gli esperti, di appena 40,5 grammi al dì: un quantitativo così modico che neppure le fanatiche della linea a tutti i costi troveranno da ridire. Il trattamento deve essere ripetuto per due settimane e ha l'effetto di abbassare il livello di ormoni dello stress. Lo sostiene un lavoro pubblicato sul "Journal of Proteome Research" e realizzato dall'equipe di S. K. Fino a questo momento si sapeva che piccole quantità di cioccolato avevano un influsso positivo sull'umore, ma non era noto il perché o quale fosse con precisione il meccanismo attivato. I ricercatori adesso hanno scoperto che gli antiossidanti presenti nel cacao amaro possono ridurre i fattori di rischio per le malattie cardiache e altre patologie. "Lo studio fornisce prove convincenti - sostengono i ricercatori - Un consumo giornaliero di 40 grammi per due settimane, è sufficiente a modificare il metabolismo", e quindi alleviare lo stress emotivo.

Batteri, a milioni sul nostro corpo

Sono milioni di miliardi e abitano varie regioni del corpo umano. Non sono pericolosi, anzi, aiutano a svolgere una serie di funzioni fisiologiche che ...(continua a leggere)
Sono milioni di miliardi e abitano varie regioni del corpo umano. Non sono pericolosi, anzi, aiutano a svolgere una serie di funzioni fisiologiche che ci mantengono in efficienza e in buona salute: sono i batteri. Ora un gruppo di scienziati ne ha tracciato una mappa "regione per regione", dai nostri capelli fino alla pianta dei piedi. Lo studio è stato effettuato dai ricercatori della Boulder University of Colorado ed è stato pubblicato su Science Express. Spiegano gli esperti: in ognuno di noi risiedono circa centomila miliardi di batteri, ma ogni persona ha un suo bagaglio batterico "personalizzato". Le comunità di microrganismi cambiano da persona a persona, soprattutto in aree precise del corpo, come capelli, narici e orecchie, e potrebbero spiegare il motivo per cui ciascuno di noi ha una sua personale e diversa risposta del sistema immunitario, delle funzionalità digestive, della resistenza agli agenti patogeni. Lo studio, spiega il coordinatore della ricerca, è "la più completa panoramica del 'lato batterico' di ognuno di noi". I batteri che convivono con l'uomo sono in molti casi fondamentali per mantenere il corpo in buono stato di salute. La ricerca è stata effettuata su nove volontari sani sui quali sono stati analizzati 27 siti diversi del corpo. E' così emerso che le comunità di batteri variano da persona a persona, ma anche da un sito all'altro sulla stessa persona, e anche sullo stesso sito e sulla stessa persona i risultati dei test possono essere diversi da un giorno all'altro. Lo studio è stato condotto prelevando quattro campioni da ciascun volontario su un periodo di tre mesi e hanno tracciato una mappa di tutti i batteri riscontrati. La maggior parte dei siti mostravano grandi variazioni nei batteri ospitati da un prelievo all'altro, anche sullo stesso individuo. Sono state però osservate anche delle zone in cui i batteri variavano poco, ad esempio nelle le ascelle, sulle piante dei piedi e, soprattutto, nel cavo orale. In altre zone, invece, un tipo specifico di batterio risulta dominante, come sulla fronte, nel naso, nell'orecchio, e nei capelli. L'obiettivo della ricerca "è capire qual è il livello normale di batteri per un soggetto sano e che cosa accade quando sopravvengono invece delle malattie". Si stima che siano 100.000 miliardi i batteri che vivono sul corpo umano, o al suo interno. Svolgono in molti casi funzioni fondamentali per la nostra salute, per esempio partecipano allo sviluppo del sistema immunitario e alla digestione di alcuni cibi. Gli scienziati sperano che il loro lavoro, potrà essere utile in futuro alla ricerca clinica. Un giorno, per esempio, potrebbe essere possibile individuare zone del corpo umano in cui effettuare trapianti di specifici batteri per curare alcune patologie.

Studio Usa, quelli che ce l'hanno nel Dna sono piu' inclini a bere

I giovani si avvicinano allo 'sballo del week end' a base di alcolici sempre più in tenera età, ma alcuni sono più inclini di altri a sviluppare pr ...(continua a leggere)
I giovani si avvicinano allo 'sballo del week end' a base di alcolici sempre più in tenera età, ma alcuni sono più inclini di altri a sviluppare problemi con l'alcol e a provare piacere dal bere. Il tutto a causa di un gene, 'A118G': i giovani con A118G sul Dna, infatti, sono più inclini a bere e traggono più piacere dal farlo. Lo rivela uno studio diretto da R. M. della Brown University a Rhode island e pubblicato sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research. Il gene implicato è OPRM1, che produce il recettore degli oppiodi, importante per la risposta del cervello all'alcol: OPRM1 può presentarsi sul Dna di ognuno di noi in due forme ('allelì) diverse. Lo studio dimostra che una di queste due forme, l'allele A118G, è legata alla maggiore propensione per l'alcol in età adolescenziale e quindi al maggior rischio di sviluppare problemi con gli alcolici. Secondo i ricercatori la spiegazione è che A118G renda bere più piacevole e quindi, di fatto, favorisca l'abitudine e l'insorgenza di problemi con l'alcol. L'alcol tra gli adolescenti è un problema sociale sempre più diffuso. Se l'influenza dei coetanei è cruciale per approcciarsi agli alcolici per la prima volta, spiega Miranda, sono poi anche fattori genetici individuali che faranno la differenza nel tipo di rapporto che il giovane instaurerà con l'alcol. Per andare a caccia di un gene implicato gli esperti hanno coinvolto nello studio un gruppo di quasi 200 giovani con età media di 15 anni ed esaminato il loro Dna per vedere quale allele del gene OPRM1 possedevano. L'interesse è ricaduto sul gene OPRM1 perché è stato legato in precedenti studi all'alcolismo in età adulta. E' emerso che i giovani che portano nel proprio Dna la forma A118G del gene sono più inclini a sviluppare problemi con l'alcol. Inoltre la ricerca ha anche svelato che l'allele A118G é associato a sensazioni di piacere più forti scatenate dall'alcol. "E' interessante - spiega Mlo scienziato - che i giovani portatori di A118G sono poi anche coloro che dichiarano di bere alcolici per i loro effetti piacevoli piuttosto che per altri motivi". In altre parole, conclude, A118G è associato a maggior rischio di problemi con l'alcol in giovane età perché aumenta la sensibilità dei giovani agli effetti appaganti e piacevoli del bere.

Nobel Fern: pc veloci come cervello

Computer sempre piu' simili al cervello umano, veloci e capaci di immagazzinare un gran numero di dati: questo il futuro secondo il Nobel Fern. Lo sci ...(continua a leggere)
Computer sempre piu' simili al cervello umano, veloci e capaci di immagazzinare un gran numero di dati: questo il futuro secondo il Nobel Fern. Lo scienziato, che e' intervenuto a Roma al 'Magnet 09', primo convegno italiano sul magnetismo, ha spiegato come la sua scoperta, frutto dell'unione tra ricerca di base e nanotecnologie, dara' vita a computer sempre piu' piccoli, potenti che funzioneranno come il cervello umano. E anche i telefonini si preparano a subire una rivoluzione.

I geni ci fanno amare cianfrusaglie

La 'disposofobia', la malattia dell'accumulo compulsivo di cose inutili e l'incapacita' di buttarle, dipende dai geni. Lo studio di genetica, condotto ...(continua a leggere)
La 'disposofobia', la malattia dell'accumulo compulsivo di cose inutili e l'incapacita' di buttarle, dipende dai geni. Lo studio di genetica, condotto su oltre 5000 gemelli dal team di D. M.- C. del King's College di Londra dimostra che, mentre le coppie di gemelli omozigoti condividono spesso la disposofobia, ovvero se uno ne soffre anche l'altro fratello ce l'ha, tra gemelli eterozigoti questa corrispondenza non si riscontra.

Vita normale con meta' cervello

Uno studio dell'Istituto 'E. Medea' di Ostuni ha dimostrato come sia possibile condurre una vita normale con meta' cervello in funzione. Lo studio, pu ...(continua a leggere)
Uno studio dell'Istituto 'E. Medea' di Ostuni ha dimostrato come sia possibile condurre una vita normale con meta' cervello in funzione. Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, e' stato realizzato analizzando il caso di una bimba di due anni, che ha uno sviluppo comportamentale e sociale nella norma, pur presentando una grande cisti nell'emisfero sinistro. Secondo i ricercatori cio' e' possibile grazie alla particolare plasticita' del cervello durante l'eta' evolutiva.

Cibo spazzatura fa male all'umore

Il cibo spazzatura fa male non solo al corpo ma anche all'umore: fa infatti aumentare il rischio depressione. E' l'ultima scoperta dei ricercatori ing ...(continua a leggere)
Il cibo spazzatura fa male non solo al corpo ma anche all'umore: fa infatti aumentare il rischio depressione. E' l'ultima scoperta dei ricercatori inglesi. Lo studio, pubblicato sul 'British Journal of Psychiatry', e' stato fatto su impiegati pubblici di circa 55 anni divisi tra coloro che avevano un regime alimentare basato su frutta e verdura e coloro che mangiavano piu' cibi fritti e ricchi di grassi. Dopo 5 anni, si e' scoperto che il 58% di coloro che mangiavano cibi malsani aveva sofferto di depressione.

Fumo: con divieto - 17% infarti

Il divieto di fumo nei locali e nei luoghi pubblici fa bene al cuore: dopo un anno si registra un calo medio del 17% dei casi di infarto. E dopo tre a ...(continua a leggere)
Il divieto di fumo nei locali e nei luoghi pubblici fa bene al cuore: dopo un anno si registra un calo medio del 17% dei casi di infarto. E dopo tre anni del 36%. E' quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista Circulation da James Lightwood dell'Universita' di San Francisco. I risultati sono il frutto di un'analisi di 13 studi compiuti in diversi Paesi dove sono state approvate negli ultimi anni leggi anti-fumo con divieti nei locali e nei luoghi pubblici.

Cervello: memoria cede a tortura

Non sono attendibili gli interrogatori sotto tortura, come quelli cui sono stati sottoposti sospetti terroristi negli Stati Uniti. Secondo uno studio ...(continua a leggere)
Non sono attendibili gli interrogatori sotto tortura, come quelli cui sono stati sottoposti sospetti terroristi negli Stati Uniti. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Science e basato sulla revisione delle evidenze scientifiche a disposizione, infatti, i prigionieri, sottoposti ad azioni coercitive, perdono di fatto la percezione di cio' che e' vero o non lo e' e i loro ricordi riemergono inquinati da stress o ansia.

Alzheimer: 35 mln malati nel 2010

Le persone che nel 2010 soffriranno di Alzheimer o di un'altra forma di demenza saranno piu' di 35 milioni a livello mondiale. Sono i dati dell'associ ...(continua a leggere)
Le persone che nel 2010 soffriranno di Alzheimer o di un'altra forma di demenza saranno piu' di 35 milioni a livello mondiale. Sono i dati dell'associazione Alzheimer's Disease International (Adi), che ha presentato a Milano il Rapporto mondiale Alzheimer 2009 in occasione delle celebrazioni per la Giornata mondiale. Questi numeri rappresentano un incremento del 10% (circa 3 milioni di persone in piu') rispetto a quelli forniti dalla rivista scientifica The Lancet nel 2005.

Pazienti in coma possono imparare

Alcune persone in coma hanno capacita' di apprendimento e quindi dimostrano almeno un parziale stato di coscienza. Gli esperti dell'Universita' di Bue ...(continua a leggere)
Alcune persone in coma hanno capacita' di apprendimento e quindi dimostrano almeno un parziale stato di coscienza. Gli esperti dell'Universita' di Buenos Aires e di Cambridge hanno condotto un esperimento su pazienti in stato vegetativo: hanno fatto ascoltare loro un suono e subito dopo soffiato aria sul loro occhio. Dopo aver ripetuto l'esercizio piu' volte i pazienti imparano ad associare il suono all'aria e, appena lo sentono, sbattono la palpebra.

Nel cervello chiave per dimagrire

E' nel cervello la chiave per dimagrire rapidamente e senza fatica e soprattutto per non ingrassare di nuovo a dieta finita. Si tratta di un 'sensore' ...(continua a leggere)
E' nel cervello la chiave per dimagrire rapidamente e senza fatica e soprattutto per non ingrassare di nuovo a dieta finita. Si tratta di un 'sensore' molecolare, CPE, presente nel centro di controllo dell'appetito, l'ipotalamo. Pubblicata sulla rivista Nature Medicine, la scoperta si deve a D. A. che, nato e cresciuto a italiano che si trova in America da 25 anni, attualmente alla Columbia University di New York.

Una proteina protegge i cromosomi

L'instabilita' cromosomica - alla base di molte malattie umane come il cancro - e il metabolismo cellulare sono collegate tra loro. Lo ha scoperto uno ...(continua a leggere)
L'instabilita' cromosomica - alla base di molte malattie umane come il cancro - e il metabolismo cellulare sono collegate tra loro. Lo ha scoperto uno studio condotto all'universita' dell'Aquila. Lo studio ha scoperto una proteina che incide sul dna cromosonico regolando la concentrazione del citrato. Esperimenti sono stati effettuati sul moscerino.

Alzheimer: azione grassi insaturi

Scienziati australiani ritengono di aver scoperto perche' i grassi insaturi moltiplicano il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer. La ricerca del ...(continua a leggere)
Scienziati australiani ritengono di aver scoperto perche' i grassi insaturi moltiplicano il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer. La ricerca della Curtin University of Technology di Perth, uscita sul British Journal of Nutrition, dimostra non solo un legame diretto fra l'assunzione di grassi e la piu' comune forma di demenza ma spiega anche che questi danneggiano una barriera nel cervello che regola il flusso di sostanze nutrienti, causando un sovraccarico di proteine nocive.

Salute: lievi dosi di alcool protegge da demenza

Consumare quantità moderate di alcool in vecchiaia riduce il rischio di forme di declino cognitivo. Lo sostiene uno studio australiano. Una ricerca d ...(continua a leggere)
Consumare quantità moderate di alcool in vecchiaia riduce il rischio di forme di declino cognitivo. Lo sostiene uno studio australiano. Una ricerca dell'Australian National University indica che consumare un bicchiere di vino, birra o bicchierini di superalcolici dopo i 60 anni riduce del 30% il rischio di Alzheimer rispetto agli astemi, quello di demenza vascolare del 25% e le possibilità di altre forme di demenza del 26%.

Molecola riduce casi ictus

Eviterebbe 25 ictus al giorno in Italia. E' un nuovo farmaco anticoagulante orale per prevenire l'ictus nei cardiopatici. In particolare in quelli con ...(continua a leggere)
Eviterebbe 25 ictus al giorno in Italia. E' un nuovo farmaco anticoagulante orale per prevenire l'ictus nei cardiopatici. In particolare in quelli con fibrillazione atriale. E' il dabigatran etexilato, presentato al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) davanti a 30.000 esperti. E' una molecola che cambierà radicalmente - dice il presidente ESC - la terapia nei pazienti con fibrillazione atriale, che colpisce 500.000 persone in Italia (60.000 nuovi casi l'anno).

Farmaci: nuova molecola riduce ictus

E' stato presentato un farmaco anticoagulante orale per la prevenzione dell'ictus nei cardiopatici con fibrillazione atriale. Lo studio condotto da R. ...(continua a leggere)
E' stato presentato un farmaco anticoagulante orale per la prevenzione dell'ictus nei cardiopatici con fibrillazione atriale. Lo studio condotto da R.L. su 18.113 pazienti in 44 Paesi ha comparato la nuova molecola con quella finora utilizzata dimostrando una riduzione dei casi di ictus del 34% e del rischio di morte del 12%. Il nuovo farmaco, il dabigatran etexilato, è stato presentato al Congresso Europeo di Cardiologia di Barcellona; potrebbe essere disponibile entro il 2010.

Medicina: narici in competizione.

Uno studio americano ha mostrato che le narici sono in competizione tra loro, come gli occhi e le orecchie. Per i ricercatori della Rice University di ...(continua a leggere)
Uno studio americano ha mostrato che le narici sono in competizione tra loro, come gli occhi e le orecchie. Per i ricercatori della Rice University di Houston, quando le narici sono sottoposte ognuna a un odore diverso, al cervello non arriva una miscela dei due profumi ma un'alternanza delle due essenze, come se le narici lottassero per la supremazia. La stessa competizione avviene tra gli occhi con due immagini diverse o tra le orecchie con due diversi toni.

Antizanzare, rischio per cervello.

Spray, pomate e lozioni antizanzare contengono un ingrediente che puo' nuocere al sistema nervoso centrale. Lo rivela una ricerca francese. Secondo la ...(continua a leggere)
Spray, pomate e lozioni antizanzare contengono un ingrediente che puo' nuocere al sistema nervoso centrale. Lo rivela una ricerca francese. Secondo la rivista Bmc Biology il 'Deet' (N,N-dietil-meta-toluamide) inattiva un enzima importantissimo per il cervello, l'acetilcolinesterasi, che taglia e inattiva i neurotrasmettitori controllandone quindi il livello di attivita'.

Cervello: unico e molto variabile

Il detto avere dei 'grilli per la testa' ha una base reale: infatti, all'interno delle cellule del cervello ci sono moltissimi 'geni grillo'. Sono seq ...(continua a leggere)
Il detto avere dei 'grilli per la testa' ha una base reale: infatti, all'interno delle cellule del cervello ci sono moltissimi 'geni grillo'. Sono sequenze di Dna che saltano da un punto all'altro del genoma, modificandolo. Grazie a questi salti casuali il Dna di ogni singolo neurone del cervello puo' essere diverso dal Dna degli altri neuroni, aumentando la complessita' e unicita' del cervello. Stando a uno studio fatto in California e pubblicato su Nature, il genoma del cervello e' molto variabile.

Sistema immunitario contro obesita'

Il sistema immunitario del corpo umano deve combattere anche il suo stesso grasso e potrebbe essere manipolato contro obesita' e diabete. Lo rivela un ...(continua a leggere)
Il sistema immunitario del corpo umano deve combattere anche il suo stesso grasso e potrebbe essere manipolato contro obesita' e diabete. Lo rivela uno studio rivoluzionario condotto dagli ospedali di Toronto Sick Children e Mount Sinai. Secondo i ricercatori canadesi, la difesa automatica contro l'aumento di peso viene sconfitta dall'abuso cronico di cibo, ma puo' essere 'riavviata' grazie a una medicina, ovvero un'alternativa all'operazione di riduzione dello stomaco.

Primo Dbs a Catanzaro

A Catanzaro primo intervento al Sud (2/o in Italia) di neurostimolazione cerebrale profonda per la depressione grave farmaco-resistente. Il DBS - Deep ...(continua a leggere)
A Catanzaro primo intervento al Sud (2/o in Italia) di neurostimolazione cerebrale profonda per la depressione grave farmaco-resistente. Il DBS - Deep Brain Stimulation - e' stato eseguito su un uomo di 62 anni affetto da depressione severa da oltre 20 anni e che era gia' stato sottoposto a tutte le terapie farmacologiche e psicologiche oltre all'impianto di un neurostimolatore vagale. Soffre di depressione il 15% della popolazione europea.

Figc, nessuna relazione calcio - Sla

Non c'e' relazione tra calcio e Sla anche se l'abuso di farmaci non puo' essere escluso dai fattori della malattia. Lo dice uno studio Figc. 'Il calci ...(continua a leggere)
Non c'e' relazione tra calcio e Sla anche se l'abuso di farmaci non puo' essere escluso dai fattori della malattia. Lo dice uno studio Figc. 'Il calcio non fa venire la Sla, serve una forte predisposizione genetica e un'interazione con l'ambiente'. Cosi' il coordinatore della commissione scientifica della Figc, esclude che l'attivita' del calciatore possa causare la Sclerosi laterale amiotrofica. Lo studio e' pubblicato sulla rivista inglese 'Human Molecular Genetics'.

Con esercizio meno rischio cancro

Una regolare attivita' sportiva aiuta il benessere fisico e addirittura riduce significativamente le possibilita' di ammalarsi di cancro. Secondo una ...(continua a leggere)
Una regolare attivita' sportiva aiuta il benessere fisico e addirittura riduce significativamente le possibilita' di ammalarsi di cancro. Secondo una ricerca pubblicata dal British Journal of Sports Medicine il rischio di sviluppare tumori diminuisce fortemente - in alcuni casi dimezza - con 30 minuti di intenso esercizio quotidiano, grazie al consumo di ossigeno. I ricercatori hanno seguito per 17 anni 2.560 uomini della Finlandia dell'est, di eta' compresa tra i 42 e i 61 anni.

Mal di testa: si cura con il sesso

Secondo uno studio condotto dal responsabile del centro di medicina del dolore dell'Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico (Irccs) Neurome ...(continua a leggere)
Secondo uno studio condotto dal responsabile del centro di medicina del dolore dell'Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico (Irccs) Neuromed di Venafro (Is), il sesso è un ottimo antidoto contro le cefalee. Inoltre, sempre secondo la ricerca, chi soffre di emicrania ha anche maggiore desiderio sessuale. Insomma, tra mal di testa e attività sessuale c’è un legame a doppio filo destinato a fare tramontare qualsiasi ragionevole scusa. Secondo l'indagine, infatti, il 45% delle persone prese in esame sostiene di avere una vita sessuale regolare nonostante l’emicrania, mentre il 13% vede scomparire il mal di testa durante il rapporto o subito dopo. "I disturbi che dipendono principalmente dallo stress, le cosiddette cefalee tensive - spiega l’esperto - possono essere migliorati con un rapporto sessuale perchè aumentano i livelli di serotonina e dopamina, i neurotrasmettitori che influiscono sulle emozioni e sugli stati d'animo. Il rapporto sessuale attiva il sistema autonomo neurovegetativo, che agisce sull'equilibrio interno, quindi è in grado di alleviare i fastidiosi mal di testa da stress". Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, soffre di emicrania ben il 12% della popolazione mondiale adulta: in Italia ne sono colpiti sette milioni di persone, di cui cinque sono donne, la “sex therapy” potrebbe produrre ottimi benefici a migliaia di persone. L'esperto però avverte: "Attenzione ai mal di testa invalidanti. Quelli che necessitano di una terapia farmacologica, non devono essere sottovalutati, ma curati con terapie specifiche. Consiglio quindi ai miei pazienti - conclude Fusco - sia uomini che donne, un buon rapporto sessuale ma anche una visita specifica".

Un gene spazzino per il metabolismo

Si chiama TFEB e si comporta come un "interruttore" in grado di regolare lo smaltimento dei prodotti tossici del metabolismo delle cellule, attivando ...(continua a leggere)
Si chiama TFEB e si comporta come un "interruttore" in grado di regolare lo smaltimento dei prodotti tossici del metabolismo delle cellule, attivando la fabbricazione e l'attività di alcuni corpuscoli cellulari chiamati lisosomi. La scoperta viene da un team di ricercatori del Tigem di Napoli e porta con sé la speranza sulla possibilità di cura per 50 malattie gravi legate all'accumulo lisosomiale, tra cui la corea di Huntington, il morbo di Parkinson e l'Alzheimer. La scoperta di questo meccanismo biologico, pubblicata sul prossimo numero di "Science" ("A gene network regulating lysosomal biogenesis and function"), è venuta dopo una ricerca durata un anno e mezzo che ha coinvolto, oltre al direttore del Tigem (Istituto Telethon di Genetica e Medicina), altre sei persone del suo laboratorio e tre ricercatori di altri istituti con un costo totale di 100mila euro. Lo studio ha permesso di capire che la fabbricazione e le attività dei lisosomi, piccoli "granelli" presenti in ogni cellula con il compito di trasformare in sostanze innocue tutti i prodotti tossici del metabolismo, è controllato da una fitta rete di geni "coordinata" a sua volta dal gene TFEB. Il TFEB si comporta in pratica come un interruttore e può potenziare l'attività degradativa della cellula. "Aumentando i livelli di TFEB - spiega l’esperto, primo autore del lavoro pubblicato da "Science" - abbiamo dimostrato che aumenta non solo la produzione di lisosomi, ma anche la degradazione delle sostanze tossiche presenti nelle cellule". I ricercatori hanno effettuato i loro test su alcune cellule contenenti la proteina tossica responsabile della corea di Huntington, malattia degenerativa di origine genetica, per la quale al momento non esiste cura possibile. Quando questa proteina si accumula nei neuroni, li porta progressivamente alla morte. Lo studio del team ha dimostrato che, fornendo invece dall'esterno TFEB, la proteina tossica viene eliminata. "Siamo già al lavoro su due fronti paralleli - spiega il direttore del Tigem - da una parte la verifica dei risultati di laboratorio nei modelli animali, dall'altra la ricerca su vasta scala di farmaci in grado di stimolare l'attività di TFEB, in modo che promuovendo l'attività degradativa della cellula si eviti l'accumulo di sostanze tossiche e dunque la morte della cellula stessa con un approccio terapeutico non invasivo".

Scoperta su malattie del cervello

Una scoperta effettuata dai ricercatori italiani di Telethon apre nuove prospettive per la cura delle malattie neurodegenerative. Lo ha annunciato ogg ...(continua a leggere)
Una scoperta effettuata dai ricercatori italiani di Telethon apre nuove prospettive per la cura delle malattie neurodegenerative. Lo ha annunciato oggi il direttore dell'ufficio scientifico della Fondazione Telethon, L. M., in occasione di un incontro promosso a Roma dalla Fondazione. La scoperta sarà pubblicata sulla prestigiosa rivista Science. La studio, secondo quanto si apprende, riguarda anche malattie neurodegenerative gravi quali Alzheimer e Parkinson.

Sclerosi multipla, farmaco per bocca

Arriva la prima pillola al mondo in grado di opporsi alla sclerosi multipla, per di più con efficacia doppia rispetto agli altri farmaci. E' un farma ...(continua a leggere)
Arriva la prima pillola al mondo in grado di opporsi alla sclerosi multipla, per di più con efficacia doppia rispetto agli altri farmaci. E' un farmaco a base di cladribine, sostanza che agisce in modo selettivo sui linfociti del sistema immunitario, impedendogli di aggredire la mielina che ricopre le cellule nervose. E' stato presentato al Convegno annuale della Società Europea di Neurologia (ENS) apertosi il 22.6.09 a Milano.

Serotonina provoca istinto materno

La serotonina non è solo l'ormone della felicità, ma è anche responsabile della crescita e dell'istinto materno. E' quanto emerge da una ricerca de ...(continua a leggere)
La serotonina non è solo l'ormone della felicità, ma è anche responsabile della crescita e dell'istinto materno. E' quanto emerge da una ricerca del centro Max-Delbrueck di Berlino pubblicata oggi sull'edizione online di Die Welt. I ricercatori tedeschi hanno condotto gli esperimenti su topi privi di serotonina nel cervello e hanno constatato che le femmine trascuravano enormemente i loro figli e che, già dopo la nascita, la crescita degli animali era compromessa.

Cervello: proteina rafforza memoria

Se un'esperienza diventa indimenticabile, questo si deve anche alla quantità di una proteina presente nel cervello, nell'area dell'ippocampo. Punto d ...(continua a leggere)
Se un'esperienza diventa indimenticabile, questo si deve anche alla quantità di una proteina presente nel cervello, nell'area dell'ippocampo. Punto di partenza della ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze (Inn), è stata la teoria secondo cui il cervello memorizza un dato quando le connessioni chimiche tra i neuroni vengono rafforzate. Responsabile del rafforzamento sarebbe la proteina nota come Extracellular Regulated Kinase (Erk).

Orecchio destro 'ascolta' di più

Uno studio italiano dimostra che l'orecchio destro “sente meglio” rendendoci più influenzabili dal messaggio udito. La diversa sensibilità delle ...(continua a leggere)
Uno studio italiano dimostra che l'orecchio destro “sente meglio” rendendoci più influenzabili dal messaggio udito. La diversa sensibilità delle due orecchie, spiegano due ricercatori dell'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti, dipende dall'asimmetria cerebrale, la stessa che è responsabile del fatto che siamo destrimani o mancini. Come la preferenza per mano destra, anche quella per l'orecchio destro sembra dunque prevalere.

Tumori ridotti con vita corretta

Lotta al tabagismo, promozione di una corretta alimentazione e di uno stile di vita attivo, protezione da cancerogeni ambientali. Basterebbero questi ...(continua a leggere)
Lotta al tabagismo, promozione di una corretta alimentazione e di uno stile di vita attivo, protezione da cancerogeni ambientali. Basterebbero questi piccoli interventi preventivi per ridurre fino al 50% l'incidenza dei principali tipi di cancro. Al via dunque l'obiettivo di informare sulla cultura della prevenzione e di sviluppare la ricerca medico-scientifica attraverso lo scambio e il confronto di esperienze, ricerche e cure fra vari Paesi.

Insonnia, scoperta altra causa

Una causa dell'insonnia potrebbe essere un cervello troppo attivo, per disfunzione neurochimica. Lo rivela uno studio. Negli individui che ne soffrono ...(continua a leggere)
Una causa dell'insonnia potrebbe essere un cervello troppo attivo, per disfunzione neurochimica. Lo rivela uno studio. Negli individui che ne soffrono il principale neurotrasmettitore inibitore dei neuroni, l'acido gamma-aminobutirrico, é ridotto di quasi il 30%. Condotto da J. W. del Brigham and Women's Hospital, presso la Harvard Medical School di Boston, lo studio potrebbe svelare una causa dell'insonnia primaria, quella non riconducibile a nessuna chiara causa.

Medicina: tè verde previene ictus

Il té verde, noto per proprietà antiossidanti, anti - invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anch ...(continua a leggere)
Il té verde, noto per proprietà antiossidanti, anti - invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anche una sola tazza a settimana. E' la conclusione di uno studio australiano che ha esaminato il consumo di té verde di 800 persone in Cina meridionale, età media 69 anni, di cui circa metà vittime di ictus. Coloro che consumavano regolarmente due o più tazze al giorno riducevano il rischio di ictus di circa il 60%.

Sclerosi multipla, scoperti geni

Un gruppo di geni femminili la cui espressione è alterata dalla sclerosi multipla, durante la gravidanza tornano normali. Sarebbero i responsabili de ...(continua a leggere)
Un gruppo di geni femminili la cui espressione è alterata dalla sclerosi multipla, durante la gravidanza tornano normali. Sarebbero i responsabili del miglioramento delle donne malate di sclerosi che rimangono incinte, e potrebbero essere la chiave per lo studio di nuove terapie farmaco-genomiche.Li hanno individuati, studiando 31 donne affette da sclerosi multipla, i medici del CRESM dell'ospedale di Orbassano (Torino). La ricerca sarà presentata domani sera.

Ictus: nuova prospettiva terapeutica.

Utilizzando una proteina presente nel sangue umano si riduce fortemente il danno cerebrale causato da ictus. La sua efficacia continua anche se viene ...(continua a leggere)
Utilizzando una proteina presente nel sangue umano si riduce fortemente il danno cerebrale causato da ictus. La sua efficacia continua anche se viene somministrata molte ore dopo l'evento ischemico. E' il risultato di uno studio dell'Istituto Mario Negri di Milano, con Pharming Technologies. Lo studio ha dimostrato il potente effetto protettivo per i neuroni di questa molecola ('inibitore C1') e la sua efficacia in due modelli sperimentali di ischemia cerebrale.

Scoperto interruttore della memoria

Topi con l'Alzheimer sono stati curati grazie alla scoperta di un enzima 'interruttore' dei ricordi:i sintomi della demenza sono regrediti. Nei topoli ...(continua a leggere)
Topi con l'Alzheimer sono stati curati grazie alla scoperta di un enzima 'interruttore' dei ricordi:i sintomi della demenza sono regrediti. Nei topolini trattati con medicine sperimentali che spengono questo interruttore, una molecola che condiziona apprendimento e memoria, i sintomi di demenza sono regrediti. L'interruttore e' l'enzima HDAC2, ha spiegato la coordinatrice dei lavori L. H. T. del Massachusetts Institute of Technology di Boston, che regola l'attivita' (espressione) dei geni.

Psicologia: apprendimento neonati

Quelli che vediamo sui volti dei nostri bambini, gia' dai primi mesi, non sono solo sguardi o espressioni buffe, ma qualcosa di piu'. Secondo uno stud ...(continua a leggere)
Quelli che vediamo sui volti dei nostri bambini, gia' dai primi mesi, non sono solo sguardi o espressioni buffe, ma qualcosa di piu'. Secondo uno studio della Northwestern University il modo in cui apprendiamo e' lo stesso,fin dalla nascita. I neonati, gia' a 5 mesi,sono in grado di differenziare l'acqua dentro un bicchiere,da un materiale solido blu molto somigliante.''Sono dei piccoli sperimentatori- spiega una ricercatrice - e raccolgono dati su cio' che hanno intorno tutto il tempo''.

Depressione: 26% italiani in cura

Un italiano su 4 si è curato almeno una volta per sintomi depressivi. Ma solo l'1,6% si e' rivolto al Sistema sanitario nazionale. E' uno dei dati di ...(continua a leggere)
Un italiano su 4 si è curato almeno una volta per sintomi depressivi. Ma solo l'1,6% si e' rivolto al Sistema sanitario nazionale. E' uno dei dati di una ricerca dell'associazione Onlus Strade su 1.209 persone nella provincia di Roma. Il 46% dice di essere stato depresso; il 26% di essere stato in cura. Sebbene 3 intervistati su 4 siano convinti che sia la sanità debba farsi carico del trattamento, solo l'1,6% di chi ha ricevuto una cura si è rivolto a strutture pubbliche.

Cervello: adolescenti, maturazione

Il 'tempo delle mele' è un'etè critica anche per il cervello: è esattamente tra gli 11 e i 16,5 anni che il cervello si sviluppa di più. La sua 'm ...(continua a leggere)
Il 'tempo delle mele' è un'etè critica anche per il cervello: è esattamente tra gli 11 e i 16,5 anni che il cervello si sviluppa di più. La sua 'maturazione' è' stata 'filmata in diretta' con elettroencefalogramma (EEG), su un gruppo di adolescenti, durante il sonno, da I. C. e I. F. dell'Universita'di Davis. Hanno scoperto nella fase profonda del sonno, una ridotta attività cerebrale: il cervello diviene meno attivo perchè tutto 'concentrato' a forgiarsi.

Cervello: ha un allarme anti- errori

Il cervello è a prova d'errore, infatti è dotato di un sistema di allarme naturale che 'suona' quando stiamo per commettere una distrazione. 'Regist ...(continua a leggere)
Il cervello è a prova d'errore, infatti è dotato di un sistema di allarme naturale che 'suona' quando stiamo per commettere una distrazione. 'Registrando l'allarme' si può predire che una persona sta per commettere uno sbaglio, dovuto a disattenzione. E' la scoperta del team di A. M., dell'Università di Davis. Il segnale di errore potrebbe essere registrato con semplici apparecchi portatili, messi a disposizione in certi ambienti di lavoro critici, per prevenire errori.

Una proteina contro l’Alzheimer

L’arma per combattere il morbo di Alzheimer potrebbe nascondersi nella medesima sostanza che scatena la malattia, ossia la beta-proteina che aggrega ...(continua a leggere)
L’arma per combattere il morbo di Alzheimer potrebbe nascondersi nella medesima sostanza che scatena la malattia, ossia la beta-proteina che aggregandosi sotto forma di particolari placche, crea dei depositi che il fisico non è in grado di smaltire e che uccidono i neuroni. Una forma mutata di questa stessa beta-proteina, identificata grazie a uno studio tutto italiano e pubblicato su “Science”, può invece rappresentare uno scudo contro la stessa malattia. Questa proteina potrà essere in futuro essere trasformata in farmaco per bloccare sul nascere l'Alzheimer in tutte le sue forme, compresa quella familiare che attacca il cervello anche in giovane età, in alcuni casi già a partire dai 30-40 anni. Il morbo di Alzheimer colpisce oggi circa mezzo milione di persone in Italia, 6 milioni in Europa e 5 milioni negli Stati Uniti: si tratta di numeri importanti, destinati a raddoppiare entro il 2050 a causa dell'invecchiamento della popolazione. La speranza concreta di un’arma efficace contro la malattia arriva da una ricerca guidata dagli scienziati della Fondazione Istituto neurologico Carlo Besta e dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, con la collaborazione di colleghi dell'università degli Studi meneghina, del Centro Sant'Ambrogio-Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio e del Nathan Kline Institute di Orangeburg (New York, Usa). Come spiega il direttore del Dipartimento di malattie neurodegenerative del Besta, F. T., la scoperta è arrivata da un “colpo di intuito”, che ha spinto gli studiosi ad approfondire il particolare caso di un paziente 36enne colpito da una forma precoce ed aggressiva di Alzheimer senza avere apparentemente alcuna familiarità per la malattia. Il team milanese ha scoperto in questo modo una nuova variante di beta-proteina mutata: se questa sostanza è presente in doppia copia, cioè è codificata da tutti e due gli alleli del gene corrispondente, scatena l'Alzheimer in forma grave, ma si dimostra protettiva se presente in copia singola. In questo caso, precisa T., "la beta-proteina mutata si lega a quella normale e blocca lo sviluppo della malattia. Si tratta di un comportamento biologico “sorprendente”, in base al quale viene impedita la produzione delle placche killer delle cellule nervose. In questo modo si apre una nuova prospettiva terapeutica sia per le forme genetiche (3%) che per quelle sporadiche e non familiari, (97%) di Alzheimer. Nel paziente 36enne gli esperti hanno eseguito alcune indagini genetiche dalle quali è stata individuata la nuova mutazione presente in omozigosi, ossia in coppia, su tutti e due gli alleli del gene reponsabile. "Riproducendo in laboratorio la nuova beta-proteina individuata, abbiamo visto che si trattava di una mutazione molto aggressiva – spiega T. - e allora ci siamo chiesti perché non si fossero ammalati anche quei parenti del nostro giovane paziente che presentavano la mutazione in eterozigosi (cioè in un solo allele)". In effetti ricorda T., "per tutte le mutazioni note prima d'ora bastava che l'alterazione fosse presente su un singolo allele del gene per scatenare l'Alzheimer in forma grave". Tra i componenti della famiglia del giovane malato il team milanese ha scoperto "molti membri eterozigoti, eppure perfettamente sani". compresa un'anziana signora arrivata alle soglie dei 90 anni con una memoria di ferro. T. e colleghi hanno quindi provato a "mettere insieme in provetta la beta-proteina normale e quella mutata", notando che "l'interazione blocca la 'cascata amiloide' chiave nella malattia". In altre parole, la beta-proteina mutata impedisce a quella normale di cambiare forma e di aggregarsi formando la placca amiloide. La marcia dell'Alzheimer viene insomma arrestata. La speranza degli esperti è quella di tradurre la scoperta in medicinali da somministrare un giorno ai pazienti ad alto rischio di Alzheimer. La strada verso la cura della malattia, per la quale ancora non esistono terapie risolutive, è però ancora lunga, avvertono gli scienziati milanesi. "Dobbiamo ancora comprendere a fondo i meccanismi molecolari che determinano l'effetto scudo della beta-proteina mutata”, dice M. S., direttore del Dipartimento di biochimica molecolare e farmacologia dell'Istituto Mario Negri. Ma "con esperimenti specifici abbiamo dimostrato che la possibilità di sviluppare farmaci" basati su questa sostanza è reale. E poiché si confida in “grossi progressi sul fronte della diagnosi precoce o pre-sintomatica dell'Alzheimer nel giro di 5 -10 anni - riprende T. - in futuro, se riuscissimo a mettere a punto questi nuovi medicinali, potremmo somministrarli alle persone ritenute ad alto rischio di malattia".

Menu per salvare migliaia di vite

Mangiare cinque porzioni di frutta o verdura al giorno, zero alcol, limitare carni rosse e affettati, attenzione al sale.E' la dieta contro il rischio ...(continua a leggere)
Mangiare cinque porzioni di frutta o verdura al giorno, zero alcol, limitare carni rosse e affettati, attenzione al sale.E' la dieta contro il rischio di tumori stilata dall'Istituto nazionale francese del cancro (INCa) che con la Direzione generale della sanità e nell'ambito del Programma nutrizione-salute ha distribuito agli operatori sanitari. 'Con queste misure possiamo salvare migliaia di vite l'anno', ha detto a Le Monde il presidente dell'INCa D. M.

'Cervello' piante è nelle radici

Sta negli apici delle radici il centro di comando delle piante: l'ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'università di Firenze. Lo studio dimostra ...(continua a leggere)
Sta negli apici delle radici il centro di comando delle piante: l'ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'università di Firenze. Lo studio dimostra l'esistenza diffusa all'interno dell'apice delle radici di cellule capaci di emettere e recepire segnali elettrici, similmente a quanto accade con i neuroni per gli animali.

La lunga vita in una proteina

Un’equipe di ricercatori italiani ha scoperto che lo spegnimento di un “interruttore” adibito alla regolazione della pressione del sangue fa viv ...(continua a leggere)
Un’equipe di ricercatori italiani ha scoperto che lo spegnimento di un “interruttore” adibito alla regolazione della pressione del sangue fa vivere più a lungo. Lo studio, eseguito su alcuni topolini da laboratorio, ha fatto registrare un allungamento della vita pari al 30%, fatto che nell’uomo potrebbe equivalente a raggiungere, o anche superare, i cento anni. L’interruttore in questione è una proteina, uno dei due recettori dell'ormone angiotensina II, che regola il tono dei vasi sanguigni e la pressione arteriosa. Lo studio, diretto da G. R., coordinatore delle ricerche dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, e condotto da A. B. che dirige il Dipartimento di Medicina Molecolare dell'istituto di ricerca farmacologica, è stato pubblicato sul “Journal of Clinical Investigation”. La scoperta è importante perché il recettore dell'angiotensina è il bersaglio farmacologico di una famiglia di medicinali già in uso sui pazienti che soffrono di la pressione alta. Dunque, questi farmaci potrebbero trovare in futuro un diverso utilizzo, proprio come “allunga-vita”. Secondo i curatori dello studio, le cavie sottoposte all’esperimento sono apparse in migliore salute rispetto ai loro “colleghi. Spiega A. B.: "Eravamo partiti dall'idea di indagare sull'effetto del recettore di tipo 1 per l'angiotensina II nelle alterazioni di cuore e rene. Così abbiamo esaminato un gruppo di topi geneticamente modificati “ad hoc”. Poi, abbiamo visto che questi animaletti sopravvivevano più di quelli normali: avevano una vita più lunga di circa il 30%". Visto questo risultato a sorpresa, gli esperti hanno sottoposto ad autopsia i topolini dopo lo loro morte, scoprendo che gli animali presentavano "molta meno aterosclerosi, meno danni a cuore e rene e nessuno al cervello. Dal punto di vista biochimico - spiega la B. - questi animaletti sono risultati protetti dal danno ossidativo". Il che significa che erano stati difesi da una sorta di scudo che ha permesso loro di vivere non solo più a lungo, ma anche più in salute rispetto agli altri. Non solo. L’assenza del recettore ha permesso una maggiore espressione di altri geni già noti associati alla longevità. L’importanza di questa scoperta sta nel fatto che, nel caso degli uomini, a differenza di quanto è stato fatto con le cavie, non occorrerà modificare il Dna per ottenere l’effetto anti-age, perché il recettore dell'angiotensina può essere inibito con i farmaci.

Sempre più verso farmacogenomica

Si concretizza sempre più la prospettiva della farmacogenomica, con terapie su misura basate sul profilo genetico del paziente. In sostanza la sommin ...(continua a leggere)
Si concretizza sempre più la prospettiva della farmacogenomica, con terapie su misura basate sul profilo genetico del paziente. In sostanza la somministrazione della dose giusta di farmaco, che dipende dai geni che ciascun individuo possiede per fabbricare gli enzimi del metabolismo dei farmaci. Due studi hanno dimostrato questa possibilità, uno relativamente a un farmaco antirigetto d'organi, l'altro per la walfarina, farmaco anticoagulante.

Sonno: se è troppo fa male

La virtù sta nel giusto mezzo, dicevano gli antichi e ora la scienza conferma la validità di questo motto anche per quanto riguarda il sonno. Chi do ...(continua a leggere)
La virtù sta nel giusto mezzo, dicevano gli antichi e ora la scienza conferma la validità di questo motto anche per quanto riguarda il sonno. Chi dorme troppo poco o riposa male, infatti, può alla lunga riportare seri danni alla salute, ma è controproducente anche l’eccesso opposto. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori americani della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio. Un secondo studio, sempre statunitense, ha scoperto inoltre che alla base del meccanismo del sonno si trovano alcune cellule “interruttore”, chiamate astrociti. Insomma, chi si accontenta di sole tre o quattro ore di riposo a notte sbaglia tanto quanto chi si crogiola troppo a lungo tra le braccia di Morfeo. Lo spiegano in uno studio pubblicato sulla rivista “Sleep” gli esperti dell’equipe coordinata da S. R. P. della Case Western Reserve University di Cleveland, Dormire troppo o troppo poco può aumentare infatti il rischio di mortalità e di malattie cardiovascolari, ma anche di diabete e obesità. Sia che si dorma troppo sia che il riposo sia insufficiente è stato registrato un aumento dei livelli di alcune sostanze infiammatorie nel sangue, le cosiddette citochine. Lo studio ha coinvolto 614 persone già reclutate in occasione del Cleveland Family Study, che hanno compilato un questionario sulle proprie abitudini notturne e sono state quindi sottoposte a una notte di sonno controllato attraverso una polisonnografia. Ad ogni ora in più di sonno riferita spontaneamente dai volontari corrispondeva un aumento dell'8% nei livelli ematici di proteina C-reattiva e in un +7% nei livelli di interleuchina-6, due sostanze legate al rischio di problemi cardiaci e diabete. Al contrario, ogni ora di sonno in meno registrata dalla polisonnografia è risultata associata a un aumento dell'8% nei livelli di Tumor necrosis factor-alfa, un'altra citochina pro-infiammatoria. "La cosa più sorprendente è che abbiamo riscontrato relazioni diverse" fra sonno e salute "in base alla modalità di misurazione del sonno", commenta P. Secondo gli autori, i due metodi di misurazione della durata del sonno potrebbero essere influenzati in modo diverso dallo stress e dell'umore, che hanno un effetto diretto sui livelli di citochine. In ogni caso anche l’impulso a dormire ha un suo meccanismo ben preciso, legato ad alcune cellule ''ancelle del riposo”, gli astrociti. Si tratta di cellule nervose che provocano lo stimolo del sonno e insieme tutti i sintomi della deprivazione da esso, come ad esempio la perdita di memoria. Interferendo con il loro funzionamento si possono cancellare le conseguenze della carenza di sonno. La scoperta è di P. H. della Tufts University School of Medicine, come riporta la rivista scientifica Neuron. Gli astrociti si servono di un neurotrasmettitore, l'adenosina, per indurre il sonno e i sintomi da carenza: bloccando l'adenosina nel cervello di alcune cavie, lo scienziato è riuscito ad annullare il loro bisogno di sonno e anche gli effetti collaterali sulle funzioni cognitive dovuti a carenza di riposo. Il deficit di sonno causa problemi di attenzione, concentrazione e memoria, oltre a rallentare i riflessi. I ricercatori hanno cercato di capire come si innescano questi effetti collaterali del non dormire. Nel corso dello studio si sono accorti che ad esserne responsabili non sono i neuroni, ma le cellule “ancellari”, ovvero cellule che servono a nutrire i neuroni e a proteggerli, gli astrociti appunto. Gli esperti hanno scoperto che gli astrociti rilasciano adenosina e che questa molecola induce il sonno in caso siamo svegli da molto tempo e provoca in più i sintomi da deficit di sonno. Studiando alcune cavie transgeniche in cui astrociti non rilasciano adenosina, gli scienziati hanno notato che questi animali possono restare svegli a lungo senza subirne le conseguenze e senza sentirsi assonnati. Inoltre, somministrando a topolini normali la molecola “CPT”, antagonista dell'adenosina, gli esperti hanno bloccato in loro l'impulso a dormire.

Figli di separati a rischio ansia.

Papà e mamma si separano, oppure uno dei genitori muore? I bambini ne soffrono in modo particolare, risentendone anche in età adulta. E’ un dato d ...(continua a leggere)
Papà e mamma si separano, oppure uno dei genitori muore? I bambini ne soffrono in modo particolare, risentendone anche in età adulta. E’ un dato di fatto ben noto, al quale ora gli scienziati del San Raffaele di Milano hanno dedicato uno studio di approfondimento, giungendo ad alcuni risultati di grande interesse. In particolare gli esperti hanno confermato il fatto che, se geneticamente predisposti, i bambini protagonisti di gravi esperienze di distacco dai genitori hanno più probabilità di soffrire di attacchi di panico in età adulta. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “The Archives of general Psychiatry”, è stato effettuato in collaborazione con il Norwegian Institute of Public Health. il Queensland Institute of Medical Research di Brisbane (Australia) e il Virginia Institute of Psychiatry and Behavioural Genetics di Richmond (USA), ed effettuato grazie a finanziamenti della National Alliance for Research in Schizophrenia and Depression Indipendent Investigator Award e della Norwegian Foundation of Health and Rehabilitation. I ricercatori milanesi hanno studiato il fenomeno del disturbo di panico con agorafobia, ossia l’angoscia che si prova negli spazi aperti, in oltre 700 gemelli del Registro Nazionale Norvegese. Studiare i gemelli infatti permette di separare in modo chiaro, nel rischio di ammalarsi, il contributo genetico da quello che deriva dall’ambiente in cui si vive. Gli studiosi hanno ricostruito la storia di ciascun gemello, alla ricerca di traumi da separazione, come divorzio o morte di uno dei genitori, ma anche il distacco da un genitore per motivi diversi, ad esempio l’emigrazione del padre per motivi di lavoro. In un secondo tempo ciascun gemello è stato sottoposto a un particolare test di respirazione utile per capire se la persona è a rischio di attacchi di panico. Gli esperti hanno appurato in questo modo che le persone soggette agli attacchi di panico erano significativamente più numerose tra i gemelli che da piccoli avevano subito traumi da separazione. Gli esperti hanno inoltre scoperto che i traumi da distacco nei primi anni di vita possono modificare la respirazione, cambiando probabilmente la fisiologia dall'età infantile in modo relativamente stabile, o anche per tutta la vita. E’ inoltre interessante notare un altro dato che emerge dalla ricerca: tra i soggetti che soffrono di attacchi di panico da adulti vi sono in egual misura coloro che da bambini hanno effettivamente perso un genitore e coloro che, sempre nell’infanzia, erano molto spaventati quando erano lontani da mamma e papà, ma non necessariamente avevano avuto esperienza di una separazione precoce dai genitori. ''Le implicazioni di questa ricerca - dice M. B., professore di Psicopatologia dello sviluppo all'Università Vita-Salute San Raffaele e direttore dello studio - sono molteplici. Una è che i bambini che manifestano particolari riluttanza a separarsi dai genitori meritano attenzione: incoraggiarli a fare piccole e progressive esperienze di allontanamento può giocare un ruolo preventivo e terapeutico. Inoltre, sebbene lo studio dimostri l'importanza dei geni per spiegare le relazioni tra ansia da separazione in età di sviluppo e panico in età adulta, si è visto che modificare l'ambiente e il patrimonio di esperienza dei bambini potrebbe provocare importanti variazioni nella stessa espressione genica, cioè nelle modalità con le quali l'informazione nel DNA viene 'letta e tradotta' in proteine, e in ultima analisi, nei comportamenti”.

Donne più a rischio Alzheimer.

L'Alzheimer colpisce più le donne degli uomini e la colpa starebbe nel corredo genetico femminile. Secondo uno studio del Mayo Clinic College di medi ...(continua a leggere)
L'Alzheimer colpisce più le donne degli uomini e la colpa starebbe nel corredo genetico femminile. Secondo uno studio del Mayo Clinic College di medicina, pubblicato sulla rivista 'Nature genetics', a esporre le donne ad un rischio maggiore di sviluppare questa malattia sarebbe la variante chiave di un gene, PCDH11X , presente nel cromosoma X, in doppia coppia nel sesso femminile e in una sola in quello maschile.

Scoperto meccanismo di rara malattia.

Un gruppo di ricercatori ha scoperto il meccanismo biologico attraverso cui il gene alterato conduce alla Encefalopatia Etilmalonica. E' una gravissim ...(continua a leggere)
Un gruppo di ricercatori ha scoperto il meccanismo biologico attraverso cui il gene alterato conduce alla Encefalopatia Etilmalonica. E' una gravissima encefalopatia, malattia rarissima ma fatale già nella prima infanzia. Ai bambini manca una proteina, cruciale per disintossicare le cellule da un prodotto di scarto del metabolismo energetico. I medici lavorano al Centro per le Malattie Mitocondriali, della Fondazione Mariani, attivo presso l'Istituto Neurologico Besta di Milano.

Studio su attacchi di panico

Se geneticamente predisposti,i bimbi che vivono esperienze di distacco dai genitori, hanno più probabilità di soffrire di attacchi di panico. Lo han ...(continua a leggere)
Se geneticamente predisposti,i bimbi che vivono esperienze di distacco dai genitori, hanno più probabilità di soffrire di attacchi di panico. Lo hanno dimostrato i ricercatori del San Raffaele di Milano con uno studio pubblicato sulla rivista 'The Archives of general Psychiatry' e svolto in collaborazione col Norwegian Institute of Public Health. I ricercatori milanesi hanno studiato 700 gemelli. Tra i traumi non solo un lutto o il divorzio, ma anche l'emigrazione del padre alla ricerca di un lavoro.

SLA: rivoluzione su diagnosi e cure

Uno studio italiano rivoluziona quello che si sapeva fino a questo momento sulla sclerosi laterale amiotrofica e apre le porte alla possibilità di ri ...(continua a leggere)
Uno studio italiano rivoluziona quello che si sapeva fino a questo momento sulla sclerosi laterale amiotrofica e apre le porte alla possibilità di riconoscere la malattia e di curarla prima che il paziente abbia bisogno della sedia a rotelle. La sclerosi laterale amiotrofica solo in Italia colpisce circa 5.000 persone: i pazienti, subiscono nel giro di pochissimi anni una completa atrofia dei muscoli. Gli scienziati hanno scoperto che proprio i muscoli sono un nuovo punto di partenza per diagnosi e cure. Lo studio, tutto italiano, è stato realizzato da un gruppo di scienziati guidati da A. M., dell'università di Roma Sapienza, e pubblicato sulla rivista Cell Metabolism. E' stato realizzato grazie ai finanziamenti di Telethon e Associazione statunitense per la lotta alla distrofia muscolare (Mda), Alla luce delle nuove conoscenze è possibile cambiare il modo di vedere la malattia. Finora si pensava che la SLA venisse scatenata da un difetto dei neuroni che controllano il movimento (motoneuroni), ma la ricerca italiana, indica con chiarezza che il ruolo di queste cellule non è determinante. Spiega M.: "La sola modificazione delle caratteristiche dei motoneuroni non è di per sé indice della patologia".
Fino ad oggi si credeva che la malattia partisse dall'alterazione di un gene, il Sod1, nei neuroni che controllano il movimento (motoneuroni), ma l'esperimento condotto da M. dimostra per la prima volta che le cose non stanno così. Nel laboratorio del dipartimento di Istologia ed embriologia medica della Sapienza i ricercatori hanno generato un topo modificato nel quale gli effetti del gene mutato compaiono solo nei muscoli volontari e non nei motoneuroni. Nella cavia i muscoli si sono atrofizzati progressivamente, senza la degenerazione dei motoneuroni.
La Sclerosi laterale amiotrofica diventa così "una malattia multisistemica", nella quale per almeno il 10% dei casi il gene responsabile viene innanzitutto espresso nei muscoli scheletrici. Questi ultimi, di conseguenza, diventano il primo bersaglio della terapia e diventa anche possibile intervenire sulla malattia in modo più precoce, prima che il paziente finisca su una sedia a rotelle.

Cervello: mancini più inibiti

Uno studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences sottolinea una maggiore insicurezza per i mancini. Secondo L. W., psicologa ...(continua a leggere)
Uno studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences sottolinea una maggiore insicurezza per i mancini. Secondo L. W., psicologa del comportamento presso la University of Abertay Dundee, Gran Bretagna, i sinistri hanno piu' paura di commettere errori e sono molto condizionati dalle critiche al loro operato, rispetto a chi e' destro. Tutto e' forse dovuto alla dominanza del loro emisfero destro dove risiede il controllo delle emozioni negative.

Cervello: ecco come registra profumi

Nel nostro cervello ciascun profumo e' 'registrato' sotto forma di un certo modello di attivazione neurale. Questo spiega come sia possibile che i fr ...(continua a leggere)
Nel nostro cervello ciascun profumo e' 'registrato' sotto forma di un certo modello di attivazione neurale. Questo spiega come sia possibile che i freschi petali di rosa appena colta e un sapone all'aroma di rosa ci sembrino lo stesso profumo. Riportata su Nature Neuroscience la scoperta di due studiosi Usa spiega come il cervello associ a un certo gruppo di stimoli olfattivi tra loro simili ma non identici un unico corrispondente odore.

Ictus: spesso è curabile

Ogni anno muoiono in tutto il mondo oltre sei milioni di persone a causa dell’ictus cerebrale. In Italia sono colpiti circa 200mila pazienti all’a ...(continua a leggere)
Ogni anno muoiono in tutto il mondo oltre sei milioni di persone a causa dell’ictus cerebrale. In Italia sono colpiti circa 200mila pazienti all’anno, di questi circa 40mila muoiono entro breve tempo e altrettanti perdono la loro autosufficienza. In termini economici tutto questo significa 3,7 miliardi di spesa per garantire l’assistenza a questi malati, pari allo 0,25% del prodotto interno lordo italiano.
La Stroke Alliance for Europe (SAFE), organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus in 17 Paesi europei. ha diffuso le linee guida per la prevenzione e per una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione. Secondo la SAFE, il 40% degli ictus cerebrali potrebbero essere prevenuti grazie al controllo della pressione del sangue, al trattamento dell’ipertensione e di livelli alti di colesterolo.
“L’ictus ha ormai assunto le dimensioni di un’epidemia mondiale – afferma D. I., presidente del The Italian Stroke Forum, nonché direttore della Stroke Unit presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria “Careggi” a Firenze – e in Italia non possiamo che segnalare una scarsa consapevolezza del problema a tutti i livelli, oltre a constatare che, in molti ospedali italiani, il paziente arriva spesso in ritardo e non è curato come dovrebbe”. Eppure per una persona colpita da ictus, essere sottoposta in tempi brevi ad una terapia di farmaci adeguati come i trombolitici, in molti casi può significare il ritorno ad una vita normale. Purtroppo però, come è emerso anche da una recente indagine, esistono ancora grandi differenze da regione a regione in termini di organizzazione e qualità dell’assistenza.
“L’obiettivo del nostro lavoro - ha dichiarato M.L. S. dell’ Az. Policlinico Umberto I di Roma - è ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale, attraverso un intervento di sistema, vale a dire: informazione alla popolazione, valutazione e controllo delle persone a rischio, pressing sulle istituzioni sanitarie, affinché realizzino sistemi di assistenza integrati, ospedale-territorio, che garantiscano cure appropriate dall’esordio dei sintomi fino al rientro a casa”.
Sul fronte delle nuove terapie, l’ultima novità della ricerca si basa sulle tecniche che puntano a sfruttare le capacità del cervello di auto-ripararsi, “mettendo al lavoro” le cellule progenitrici immature presenti anche nel cervello adulto e indirizzandole a generare nuove cellule nervose. Queste tecniche possono essere messe in atto sia nel caso dell’ictus, sia in presenza di alcune malattie neuro degenerative come sclerosi multipla e Alzheimer. I ricercatori hanno osservato infatti che, dopo una lesione ischemica cerebrale, alcune cellule che stanno intorno alla zona lesa emettono una sorta di segnale di allarme che induce altre cellule ad attivarsi per riparare il danno. Questo segnale viene ricevuto solo dalle cellule che possiedono un particolare recettore, chiamato GPR17: di solito l’azione riparatrice non riesce a prevalere sull’infiammazione causata dalla lesione, ma potenziando il recettore GPR17, è possibile migliorare l’azione autoriparatrice del cervello.

Fumo: nicotina mitiga schizofrenia

Arriva da un gruppo di ricercatori italiani, operanti in Usa, la scoperta che la nicotina potrebbe mitigare i sintomi della schizofrenia. A. G. ed E. ...(continua a leggere)
Arriva da un gruppo di ricercatori italiani, operanti in Usa, la scoperta che la nicotina potrebbe mitigare i sintomi della schizofrenia. A. G. ed E. C. del Dipartimento di Psichiatria del College of Medicine, University of Illinois, hanno individuato come la nicotina accende nei neuroni un neurotrasmettitore inibitorio, il GABA, che spegne i neuroni e potrebbe aiutare a controllare le allucinazioni tipiche della malattia.

Salute: Internet palestra cervello

Internet non rende stupidi, anzi e' una 'palestra' per il cervello anche in eta' adulta. Lo dimostra uno studio su volontari tra 55 e 76 anni. Gli esp ...(continua a leggere)
Internet non rende stupidi, anzi e' una 'palestra' per il cervello anche in eta' adulta. Lo dimostra uno studio su volontari tra 55 e 76 anni. Gli esperti hanno eseguito uno studio con la risonanza magnetica funzionale sul cervello dei volontari. E' emerso e' che l'uso di Internet attiva aree cerebrali in piu' rispetto alla lettura, soprattutto aree frontali e temporali, sedi decisionali del cervello e fulcri del ragionamento complesso.

Cefalea e tradimento non vanno d'accordo

Chi soffre di mal di testa farebbe meglio a non tradire il partner. Stress psicologico e sforzo fisico nel rapporto clandestino possono scatenare la c ...(continua a leggere)
Chi soffre di mal di testa farebbe meglio a non tradire il partner. Stress psicologico e sforzo fisico nel rapporto clandestino possono scatenare la cefalea 'degli amanti', che rappresenta una minaccia il 15% degli italiani. Lo rivela L. P., neurologo dell'ospedale Le Molinette di Torino.'Questo tipo di cefalea - spiega- riguarda soprattutto gli uomini,che hanno in genere un ruolo più attivo durante il rapporto'.

Mangiare troppo fa male al cervello

Mangiare troppo può scatenare un'infiammazione di alcune cellule del cervello e alterare i meccanismi che regolano l'appetito. A rivelarlo è uno stu ...(continua a leggere)
Mangiare troppo può scatenare un'infiammazione di alcune cellule del cervello e alterare i meccanismi che regolano l'appetito. A rivelarlo è uno studio Usa dell'Università del Wisconsin, pubblicato sulla rivista Cell. I ricercatori, guidati dal fisiologo D. C., sostengono che la scoperta potrà aprire nuove strade per la cura dell'obesità, ma anche per disturbi correlati come il diabete di tipo due e le patologie cardiovascolari.

Un gene "nemico" della lettura

La dislessia, ovvero la difficoltà più o meno accentuata nel leggere, può dipendere da un frammento del Dna. Lo ha scoperto un gruppo di ricercator ...(continua a leggere)
La dislessia, ovvero la difficoltà più o meno accentuata nel leggere, può dipendere da un frammento del Dna. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford, in Gran Bretagna, a seguito di uno studio diretto dall'italiana S. P. Il gene, comune a più di una persona su sette, era già stato associato alla dislessia, ma, come confermano gli ultimi test condotti dagli studiosi britannici e pubblicati sull'American Journal of Psychiatry, ora si sa che le persone portatrici della particolare sequenza tendono a ottenere punteggi peggiori nelle prove di lettura. La buona notizia, però, è che la variante sotto accusa non ha alcuna influenza sul quoziente d'intelligenza.
Alcuni studi precedenti avevano identificato almeno sei possibili geni che sembrano influenzare il rischio di dislessia. Il primo imputato era proprio il gene KIAA0319, situato sul cromosoma sei. Lo stesso team di Oxford, che lavora presso il Wellcome Trust of Human Genetics, aveva infatti suggerito un suo possibile legame con la difficoltà di lettura, un legame che trova ora conferma negli ultimi studi effettuati.
Gli esperti hanno esaminato il rapporto tra una particolare sequenza del Dna e l'abilità di leggere i testi, sottoponendo a test ad hoc un campione di 6mila bambini di 7-9 anni. "In media - spiega la P. - chi possiede questa comune variante genetica tende a ottenere risultati peggiori nei test di lettura. Ma è importante notare che questo è vero solo per quanto riguarda questa particolare abilità, e non per il QI. Insomma, il gene non sembra collegato a difficoltà cognitive".
L'effetto della variante genetica sembra piccolo, ma è statisticamente significativo. I ricercatori avevano già dimostrato che questa stessa sequenza di Dna è collegata a una ridotta attività del gene incriminato durante lo sviluppo del feto. In effetti, agisce come una sorta di freno, attenuando il potere del gene impegnato a fare il suo lavoro mentre il feto cresce. Questo effetto influisce sullo sviluppo della corteccia cerebrale, l'area della nostra mente responsabile dei processi di pensiero. Negli studi sugli animali si è provato a spegnere il gene KIAA0319, scoprendo che questo influisce sulla migrazione neuronale, ossia sul processo che permette ai neuroni creati nello strato più interno della corteccia di migrare verso la loro destinazione finale.
"E' chiaramente solo una parte del puzzle che spiega perché alcune persone sono meno abili a leggere o sviluppano la dislessia. Esistono probabilmente diversi altri fattori che contribuiscono a questo, ma il nostro studio fornisce utili indizi. Dobbiamo portare avanti le ricerche per comprendere il ruolo esatto di questo gene nello sviluppo cerebrale”, spiega la studiosa italiana.

Cervello: tom tom guida orientamento

Nel nostro cervello c'e' un navigatore satellitare che ci indica dove siamo, la direzione e la distanza percorsa. E' quanto riferito da H. S. al Festi ...(continua a leggere)
Nel nostro cervello c'e' un navigatore satellitare che ci indica dove siamo, la direzione e la distanza percorsa. E' quanto riferito da H. S. al Festival della Scienza dell'Universita' di Liverpool. Il navigatore sarebbe presente nell'ippocampo, sede di apprendimento e memoria, e, come un vero tom tom, sembra essere dotato di mappe, griglie, bussola. 'L'ippocampo e' cruciale -s piega S.- per la navigazione e noi lo usiamo come fosse un navigatore satellitare'.

Isolati neuroni del corteggiamento

Scoperti i neuroni del corteggiamento: nel cervello del moscerino sono indispensabili affinche' l'insetto inizi a fare la corte alle femmine. La scope ...(continua a leggere)
Scoperti i neuroni del corteggiamento: nel cervello del moscerino sono indispensabili affinche' l'insetto inizi a fare la corte alle femmine. La scoperta e' dell'equipe di K. I. K. dell'universita' di Hokkaido a Iwamizawa. Il maschio della specie Drosophila melanogaster, per corteggiare la femmina inizia a inseguirla e, con la vibrazione delle ali, le canta una 'serenata'. Senza questo comportamento il maschio non riesce a conquistarla e quindi l'accoppiamento non avviene.

Al cervello fa bene vitamina B12

La vitamina B12, che si trova nella carne, il pesce e il latte, puo' prevenire la perdita della memoria nelle persone della terza eta'. Lo dimostra un ...(continua a leggere)
La vitamina B12, che si trova nella carne, il pesce e il latte, puo' prevenire la perdita della memoria nelle persone della terza eta'. Lo dimostra uno studio condotto da D. S. dell'universita' di Oxford, che ha testato un target di 107 volontari di eta' compresa tra i 61 e gli 87 anni, divisi in tre fasce a secondo dei livelli di vitamina B12 presenti nel sangue. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista 'Neurology', i partecipanti rischierebbero di perdere la memoria entro 5 anni.

Cervello: scoperta memoria 'ancella'

Secondo uno studio, ippocampo e corteccia peririnale cooperano durante l'apprendimento per determinare il ricordo che si fissa nella mente. L'area del ...(continua a leggere)
Secondo uno studio, ippocampo e corteccia peririnale cooperano durante l'apprendimento per determinare il ricordo che si fissa nella mente. L'area del cervello chiamata corteccia peririnale, afferma la ricerca condotta negli Usa, si comporta come 'memoria ancella' della memoria centrale, l'ippocampo, ed aiuta a formare ricordi basati su semplici associazioni di parole, che poi vengono probabilmente trasferiti e rielaborati nel centro dei ricordi principale.

Dormire poco danneggia la memoria

'Fate dormire di piu' i vostri figli', raccomanda una ricerca di studiosi del sonno australiani. Secondo i ricercatori dormire troppo poco danneggia l ...(continua a leggere)
'Fate dormire di piu' i vostri figli', raccomanda una ricerca di studiosi del sonno australiani. Secondo i ricercatori dormire troppo poco danneggia la memoria degli adolescenti e il loro rendimento in prove come dettato, ortografia ed esercizi di matematica. La ricerca guidata dal M. G. dell'Universita' Flinders di Adelaide, contraddice studi passati secondo cui i ragazzi possono ottenere buoni risultati anche con meno di otto ore di sonno.

Dieta squilibrata, cervello in tilt

Cervello in tilt con troppa pasta e dolci. L'eccesso di carboidrati e zuccheri riesce a compromettere il meccanismo di regolazione della fame. Le cell ...(continua a leggere)
Cervello in tilt con troppa pasta e dolci. L'eccesso di carboidrati e zuccheri riesce a compromettere il meccanismo di regolazione della fame. Le cellule blocca-appetito si spengono e s'ingrassa. A scoprirlo e' stato Z. A., neuroendocrinologo dell'universita' australiana di Monash. 'Piu' carboidrati si mangiano, piu' si danneggiano queste cellule, e si finisce per mangiare di piu'', ha detto A. Le persone a rischio sono quelle della fascia di eta' tra 25 e 50 anni.

Staminali: in topi ottenuti neuroni

Ricercatori europei hanno ottenuto da cellule staminali embrionali di topo neuroni adulti e li hanno impiantati nel cervello di un topo. Gli scienziat ...(continua a leggere)
Ricercatori europei hanno ottenuto da cellule staminali embrionali di topo neuroni adulti e li hanno impiantati nel cervello di un topo. Gli scienziati hanno cosi' creato nuove possibilita' di usare le staminali in terapie di sostituzione cellulare per la cura delle malattie del cervello. Lo rivela il giornale belga Le Soir, intervistando P. V., che ha guidato nella scoperta l'equipe di ricercatori europei i cui lavori sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

Molecola da' depressione post- partum

Uno dei piu' importanti 'messaggeri' dei neuroni, chiamato Gaba, potrebbe essere alla base della depressione post-partum. I . M. dell'universita' dell ...(continua a leggere)
Uno dei piu' importanti 'messaggeri' dei neuroni, chiamato Gaba, potrebbe essere alla base della depressione post-partum. I . M. dell'universita' della California a Los Angeles ha ottenuto il primo modello animale della malattia, un topo trasngenico privo del gene per una subunita' del Gara. La ricerca mostra che i topi hanno dopo il parto i sintomi della depressione post-partum. Somministrando loro un farmaco usato per riattivare il recettore Gaba, i sintomi svaniscono.

Cervello: sonno 'colora' i ricordi

E' il sonno a ''colorare'' i ricordi, selezionando e portando in primo piano le emozioni piu' importanti. Lo dimostra una ricerca condotta negli Stati ...(continua a leggere)
E' il sonno a ''colorare'' i ricordi, selezionando e portando in primo piano le emozioni piu' importanti. Lo dimostra una ricerca condotta negli Stati Uniti su un gruppo di 88 volontari e pubblicata dalla rivista Psychological Science. Per lo studio, condotto da Beth Israel Deaconess Medical Center e Boston College, il sonno gioca un ruolo chiave nel determinare che cosa ricordiamo e che cosa no. Una buona notte di sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi.

Proteina occhi per cervello giovane

Si nasconde negli occhi il segreto per un cervello sempre giovane ed elastico, capace di apprendere come una spugna come quello dei bambini. E' una p ...(continua a leggere)
Si nasconde negli occhi il segreto per un cervello sempre giovane ed elastico, capace di apprendere come una spugna come quello dei bambini. E' una proteina, Otx2, prodotta dalla retina e inviata, con un meccanismo di trasporto ancora da scoprire, nella corteccia cerebrale. Anche se la scoperta, resa nota sulla rivista Cell, riguarda la corteccia visiva, Otx2 potrebbe servire a mantenere la plasticita' del cervello o a guarire lesioni neurali.

Fotografati I “ritmi” del cervello

Neurologi dell'Indiana University e dell'University of Montreal hanno ricostruito l'attivita' spontanea del nostro cervello. Uno sparuto gruppetto di ...(continua a leggere)
Neurologi dell'Indiana University e dell'University of Montreal hanno ricostruito l'attivita' spontanea del nostro cervello. Uno sparuto gruppetto di neuroni nel cervello attiva a cascata migliaia di altri neuroni creando un'eccitazione sincrona con ritmi di accensione e spegnimento dell'ordine dei millisecondi, come una luce intermittente. Conoscere le regole che governano i ritmi cerebrali aiutera' a capire malattie come l'epilessia.

Cervello: memoria anziani ko

Nella notte nel cervello anziano non si attua il normale processo di consolidamento dei ricordi formatisi durante il giorno appena trascorso. Lo dimos ...(continua a leggere)
Nella notte nel cervello anziano non si attua il normale processo di consolidamento dei ricordi formatisi durante il giorno appena trascorso. Lo dimostra, su topolini di laboratorio, uno studioso della University of Arizona. Nella notte il cervello passa in 'replay' quel che ha registrato di giorno per filtrare i ricordi importanti da fissare o eliminare. Nel cervello dei topi il processo di consolidamento sembra essere claudicante, cosa che potrebbe spiegare perche' gli anziani hanno defaillance.

C’è un neurone cancella-paure

Esiste nel nostro cervello un meccanismo che rimuove le nostre paure, facendoci “dimenticare” alcuni stimoli che abbiamo registrato come eventi sp ...(continua a leggere)
Esiste nel nostro cervello un meccanismo che rimuove le nostre paure, facendoci “dimenticare” alcuni stimoli che abbiamo registrato come eventi spaventosi: in questo modo la natura evita che i timori eccessivi diano origine ad atteggiamenti fobici che possono influenzare in modo significativo le nostre azioni, fino a bloccarle del tutto. La scoperta viene da uno studio statunitense, realizzato sugli animali da laboratorio da D. P. della Rutgers State University di Newark, e pubblicato sulla rivista Nature. Nel cervello, il “centro della paura” risiede nell’amigdala. Qui gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di due famiglie di neuroni, una che imprime il ricordo degli stimoli che ci spaventano e l'altra che, al contrario, li elimina. Queste cellule “cancella-paure” sono i neuroni intercalari e sono importanti perché riescono a modificare i comportamenti in modo che uno stimolo esterno, all'inizio in grado di generare paura, non sia più considerato pericoloso in una fase successiva. La paura è un istinto che serve a proteggerci dai pericoli perché ci aiuta ad associare a certi stimoli la percezione di un rischio imminente e quindi ci induce a mettere in atto comportamenti che ci facciano sfuggire al pericolo stesso, in primo luogo con la fuga. Ma le paure eccessive sono patologiche e possono arrivare a compromettere la qualità della vita; un esempio tipico è il caso di persone che hanno subito un forte trauma, ad esempio un incidente, o quello che accade ai veterani di guerra. Osservando i comportamenti di alcuni topolini gli studiosi hanno scoperto che le cavie in cui i neuroni cancella-paure vengono distrutti hanno comportamenti eccessivamente fobici. I ricercatori hanno poi scoperto che il compito di eliminare la paura spetta ai neuroni intercalari dell'amigdala: sono loro ad attivarsi quando avvertiamo che lo stimolo pauroso in realtà non è più fonte di pericolo per noi e a mantenere nel tempo questa memoria “tranquillizzante”. Distruggendo questi neuroni, infatti, i topolini non sono più capaci di tener testa ai propri timori e a rimuoverli. Il meccanismo di estinzione delle paure è noto da tempo ed è anche utilizzato dagli psicologi nella terapia comportamentale per aiutare i pazienti che soffrono di fobie e stress post-traumatico e aiutarli a superare il loro problema. Fino a questo momento non si sapeva però a che cosa fosse dovuta la possibilità e la capacità di estinguere i timori. Lo studio potrebbe ora aiutare a sviluppare nuovi farmaci contro le fobie mirati a modulare l'attività di questi neuroni.

Cervello: uomini e donne a antipodi

Il cervello maschile e quello femminile hanno architetture agli antipodi, ragionano in maniera totalmente opposta. Lo confermano nuovi studi nordameri ...(continua a leggere)
Il cervello maschile e quello femminile hanno architetture agli antipodi, ragionano in maniera totalmente opposta. Lo confermano nuovi studi nordamericani riportati sull'ultimo numero della rivista britannica 'New Scientist': le donne hanno un'organizzazione cerebrale che le rende piu' brave a prendere decisioni e a concentrarsi maggiormente sulle emozioni. Gli uomini invece sono piu' indirizzati dalla loro stessa materia grigia verso il sesso e l'azione.

Come "funziona" la sfiducia

E' un moto naturale che, magari, ci protegge da sconosciuti malintenzionati, ma che più spesso ci impedisce di avere rapporti sociali sereni ed appag ...(continua a leggere)
E' un moto naturale che, magari, ci protegge da sconosciuti malintenzionati, ma che più spesso ci impedisce di avere rapporti sociali sereni ed appaganti: è la diffidenza, quel moto interiore che ci porta ad avere sfiducia nei confronti degli altri. Ora i neuroscienziati hanno decriptato i meccanismi alla base di questo moto istintivo che ci spinge a tenere gli altri a un passo di distanza. Come riporta la rivista scientifica "Neuron", il gruppo di neurologi svizzeri che tre anni fa scoprì il ruolo dell'ossitocina come ormone della fiducia, ha ora scoperto come funzionano i meccanismi che scatenano in noi la diffidenza e la sfiducia nei confronti del prossimo. T. B. dell'Università di Zurigo spiega che le parti del cervello cruciali in questo caso sono l'amigdala, quartier generale delle nostre paure, e il nucleo dorsale caudato, parte dello "striato" indispensabile a imparare dall'esperienza. L'ossitocina funziona per così dire da interruttore, con un effetto "sedativo" sui meccanismi di diffidenza. Quando questi si "spengono", la fiducia riesce a fare breccia nella nostra mente. L'ossitocina è ormai considerata in maniera indiscussa l'ormone della fiducia e dell'affetto. E' una molecola importantissima, grazie alla quale sbocciano, per esempio, l'amore tra mamma e neonato, oppure l'affetto nelle relazioni di coppia. Tuttavia, ha spiegato Baumgartner, dopo la scoperta dell'ossitocina restava oscuro il suo meccanismo d'azione e su quali circuiti nervosi agisse. Per scoprirlo i neurologi hanno sottoposto un gruppo di volontari a due giochi. Nel primo di questi, basato sulla fiducia, i volontari dovevano affidare il proprio denaro a un fiduciario, il quale poi, investendolo, poteva decidere se restituire o tenere per sé i profitti dell'investimento. L'altro gioco invece era semplicemente una "prova di rischio" in cui la cessione dei profitti degli investimenti era decisa da un computer in base a un calcolo delle probabilità. In entrambi i giochi i volontari perdevano il denaro, ma solo nel primo gioco vivevano l'esperienza negativa della fiducia tradita dopo essersi fidati dell'investitore. I neurologi hanno somministrato ad alcuni partecipanti l'ossitocina e ad altri una sostanza placebo, osservando il comportamento dei due gruppi e contemporaneamente l'attività del loro cervello con la risonanza magnetica. Mentre l'ossitocina non ha avuto alcun effetto nella prova di rischio, in cui non entrava in gioco la fiducia, l'azione dell'ormone è risultata fondamentale nell'altro gioco: nonostante il tradimento del fiduciario, i volontari che si trovavano sotto l'effetto dell'ossitocina continuavano ad affidargli i soldi con fiducia totale nei suoi confronti. Nel loro cervello, intanto, si "disattivavano" amigdala e nucleo dorsale caudato. Il placebo invece non induceva questa fiducia incondizionata, né la disattivazione di quei circuiti, permettendo la crescita della sfiducia nei confronti dell'investitore tra i soggetti gabbati. Ciò dimostra che amigdala e nucleo dorsale caudato sono i centri nervosi da cui dipende la diffidenza nel prossimo. Da questa scoperta potrebbero dipendere alcune applicazioni terapeutiche, perché il malfunzionamento dei circuiti che demoliscono la nostra fiducia negli altri potrebbero essere alla base di alcuni disturbi neurologici come l'autismo e la fobia sociale. Sono già in corso sperimentazioni: un altro membro del team, lo psicologo Markus Heinrichs, sta infatti testando gli effetti di uno spray a base di ossitocina.

Cervello, ecco cosa rende intrepidi

Vi sentite intrepidi Indiana Jones dal cuor di leone e lo spirito d'avventura? Ce l'avete scritto nel cervello e non potete farci proprio niente. Di f ...(continua a leggere)
Vi sentite intrepidi Indiana Jones dal cuor di leone e lo spirito d'avventura? Ce l'avete scritto nel cervello e non potete farci proprio niente. Di fronte a una scelta tutti coloro che amano sfidare la sorte, l'archeologo più famoso del mondo in testa, anziché optare per la strada più nota e familiare, scelgono quindi quella ignota, anche se magari irta di pericoli. A stanare l'area cerebrale sede del senso dell'avventura sono stati i ricercatori londinesi del Wellcome Trust, con uno studio che ha guadagnato le pagine di 'Neuron'.
Il richiamo dell'imprevisto e dell'ignoto, spiegano gli studiosi britannici, agisce su un'area che è stata identificata 'fotografando' il cervello di alcuni volontari, alle prese con una serie di immagini da selezionare con la speranza di vincere dei premi.
Alcune foto erano familiari alle 'cavie umane', ma nonostante ciò il campione si mostrava spesso propenso a optare per le foto meno conosciute, selezionandole al posto delle immagini più note. E questo nonostante le prime fossero fonti di premi teoricamente più sicuri. Grazie alla risonanza magnetica, però, i ricercatori hanno scoperto che quando la scelta cadeva su un'opzione nuova, nella testa dei volontari si accendeva lo striato ventrale, una delle regioni più antiche del cervello. Questo suggerisce che essere avventurosi è un comportamento che si è conservato ne secoli e che può essere utile da un punto di vista evoluzionistico. "Optare per esperienze nuove e non familiari è un tendenza fondamentale in esseri umani e animali"; spiega la ricercatrice Bianca Wittmann. "Ha senso provare le novità perché, alla lunga, possono rivelarsi più vantaggiose". Non solo. Se la nostra scelta si dimostra benefica, nel cervello si rilasciano neurotrasmettitori come la dopamina, e questo ci fa sentire bene. L'area del cervello individuata dai ricercatori britannici è cruciale in questo meccanismo. E, secondo la Wittmann, "a spingerci verso le novità sarebbe proprio un legame tra lo striato ventrale e l'ormone del benessere". Occhio però, perché lo stesso meccanismo che ci rende avventurosi, può costituire un'insidia al supermercato. "Se andiamo pazzi per una particolare barretta al cioccolato", spiega la ricercatrice, "a volte basta riconfezionarla, scrivendo che è 'nuova e più saporita', perché la nostra innata spinta verso nuove esperienze ci faccia decidere di comperarla", 'tradendo' la vecchia barretta. E cadendo, cosi', nella trappola di "comprare il vino vecchio nella bottiglia nuova", conclude la studiosa.

C'è un neurone cancella-paure

Esiste nel nostro cervello un meccanismo che rimuove le nostre paure, facendoci "dimenticare" alcuni stimoli che abbiamo registrato come eventi spaven ...(continua a leggere)
Esiste nel nostro cervello un meccanismo che rimuove le nostre paure, facendoci "dimenticare" alcuni stimoli che abbiamo registrato come eventi spaventosi: in questo modo la natura evita che i timori eccessivi diano origine ad atteggiamenti fobici che possono influenzare in modo significativo le nostre azioni, fino a bloccarle del tutto.
La scoperta viene da uno studio statunitense, realizzato sugli animali da laboratorio da D. P. della Rutgers State University di Newark, e pubblicato sulla rivista Nature. Nel cervello, il "centro della paura" risiede nell'amigdala. Qui gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di due famiglie di neuroni, una che imprime il ricordo degli stimoli che ci spaventano e l'altra che, al contrario, li elimina. Queste cellule "cancella-paure" sono i neuroni intercalari e sono importanti perché riescono a modificare i comportamenti in modo che uno stimolo esterno, all'inizio in grado di generare paura, non sia più considerato pericoloso in una fase successiva. La paura è un istinto che serve a proteggerci dai pericoli perché ci aiuta ad associare a certi stimoli la percezione di un rischio imminente e quindi ci induce a mettere in atto comportamenti che ci facciano sfuggire al pericolo stesso, in primo luogo con la fuga. Ma le paure eccessive sono patologiche e possono arrivare a compromettere la qualità della vita; un esempio tipico è il caso di persone che hanno subito un forte trauma, ad esempio un incidente, o quello che accade ai veterani di guerra. Osservando i comportamenti di alcuni topolini gli studiosi hanno scoperto che le cavie in cui i neuroni cancella-paure vengono distrutti hanno comportamenti eccessivamente fobici. I ricercatori hanno poi scoperto che il compito di eliminare la paura spetta ai neuroni intercalari dell'amigdala: sono loro ad attivarsi quando avvertiamo che lo stimolo pauroso in realtà non è più fonte di pericolo per noi e a mantenere nel tempo questa memoria "tranquillizzante". Distruggendo questi neuroni, infatti, i topolini non sono più capaci di tener testa ai propri timori e a rimuoverli. Il meccanismo di estinzione delle paure è noto da tempo ed è anche utilizzato dagli psicologi nella terapia comportamentale per aiutare i pazienti che soffrono di fobie e stress post-traumatico e aiutarli a superare il loro problema. Fino a questo momento non si sapeva però a che cosa fosse dovuta la possibilità e la capacità di estinguere i timori. Lo studio potrebbe ora aiutare a sviluppare nuovi farmaci contro le fobie mirati a modulare l'attività di questi neuroni.

Alzheimer: scoperto legame con Ngf

Esiste un legame tra il fattore di crescita delle cellule nervose, scoperto dal Nobel Rita Levi Montalcini, e la malattia di Alzheimer.Il fattore Ngf ...(continua a leggere)
Esiste un legame tra il fattore di crescita delle cellule nervose, scoperto dal Nobel Rita Levi Montalcini, e la malattia di Alzheimer.Il fattore Ngf blocca infatti la produzione della proteina beta amiloide, principale responsabile della malattia di Alzheimer. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve al gruppo dell' Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Immaginazione modifica la realta'

L'occhio della mente distorce quello che si vede: l'immaginazione e' in grado di cambiare la realta' che abbiamo di fronte ai nostri occhi. Lo dimostr ...(continua a leggere)
L'occhio della mente distorce quello che si vede: l'immaginazione e' in grado di cambiare la realta' che abbiamo di fronte ai nostri occhi. Lo dimostra uno studio di Joel Pearson dell'universita' di Vanderbilt a Nashville.Ad un gruppo di volontari e' stato chiesto di immaginare delle linee orizzontali e verticali. Poi e' stato mostrato loro un video di griglie fatte di linee colorate e chiesto di dire cosa vedevano:i volontari tendevano a vedere cio' che avevano immaginato,cioe' semplici linee.

Cervello: musica migliora la mente

L'esercizio della musica non rende piu' intelligenti, ma fa bene al cervello, perche' lo rende piu' veloce, preciso, efficiente. Lo hanno dimostrato g ...(continua a leggere)
L'esercizio della musica non rende piu' intelligenti, ma fa bene al cervello, perche' lo rende piu' veloce, preciso, efficiente. Lo hanno dimostrato gli scienziati riuniti nei giorni scorsi a Montreal al congresso 'Neuroscienze e Musica. Disordini e Plasticita'', organizzato dalla Fondazione Mariani di Milano. E' emerso che la musica non fa crescere l'intelligenza, ma la capacita' di risolvere i problemi: quell'insieme di abilita' che gli psicologi chiamano funzioni esecutive.

Cervello: causa morte in culla

Potrebbe trovarsi nel cervello il difetto che provoca la morte in culla del neonato nel suo primo anno di vita. Si tratterebbe di un sistema di comuni ...(continua a leggere)
Potrebbe trovarsi nel cervello il difetto che provoca la morte in culla del neonato nel suo primo anno di vita. Si tratterebbe di un sistema di comunicazione difettoso in un'area neurale indispensabile per mantenere il ritmo cardiaco e la respirazione, il midollo allungato, posto nella parte inferiore del cervello che collega alla spina dorsale. Lo rivela uno studio dei ricercatori del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare di Monterotondo.

Un 'telecomando' e emicrania va via

Stelle, flash, 'linea' disturbata nel cervello. Con un telecomando, tuttavia, si puo' cambiare canale e si previene l'emicrania. E' il dispositivo por ...(continua a leggere)
Stelle, flash, 'linea' disturbata nel cervello. Con un telecomando, tuttavia, si puo' cambiare canale e si previene l'emicrania. E' il dispositivo portatile messo a punto in America presso la Ohio State University e testato gia' su molti pazienti per prevenire l'emicrania. Arrivano i 'sintomi premonitori', la classica 'aura', ma basta azionare un dispositivo basato sulla Stimolazione Magnetica Transcranica (Tms), una procedura indolore e non invasiva gia' usata per la depressione.

Ossitocina contro ansia e fobie

L'ossitocina,un ormone prodotto dal corpo, che aiuta le madri durante il parto potrebbe essere un'arma vincente contro l'ansia. Lo affermano scienziat ...(continua a leggere)
L'ossitocina,un ormone prodotto dal corpo, che aiuta le madri durante il parto potrebbe essere un'arma vincente contro l'ansia. Lo affermano scienziati Usa per i quali ci sono indicazioni che l'ossitocina possa essere utile nelle terapie contro l'autismo. P. Z., professore di neuroscienza alla Claremont Graduate University in California,che ha testato l'ossitocina su centinaia di persone, spiega:'gli esami hanno mostrato che questo ormone riduce livelli di ansia in chi lo assume'.

Cervello: è diverso per lei o lui

Le donne dicono 36mila parole al giorno, mentre gli uomini si fermano alla metà circa, ossia a quota 18 mila. Che donne e uomini abbiano un modo dive ...(continua a leggere)
Le donne dicono 36mila parole al giorno, mentre gli uomini si fermano alla metà circa, ossia a quota 18 mila. Che donne e uomini abbiano un modo diverso di agire e di pensare è un fatto noto, ma a confermarlo arrivano ora i dati di un nuovo studio pubblicati nella rivista "Public Library of Science" e condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Uppsala, in Svezia. Sarebbero dozzine i tratti mentali e le capacità che fanno registrare differenze nei due sessi: empatia, aggressività, valutazione del rischio, e tutte quelle caratteristiche che si guardano nella scelta di un partner sessuale.
Le donne ad esempio rivelano ai test di essere molto più portate a mostrarsi compassionevoli e provare empatia verso altre persone, e quindi fanno amicizia più facilmente, rispetto a quanto non accada agli uomini. I maschi, invece sono più inclini ai comportamenti aggressivi, accettano più facilmente di assumersi dei rischi e si dimostrano abili nel capire e concepire sistemi complessi come i motori delle macchine, la programmazione del videoregistratore o anche le leggi del fuori gioco calcistico.
I risultati di queste osservazioni, hanno portato il professor S. B-C dell'Università di Cambridge, a pensare che esistano nel cervello "empatie tipo", più comuni tra le donne, e "sistemi tipo", più diffusi tra gli uomini. Ma naturalmente le differenze non stanno tutte qui. "Uomini e donne sono diversi anche nell'approccio che usano per trovare un pater sessuale.- spiega B-C - Gli uomini sono attirati dalla gioventù e dalla bellezza, e le donne dallo status".
Al contrario, non esiste nessuna differenza legata al sesso per quanto riguarda l'intelligenza in generale: insomma non esistono cervelli si serie A e di serie B. Al contrario le donne hanno una migliore memoria visiva e gli uomini visualizzano meglio oggetti che ruotano nello spazio. Questo ha suggerito ai ricercatori che questo sia il motivo per cui agli uomini piace navigare studiando le mappe e invece le donne, quando si devono orientare, preferiscano trovare dei punti di riferimento. Lo studio condotto dalla dott.sa E. J., dell'Università di Uppsala, non prova direttamente che qualsiasi tratto sia riferito alle differenze tra i geni dei due sessi, ma dimostra l'esistenza di un'architettura genetica distinta e contrastante tra il cervello maschile e quello femminile. Uomini e donne hanno insomma lo stesso corredo di geni di base, molti dei quali sono però più attivi in un cervello piuttosto che in un altro. Il risultato degli studi sulla differenza dei geni di uomini e donne potrebbe spiegare un'importante componente delle variazioni nei comportamenti, nella salute mentale e nelle malattie neurologiche e spiegare ad esempio perché le donne, si ammalano più facilmente di depressione e Alzheimer. Il fatto di conoscer queste differenza legate ai geni è importante, tra l'altro, perché in questo modo sarà possibile formulare dosaggi personalizzati di alcuni medicinali, e per trattare diverse malattie e danni al cervello.

Salute: sveglia presto per esami

Chi di natura si sveglia presto va meglio all'universita', segno che tale abitudine paga in termini di rendimento accademico. Lo rivela uno studio di ...(continua a leggere)
Chi di natura si sveglia presto va meglio all'universita', segno che tale abitudine paga in termini di rendimento accademico. Lo rivela uno studio di K. C. dell'Universita' del North Texas, presentato al 22/mo Meeting Annuale delle societa' per lo studio sul sonno in corso a Westchester. I ricercatori Usa hanno esaminato il 'curriculum di studi' di 824 studenti e i dati parlano chiaro: chi di natura si sveglia presto va meglio agli esami, ha medie piu' alte.

Il cervello ha un'area-filtro per il caos

Il nostro cervello, grazie a un filtro neurale, ha la capacita' di districarsi, tra rumori e voci diverse, nel caos di una festa. E' l'effetto 'Cockta ...(continua a leggere)
Il nostro cervello, grazie a un filtro neurale, ha la capacita' di districarsi, tra rumori e voci diverse, nel caos di una festa. E' l'effetto 'Cocktail party', scoperto nel 1953. Ma solo oggi grazie a un lavoro pubblicato sulla rivista Plos Biology si e' compresa l'area del cervello che ne e' responsabile, il nostro 'filtro da party': la corteccia uditiva secondaria, posta nel lobo temporale al lato della testa.

Allenare il cervello rende più intelligenti

Più intelligenti grazie a un allenamento 'ad hoc'. Proprio come i muscoli, l'intelligenza aumenta grazie all'esercizio. E se fino a poco tempo fa si ...(continua a leggere)
Più intelligenti grazie a un allenamento 'ad hoc'. Proprio come i muscoli, l'intelligenza aumenta grazie all'esercizio. E se fino a poco tempo fa si credeva che il quoziente d'intelligenza (Qi) dei piccoli Einstein fosse fissato alla nascita, una nuova ricerca condotta da S. J. e M. B. dell'Università del Michigan (Usa) suggerisce che le cose non stanno proprio così. E che almeno un aspetto del nostro Qi può essere accresciuto allenando un certo tipo di memoria, quella detta 'di lavoro'. Lo studio mostra infatti che la parte del Qi deputata all'abilità di comprendere le relazioni tra concetti, indipendentemente dalle conoscenze precedenti, per risolvere nuovi problemi, può essere allargata, con un allenamento mirato della memoria di lavoro. "Quando si tratta di aumentare l'intelligenza, molti ricercatori hanno pensato che non fosse possibile - dice J. - I nostri dati chiaramente mostrano che non è così. Il cervello, infatti, è più plastico di quanto noi stessi pensassimo". Si tratta del tipo di memoria, quella di lavoro, che sfruttiamo per ricordare un numero di telefono da utilizzare per fare una chiamata, o un indirizzo mail, ma solo per poco tempo. Insomma, per manipolare e usare informazioni che vengono solo brevemente accumulate nella nostra mente. Per svelare i segreti dell'intelligenza, i ricercatori hanno arruolato quattro gruppi di volontari, allenando la loro memoria di lavoro con un complesso sistema di test, che sfrutta stimoli visivi e uditivi. I pazienti hanno eseguito mezz'ora di allenamento al giorno per 8, 12, 17 o 19 giorni. Poi, dopo ogni fase di allenamento, i ricercatori hanno monitorato l'intelligenza dei partecipanti, confrontandola con quella di alcuni gruppi di controllo che non si erano allenati. "I nostri risultati chiaramente mostrano che l'allenamento di un certo tipo di memoria si trasferisce all'intelligenza", dice J. Non solo. "Le persone con un punteggio più basso di Qi prima dei test, potrebbero beneficiare in modo particolare dell'allenamento". Un elemento importante, ricordano i ricercatori, per determinare il successo negli studi, la performance sul lavoro e i progressi di carriera

Fumare marijuana per lungo tempo puo' far restringere le parti del cervello

Fumare marijuana per lungo tempo puo' far restringere le parti del cervello che governano la memoria, le emozioni e l'aggressivita'.Lo sostiene un gru ...(continua a leggere)
Fumare marijuana per lungo tempo puo' far restringere le parti del cervello che governano la memoria, le emozioni e l'aggressivita'.Lo sostiene un gruppo di ricercatori australiani, che hanno sottoposto a risonanza magnetica il cervello di persone che hanno fumato piu' di 5 spinelli al giorno per almeno 10 anni. Cosi' si e' scoperto che nei fumatori cronici e' del 12% piu' piccolo della media l'ippocampo (emozioni e memoria), e del 7% piu' piccola l'amigdala (paura e istinto aggressivo).

Sclerosi multipla, un farmaco scudo

E’ una malattia “in crescita”, attacca le donne due volte più degli uomini, si presenta come un fulmine a ciel sereno tra i 20 e i 30 anni di v ...(continua a leggere)
E’ una malattia “in crescita”, attacca le donne due volte più degli uomini, si presenta come un fulmine a ciel sereno tra i 20 e i 30 anni di vita, ma a volte si manifesta persino a 15. La sclerosi multipla colpisce circa 54 mila italiani, con quasi 2 mila nuovi casi l'anno. La buona notizia è che ora un nuovo farmaco riesce a bloccarla ai primi sintomi, “congelandola” prima che evolva in patologia conclamata. Il preparato è il glatiramer acetato (Copaxone, Sanofi-Aventis/Teva): somministrato entro tre mesi da un primo attacco, il farmaco dimezza il rischio di una seconda crisi e ritarda di un anno l'insorgenza di un secondo attacco, quindi la diagnosi di sclerosi clinicamente definita. La molecola si somministra sottocute una volta al giorno e il suo effetto protettivo è dimostrato dallo studio internazionale di fase III Precise. I risultati del trial, coordinato dall'Italia con il neurologo G. C. dell'Irccs San Raffaele di Milano e presentato a Chicago durante il convegno annuale dell'American Academy of Neurology, sono stati rilanciati nei giorni scorsi a Vienna in occasione di un simposio sulla sclerosi multipla promosso dalla francese Sanofi-Aventis e dall'israeliana Teva Pharmaceutical Industries, che commercializzano il farmaco il partnership.
Il farmaco è già disponibile per il trattamento della sclerosi multipla in 51 Paesi del mondo: dal 1996 in Usa e dal 2001 in Europa. Lo studio Precise era stato disegnato su una durata triennale, ma è stato interrotto in anticipo dopo un'analisi che mostrava per il gruppo trattato benefici evidenti rispetto al gruppo placebo; da quel momento, per ragioni etiche, tutti i pazienti hanno ricevuto glatiramer acetato. Nella lotta alla sclerosi multipla si apre così la prospettiva di una terapia precoce e preventiva, particolarmente indicata per i malati con sclerosi multipla recidivante-remittente: "La forma in assoluto più frequente - ricorda la neurologa spagnola M. T., del Vall d'Hebron University Hospital di Barcellona – perché rappresenta l'85% di tutti i casi di patologia". La sclerosi multipla, spiega l'esperta, è una malattia di natura autoimmune. Per ragioni ancora non note in pazienti geneticamente predisposti e con la complicità di un mix di fattori ambientali ancora da chiarire, il sistema immunitario si “ribella” all'organismo che dovrebbe invece proteggere. Inizia così a produrre degli auto-anticorpi rivolti contro la mielina che riveste i neuroni, danneggiandola. A questo punto compaiono i primi sintomi, soprattutto problemi alla vista, dolori, perdita dell'equilibrio e difficoltà nei movimenti. A questo punto, aggiunge T. ai primi campanelli d'allarme della malattia, che secondo lo studio Precise, può entrare in gioco il glatiramer acetato. Il composto, progenitore di una nuova famiglia di farmaci anti-sclerosi non a base di interferone. Gli studi a lungo termine - riferisce inoltre H. Z., a capo di un centro sclerosi multipla in Florida, a Coral Gables - indicano che dopo 10 anni di terapia con il farmaco i pazienti mostravano in media solo una ricaduta ogni 5 anni, e che il 92% di loro era in grado di muoversi in autonomia. Grandi i vantaggi per la qualità della vita, precisa P. J., Centro sclerosi multipla di Nijmegen (Olanda): "Riduzione della sensazione di affaticamento e abbattimento dei giorni di assenza dal lavoro".

Emicrania: nesso con il colesterolo

Gli emicranici presentano una colesterolemia significativamente piu' elevata rispetto a chi non soffre di questo mal di testa. Lo indica lo studio Zap ...(continua a leggere)
Gli emicranici presentano una colesterolemia significativamente piu' elevata rispetto a chi non soffre di questo mal di testa. Lo indica lo studio Zap, condotto dal dipartimento di Neuroscienze cliniche dell'Universita' di Palermo. I risultati dello studio indicano che il colesterolo potrebbe essere considerato come un potenziale fattore di rischio vascolare nell'associazione fra emicrania e patologie cardio e cerebro-vascolari.

Cervello: scoperto come sconfiggere la sfiducia

Decriptati i centri cerebrali che ci inducono ad essere diffidenti nei confronti degli altri: la scoperta sulla rivista Neuron. L'ormone della fiducia ...(continua a leggere)
Decriptati i centri cerebrali che ci inducono ad essere diffidenti nei confronti degli altri: la scoperta sulla rivista Neuron. L'ormone della fiducia, l'ossitocina, ha il compito di disattivarli per permetterci di provare fiducia negli altri e avere una vita sociale. La scoperta si deve ai neurologi svizzeri che tre anni fa scoprirono l'ormone ossitocina.

Nuovo farmaco per l'ansia in sperimentazione a Pisa

Abiogen Pharma, azienda farmaceutica pisana, ha annunciato l'inizio di una nuova fase di sperimentazione dell'ansiolitico Abio 08/01. ''Il primo - si ...(continua a leggere)
Abiogen Pharma, azienda farmaceutica pisana, ha annunciato l'inizio di una nuova fase di sperimentazione dell'ansiolitico Abio 08/01. ''Il primo - si legge in una nota - di una nuova classe di farmaci con effetti non sedativi''. La sperimentazione e' attiva presso il Dipartimento di psichiatria dell' Universita' di Pisa e coinvolgera' pazienti affetti da attacchi di panico. Segue gli studi clinici effettuati dalla stessa Abiogen presso il Centro di psichiatria dell'Universita' di Vienna.

Sclerosi multipla: staminali, presto un test sull'uomo

Tra pochi anni si svolgeranno i primi test basati sulle staminali per la sclerosi multipla nell'uomo: e' la scadenza che si danno i ricercatori riunit ...(continua a leggere)
Tra pochi anni si svolgeranno i primi test basati sulle staminali per la sclerosi multipla nell'uomo: e' la scadenza che si danno i ricercatori riuniti a Roma. 'Le idee, e le tecnologie per realizzarle, ci sono. I dati incoraggianti nei test preliminari pure. Per poter avviare la sperimentazione sull'uomo mancano solo i fondi: all'incirca uno o due milioni di euro', sostiene un ricercatore dell'Istituto San Raffaele di Milano.

Cellule staminali: una nuova scoperta

Scienziati australiani hanno individuato una cellula staminale chiave nel cervello associata con l'apprendimento e la memoria. Ricercatori dell'univer ...(continua a leggere)
Scienziati australiani hanno individuato una cellula staminale chiave nel cervello associata con l'apprendimento e la memoria. Ricercatori dell'universita' del Queensland hanno scoperto come le cellule nervose possono rigenerarsi e questo apre la strada a nuovi trattamenti per ictus e demenza. Gli studiosi hanno scoperto come la stimolazione ambientale raggiunge l'ippocampo e fa scattare l'emissione di molecole che stimolano le cellule staminali a produrre neuroni.

Malattia di Creutzfeld Jacob: c'e' una forma atipica

Su 144 casi atipici di Bse riscontrati in Europa, tre riguardano l'Italia. La variante della malattia e' stata chiamata 'Base'. Lo ha detto M. C., res ...(continua a leggere)
Su 144 casi atipici di Bse riscontrati in Europa, tre riguardano l'Italia. La variante della malattia e' stata chiamata 'Base'. Lo ha detto M. C., responsabile del Centro di referenza nazionale per le encefalopatie animali: 'La nuova variante comporta un accumulo di sostanza amiloide: ecco perche' e' stato aggiunto alla sigla Bse la A di amyloid. La variante si sviluppa solo nei bovini adulti. Non e' collegata all'uso di mangimi proteici, pare che sia sempre esistita'.

Trovato il gene dell'amiotrofica

Isolato gene legato alla sclerosi laterale amiotrofica,un difetto a carico di questo gene e' la causa di una forma ereditaria della malattia. La scope ...(continua a leggere)
Isolato gene legato alla sclerosi laterale amiotrofica,un difetto a carico di questo gene e' la causa di una forma ereditaria della malattia. La scoperta, per quanto riguardante pochi casi della malattia, e' importante perche' fornisce degli indizi per comprendere anche le forme piu' comuni di sclerosi. I genetisti hanno scoperto una mutazione a carico del gene TAR proteina che lega il DNA (TDP-43) e studiarne il meccanismo d'azione potrebbe tornare utile anche per la versione comune della SLA.

Scoperta area cervello dell'affetto

Uno studio dell'universita' di Tokyo per la prima volta ha visto quali sono le aree del cervello femminile implicate nell'affetto materno. Un'area spe ...(continua a leggere)
Uno studio dell'universita' di Tokyo per la prima volta ha visto quali sono le aree del cervello femminile implicate nell'affetto materno. Un'area specifica molto piccola si attiva solo quando la mamma sente il pianto del proprio bambino. I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica funzionale(fMri),verificando che il cervello risponde maggiormente al pianto che al riso: 'Un dato giustificato -spiega un ricercatore- dalla necessita' biologica di assicurare la sopravvivenza del bimbo'.

Maleducati con Sindrome di Tourette

Parole oscene e bestemmie non sono solo questione di maleducazione. Sono i sintomi di una malattia neurologica rara, la sindrome di Tourette. Lo ricor ...(continua a leggere)
Parole oscene e bestemmie non sono solo questione di maleducazione. Sono i sintomi di una malattia neurologica rara, la sindrome di Tourette. Lo ricordano gli esperti dell'Istituto Galeazzi di Milano, alla vigilia della giornata europea delle malattie rare. Come spiegano i medici che studiano la malattia, piu' della meta' dei pazienti e' costituita da bambini: “Per essere diagnosticata, la sindrome presuppone un'insorgenza prima dei 18 anni, oltre alla persistenza di tic per piu' di un anno”.

In lotta contro l'emicrania

Nemica numero uno: l’emicrania, almeno per il 12% della popolazione mondiale e per 6 milioni di persone solo in Italia. Ad esserne maggiormente colp ...(continua a leggere)
Nemica numero uno: l’emicrania, almeno per il 12% della popolazione mondiale e per 6 milioni di persone solo in Italia. Ad esserne maggiormente colpito, soprattutto con l’avanzare dell’età, sono le donne. Eppure su questa malattia, così diffusa e di forte impatto sulla qualità della vita, le persone comuni ne sanno ancora ben poco, tanto da non essere in grado, molto spesso, di distinguerla dal comune mal di testa.
Punta il dito V. G., docente di neuropsichiatria all'università La Sapienza di Roma, presentando i risultati di un'indagine realizzata dall'istituto Gfk Eurisko sulla conoscenza che hanno gli italiani dell'emicrania. "L'emicrania provoca un dolore violentissimo - spiega l'esperto - che genera sintomi neurodegenerativi imponenti, come diarrea, nausea, intolleranza a rumori e luci". La malattia ha forti ripercussioni sulla vita sociale delle persone, e costa ogni anno, in Italia, un miliardo di euro per assenze dal lavoro. Le principali vittime di questo disturbo, già a partire dal periodo successivo alla pubertà, sono le donne.
L'emicrania è segnalata dall'Organizzazione mondiale della Sanitè (Oms) come una delle 20 patologie più invalidanti, ma quasi un italiano su due (45%) ha ammesso di non conoscere la differenza tra un semplice mal di testa e l'emicrania.
Questa media sale ancora di più nelle regioni del Centro Italia, come nel Lazio dove ad essere afflitte sono 600mila persone. In Lazio, infatti, è il 55% degli intervistati ad avere le idee “confuse”. E ancora: il 71% degli interpellati non sa che esiste un trattamento di profilassi in grado di prevenire gli attacchi, mentre solo 16% si è rivolto al neurologo e il 3% a un centro specializzato.
Per combattere i disturbi G. sottolinea l’importanza di una diagnosi precoce, "perché la prevenzione è sempre l'arma vincente. E questo deve avvenire in centri specializzati". La terapia, inoltre, può essere anche non farmacologia: a volte l'emicrania va combattuta controllando semplicemente i fattori scatenanti. Il disturbo può essere infatti generato da varie situazioni: ansia, rifiuto per alcuni cibi, giornate intere trascorse davanti al computer, cambiamento meteorologici. "Una figura specializzata - termina G. - può riconoscere questi fattori e intervenire tempestivamente sul paziente, che invece troppo spesso preferisce imbottirsi di analgesici".

Parkinson: scoperta proteina killer

Una proteina di solito innocua, ma che in alcuni casi si trasforma in un killer, uccide le cellule nervose nel morbo di Parkinson. La scoperta si deve ...(continua a leggere)
Una proteina di solito innocua, ma che in alcuni casi si trasforma in un killer, uccide le cellule nervose nel morbo di Parkinson. La scoperta si deve a gruppi delle Università di Bologna e Padova e apre le porte allo sviluppo di nuove terapie. Inoltre, permetterà di comprendere i meccanismi di altre malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer o la corea di Huntington. A uccidere i neuroni nei malati di Parkinson è' la variante pericolosa della proteina alfa-sinucleina.

Cervello: così sceglie la lingua

Il cervello ha in sé un meccanismo che gli permette di “sintonizzarsi” correttamente sulla lingua con cui ci si vuole esprimere. Questo sistema d ...(continua a leggere)
Il cervello ha in sé un meccanismo che gli permette di “sintonizzarsi” correttamente sulla lingua con cui ci si vuole esprimere. Questo sistema di controllo funziona attraverso una sorta di interruttore che si attiva quando passiamo dalla nostra lingua madre a una seconda lingua e viceversa. Il meccanismo è stato individuato e “fotografato” per mezzo della risonanza magnetica dai ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele, in collaborazione con il Dipartimento di Neurologia dell' Università di California e dei Geneva University Hospitals.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, permette di capire per quale motivo è apparentemente semplice il passaggio da una lingua all'altra, almeno per chi è molto ferrato nelle lingue, come ad esempio i traduttori simultanei e le persone bilingue. Gli psicolinguisti erano convinti da tempo che il cervello, per passare da una lingua all'altra, attivasse delle aree in grado di bloccare la lingua in uso e permettere il passaggio ad un'altro idioma, ma nessuno finora lo aveva documentato. Per farlo, i ricercatori del San Raffaele hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale alcuni soggetti di madrelingua italiana residenti da tempo a Ginevra (quindi con perfetta padronanza sia dell’italiano che del francese, ma esposti maggiormente a quest’ultimo). I volontari hanno ascoltato storie tratte dal “Piccolo Principe”, di A. de Saint-Exupery, che contenevano numerosi passaggi dall'italiano al francese e viceversa.
Spiega J. A., del San Raffaele e primo autore del lavoro che gli esperti in questo modo hanno fotografato le aree del cervello che si attivavano durante il passaggio tra le due lingue, individuando l'accensione di alcuni “interruttori” cerebrali. Si tratta di strutture importanti: la corteccia del cingolo, una struttura nervosa coinvolta nell' attenzione, e il nucleo caudato, che entra in gioco nel complicato processo di inibizione delle azioni. “E' plausibile che per queste specifiche funzioni, queste aree siano cruciali nel meccanismo di controllo delle lingue nei bilingui” ha detto l’esperto.
Lo studio ha anche dimostrato che quanto più si è esposti a una lingua, e quindi la si conosce meglio, tanto più nel nostro cervello si attivano dei sistemi neurali simili a quelli che si attivano quando parliamo nella nostra lingua madre. E' la prova scientifica che, per ottenere una buona padronanza della seconda lingua, è opportuno esservi esposti in maniera adeguata, in primo luogo vivendo nel paese di origine, oppure seguendo programmi televisivi o radiofonici e parlando con frequenza e costanza con soggetti nativi.

Anoressia, tracce nel cervello

Il cervello delle donne colpite dall'anoressia si comporta seguendo modelli diversi rispetto a quelli presenti nelle donne sane. Lo dimostra per la pr ...(continua a leggere)
Il cervello delle donne colpite dall'anoressia si comporta seguendo modelli diversi rispetto a quelli presenti nelle donne sane. Lo dimostra per la prima volta, immagini alla mano, uno studio statunitense condotto nell'universita' di Pittsburgh e pubblicato sulla rivista American Journal of Psychiatry.Le alterazioni riguardano soprattutto le aree del cervello che controllano stati emotivi e, secondo gli autori, la scoperta potrebbe suggerire in futuro nuove terapie contro l'anoressia.

Cervello, svelata proteina Magellano

Scoperta nelle 'acque embrionali' la proteina Magellano necessaria per dare la rotta ai prolungamenti dei nascenti motoneuroni ai muscoli. Gli studi d ...(continua a leggere)
Scoperta nelle 'acque embrionali' la proteina Magellano necessaria per dare la rotta ai prolungamenti dei nascenti motoneuroni ai muscoli. Gli studi degli scienziati del Salk Institute for Biological Studies in California sono stati resi nota sulla rivista Neuron. Se Magellano va in avaria i motoneuroni non riescono più a contattare i muscoli e a conquistare il controllo dei movimenti. Chiamata Phr1, è stata rinominata in onore dell'importante 'viaggio' che dirige nello sviluppo embrionale

Muscoli rigenerati senza nervi

I muscoli delle gambe possono essere rigenerati con stimolazioni elettriche anche se non sono percorsi da nervi. Lo dimostra uno studio italo-austriac ...(continua a leggere)
I muscoli delle gambe possono essere rigenerati con stimolazioni elettriche anche se non sono percorsi da nervi. Lo dimostra uno studio italo-austriaco pubblicato dsu Proceedings of the National Academy of Science. 'Attraverso stimolazioni quotidiane siamo riusciti a ricreare strutture muscolari anche dopo 2-3 anni di inattività - spiega F. P., dell'università di Chieti - dopo qualche anno i soggetti sono in grado di sostenersi da soli'.

Cervello: chiacchiera è maschile

In alcune situazioni e' il genere maschile quello piu' portato alla chiacchiera: la scoperta arriva dalla California. Due ricercatori hanno ribaltato ...(continua a leggere)
In alcune situazioni e' il genere maschile quello piu' portato alla chiacchiera: la scoperta arriva dalla California. Due ricercatori hanno ribaltato gli studi sul tema degli ultimi trent'anni. La ricerca, pubblicata da Personality and Social Psichology Review, ha esaminato l'attitudine a parlare di uomini e donne in diversi contesti. In assoluto sono gli uomini che parlano un po' di piu' delle donne, una tendenza che si accentua quando parlano con mogli o sconosciuti.

Cervello: area dei "falsi ricordi"

“Capita, per lo piu' in eta' avanzata, che ricordiamo d'aver fatto o detto qualcosa o aver vissuto un episodio che non ci e' mai accaduto". "Sono le ...(continua a leggere)
“Capita, per lo piu' in eta' avanzata, che ricordiamo d'aver fatto o detto qualcosa o aver vissuto un episodio che non ci e' mai accaduto". "Sono le fantasie create da una parte del nostro cervello che potrebbe essere battezzata: 'sorgente dei falsi ricordi', alla base dei quali - riporta il Journal of Neuroscience - ci sarebbe un 'talento impressionista' che ricostruisce un'impressione d'insieme di un certo evento e che proprio per questo potrebbe farci travisare o scombussolrci i ricordi".

Alzheimer si scopre in anticipo

Ricercatori Usa hanno pubblicato su 'Nature medicine' uno studio secondo cui un esame del sangue òo' rivelare il rischio di Alzheimer. Una diagnosi a ...(continua a leggere)
Ricercatori Usa hanno pubblicato su 'Nature medicine' uno studio secondo cui un esame del sangue òo' rivelare il rischio di Alzheimer. Una diagnosi accurata al 90% può segnalare il rischio fino a sei anni prima dalla comparsa di sintomi. Il test è in grado di identificare i cambiamenti di alcune proteine usate dalle cellule per comunicare tra loro. Il coordinatore W.-C. spiega che l'idea si basa sul un possibile legame tra cambiamenti cerebrali e nella comunicazione intracellulare.

Scoperti circuiti controllori fame

Scoperti i circuiti che controllano fame e sazietà. Uno studio inglese ha individuato le aree del cervello che si attivano nelle due situazioni. E' s ...(continua a leggere)
Scoperti i circuiti che controllano fame e sazietà. Uno studio inglese ha individuato le aree del cervello che si attivano nelle due situazioni. E' stato dunque osservato, per la prima volta, in azione il cosiddetto “ormone della sazieta'”, l'ormone naturalmente presente nell'organismo chiamato Pyy. La ricerca, pubblicata nell'edizione on line di Nature, secondo i ricercatori, potrebbe rivelarsi in futuro una nuova arma contro l'obesita'.

Cervello: scoperto gene architetto

Scoperto il gene architetto che organizza il “piano regolatore” della parte del cervello che controlla le funzioni più complesse. Si chiama Coup- ...(continua a leggere)
Scoperto il gene architetto che organizza il “piano regolatore” della parte del cervello che controlla le funzioni più complesse. Si chiama Coup-Tf1, e si è guadagnato la copertina della rivista Nature Neuroscience. E' stato individuato grazie alla collaborazione fra i ricercatori dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli e dell'istituto californiano Salk.

Un legame tra sistema nervoso e difese immunitarie

Fino a questo momento gli scienziati lo avevano sospettato, ma adesso l’ipotesi è diventata certezza: esiste un preciso legame tra il sistema immun ...(continua a leggere)
Fino a questo momento gli scienziati lo avevano sospettato, ma adesso l’ipotesi è diventata certezza: esiste un preciso legame tra il sistema immunitario e il sistema nervoso. Uno studio italiano ha infatti evidenziato il fatto che tra i due sistemi esiste un gruppo di cellule in comune, chiamate cellule di Langherans o dendritiche, che agiscono nel sistema immunitario, ma nascono dalla struttura dell'embrione, chiamata cresta neurale, che dà origine al sistema nervoso periferico e ai melanociti. Proprio qui, per azione delle cellule midollari della ghiandola surrenalica, vengono prodotte alcune sostanze, tra cui l’adrenalina e la nor-adrenalina, che in condizioni di stress possono indebolire le difese immunitarie.
Come riferisce la rivista scientifica International Journal of Surgical Pathology su cui è pubblicato lo studio, a scoprire che questo gruppo di cellule immunitarie ha origine in realtà dalla cresta neurale è stato il patologo P. M., dell'ospedale San Salvatore di Pesaro. Oltre a questa origine finora insospettata, le cellule dendritiche hanno anche caratteristiche simili a quelle di altre cellule che nascono dalla stessa struttura: sono cioè in grado di migrare in tutto l'organismo. In condizioni normali le cellule dendritiche si comportano come vere e proprie sentinelle del sistema immunitario: riconoscono gli agenti estranei all'organismo, come virus e batteri, oppure tessuti e organi ricevuti in un trapianto, o ancora cellule tumorali; quindi ne segnalano la presenza alle cellule-soldato del sistema immunitario, i linfociti T.
Potrebbe allora farsi strada l'ipotesi, rileva M., che le cellule di Langherans “potrebbero avere verosimilmente una loro funzione negli stati di stress, indebolendo le difese immunitarie”. La stretta parentela fra le cellule dendritiche e quelle del sistema nervoso periferico è stata scoperta analizzando 30 teratomi, ossia tumori composti da tessuti embrionari. “In questi - spiega M. - le cellule melanocitiche, universalmente riconosciute essere derivate dalla cresta neurale, sono sempre associate alle cellule di Langherans. Di qui la deduzione che entrambi i tipi di cellule nascono nella stessa sede, la cresta neurale”.

Da questa stessa struttura, quindi, nascono e migrano cellule apparentemente molto diverse, ma in realtà legate da una stretta parentela, come le cellule immunitarie di Langherans, i melanociti che determinano il pigmento della pelle e le cellule di Schwann che producono la mielina, cioè la guaina bianca che riveste le fibre lungo le quali si trasmettono gli impulsi nervosi. Ulteriori conferme di questo legame stanno emergendo in ulteriori studi. Il prossimo obiettivo dei ricercatori, conclude l’esperto, è “verificare se le cellule che derivano dalla cresta neurale hanno una loro importanza anche nella strutturazione delle formazioni linfatiche”.

Ecstasy rovina centraline cervello

Scienziati portoghesi hanno scoperto come l'ecstasy distrugge le cellule del cervello attaccando le centraline energetiche dei neuroni. Lo studio è s ...(continua a leggere)
Scienziati portoghesi hanno scoperto come l'ecstasy distrugge le cellule del cervello attaccando le centraline energetiche dei neuroni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of neuroscience. Il principio attivo dell'ecstasy agisce sui mitocondri contenuti nei neuroni, gli organelli che costituiscono il motore che fornisce l'energia alle cellule, con l'effetto di accelerarne il processo di invecchiamento e portando anche a malattie come l'Alzheimer.

Impulsivi o riflessivi?...il self control nasce nel cervello.

Il self-control? Si trova in un'area del cervello localizzata sopra gli occhi. E' questa la scoperta compiuta da M. B. del Max Planck Institute for Hu ...(continua a leggere)
Il self-control? Si trova in un'area del cervello localizzata sopra gli occhi. E' questa la scoperta compiuta da M. B. del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences (Germania) e della Ghent University (Belgio), e dal collega P. H. dell'University College di Londra (Gb), i quali hanno individuato la zona dell'autocontrollo, che permette di definire qualcuno come impulsivo o riflessivo. Agire d'istinto o trattenersi non sarebbe quindi secondo lo studio dei due scienziati, pubblicato sul 'Journal of Neuroscience', solo questione di carattere, ma anche di cervello. In sintesi, gli scienziati hanno analizzato l'attività del cervello dei partecipanti all'esperimento, chiamati a premere un pulsante su una tastiera.
In alcuni casi i volontari dovevano pigiare il tasto d'istinto, mentre in altri casi dovevano fermarsi un attimo prima di schiacciarlo. In questo modo gli esperti hanno potuto osservare le differenze tra l'attività cerebrale di chi compiva un'azione e di chi la pensava, ma poi decideva di non compierla.
Risultato: nel gruppo degli 'impulsivi', rispetto al gruppo dei 'trattenuti', si accendeva un'area nella corteccia fronto-mediana centrale del cervello (dFMC).
"La capacità di non compiere un'azione dopo averla pensata rappresenta un'importante distinzione tra il comportamento intelligente e quello istintivo", dice B., "come pure fra uomini e animali".
Ma non è tutto. "I risultati ottenuti fanno luce su un aspetto molto importante del controllo cerebrale sul comportamento", commenta M. F. dell'università della Pennsylvania, Usa. E comprendere i circuiti neurologici alla base del self-control è fondamentale anche per possibili risvolti medici, assicura l'esperta, perchè "l'incapacità di autocontrollo è un elemento essenziale in molti disturbi psichiatrici: dalla sindrome di deficit dell'attenzione e iperattività e vari disordini della personalità". La scoperta è quindi molto importante per capire quei disturbi del comportamento e anche alcune malattie psichiatriche dove saltano gli ingranaggi dell'autocontrollo, ma anche per capire le differenze caratteriali tra persone impulsive o posate nei comportamenti. Nella decisione di non fare qualcosa che si era già programmato non sono implicati i centri che permettono l'azione ma un centro distinto che è il nostro self-control.
Studi futuri punteranno dunque a capire, attraverso esami quali l'elettroencefalogramma, se è possibile un processo inibitorio a breve termine nel minuscolo intervallo di tempo che intercorre fra l'intenzione di compiere un'azione e il punto di non ritorno superato il quale è troppo tardi per ripensarci e tornare indietro. L'impulsività spesso è infatti un ponte verso l'errore, ci fa fare mosse azzardate, dire cose sbagliate di cui poi inevitabilmente ci pentiremo, nondimeno un eccessivo autocontrollo porta a non agire, a rimuginare ore sul da farsi. Agli estremi di queste sfumature caratteriali si sfocia nell'anormalità, verso disturbi del comportamento, deviazioni che possono aprire le porte alle dipendenze da stupefacenti o incentivare le azioni pericolose per se' e per gli altri. E per questo motivo che nel cervello c'è un freno per tornare indietro quando l'intenzione di compiere un'azione si è gia' manifestata ma l'azione stessa resta da compiere. Il freno si aziona prima che sia troppo tardi.

Cervello: fotografati i ricordi

Una "foto-souvenir" senza precedenti al mondo. Con nuovissime tecniche di microscopia è stata fotografata per la prima volta la formazione di un rico ...(continua a leggere)
Una "foto-souvenir" senza precedenti al mondo. Con nuovissime tecniche di microscopia è stata fotografata per la prima volta la formazione di un ricordo nel cervello dei topolini, immortalando il cambiamento strutturale che si verifica nell' encefalo al momento della registrazione della memoria.

Il "primo piano" è stato effettuato sulla riorganizzazione delle sinapsi, i ponti di comunicazione tra neuroni, che si verifica durante la registrazione della memoria. La fotografia, unica al mondo, è stata scattata da G. L. dell'Università di Irvine in California. L'"istantanea" apre la strada alla mappatura della distribuzione dei ricordi nelle aree cerebrali, i cosiddetti "engrammi", cioè le tracce mnemoniche depositarie di un certo contenuto informativo che sono conservate nel tessuto nervoso.

Il traguardo, reso noto sul Journal of Neuroscience, si deve alla nuova tecnica della microscopia con "deconvoluzione ristorativa". "Una tecnica nuovissima, spiega il responsabile della ricerca G. L., che potrebbe portare a ciò che finora era ritenuto impossibile, disegnare appunto la 'mappa' della memoria".

La registrazione dei ricordi nel cervello è un processo articolato e ancora pieno di misteri da scoprire. Finora sono state raccolte numerose prove a favore del fatto che apprendere nuove cose o imprimere nella memoria fatti o situazioni richiede il rimodellamento strutturale di alcune parti del cervello con la formazione di nuove sinapsi.

Ma queste modifiche dell'architettura cerebrale fino ad oggi non erano mai state viste dal vivo nel cervello di animali. Con sofisticate tecniche di microscopia, gli esperti hanno dunque superato un limite che sembrava invalicabile e immortalato questi cambiamenti cruciali e la formazione di nuove sinapsi senza le quali il ricordo non può essere registrato.

Gli scienziati hanno immerso i topi in un ambiente a loro sconosciuto, dove muoversi implicava che gli animali apprendessero cose nuove. I ricercatori hanno quindi osservato cosa avveniva nel loro ippocampo, regno dei ricordi nel cervello, durante questa fase di apprendimento e sono riusciti a fotografare la formazione di nuove sinapsi.

Con farmaci "blocca crescita" delle sinapsi, i ricercatori hanno verificato che quando queste non si formano neanche il ricordo si crea. Disegnare gli engrammi non è più quindi una meta fantascientifica, concludono gli esperti, che stanno creando un consorzio di laboratori per produrre le prime mappe della memoria.

Dall'India cura anti-alzheimer

Nella tradizione gastronomica indiana del curry si potrebbe nascondere il principio attivo per una potenziale cura contro il morbo di Alzheimer. Lo ha ...(continua a leggere)
Nella tradizione gastronomica indiana del curry si potrebbe nascondere il principio attivo per una potenziale cura contro il morbo di Alzheimer. Lo ha rivelato l'equipe di J. C., direttore dell'Istituto di Ricerca BioMolecolare Umana (HBRI) a San Diego, che ha scoperto come il composto attivo delle spezie alla base della preparazione del noto condimento indiano, attiviil sistema immunitario contro le placche che devastano il cervello dei malati.

Senso dello humour, si perde con l'età

Senso dello humour, si perde con età…lo uccide il deficit cognitivo Ridere, scherzare, cogliere il senso di una battuta: è roba da giovani? La ...(continua a leggere)
Senso dello humour, si perde con età…lo uccide il deficit cognitivo

Ridere, scherzare, cogliere il senso di una battuta: è roba da giovani? La esperienza insegna che è più difficile far divertire una persona anziana e che con il passare degli anni la capacità di cogliere il lato comico di una situazione, di una storiella, o la disponibilità a stare a uno scherzo diventano un fatto più raro e più difficile. La scienza ora spiega che il senso dell’umorismo è collegato a una serie di funzioni cognitive che si deteriorano inevitabilmente con l’età.

I ricercatori della Washington University di Saint Louis, spiegano in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of International Neuropsychological Society”: “peccato, perché ridere fa bene. E migliora la circolazione”. Secondo gli scienziati la perdita del senso dell’umorismo è l'inevitabile corollario del declino cognitivo che sopraggiunge con l'età. Tra i fattori che incidono maggiormente sulla capacità di cogliere il lato buffo delle cose ci sono in particolare la perdita della memoria a breve termine, delle capacità di ragionamento astratto e di “muoversi” velocemente tra un pensiero e un altro. Tutti questi elementi pesano sulla capacità di esercitare il “sense of humour” e di cogliere l'aspetto ludico delle situazioni.

La prova del nove è stata compiuta su un campione di 80 persone, 40 delle quali hanno oltre 65 anni e altrettanti giovani non laureati. Ebbene, sottoposti a giochi e quiz umoristici, i secondi hanno offerto prestazioni migliori del 6% rispetto agli anziani. I test - proseguono i ricercatori - non servivano a verificare cosa è o non è divertente, ma se si comprende ciò che viene considerato comico. "E le persone anziane hanno maggiori difficoltà - sottolineano - proprio a causa dei loro deficit cognitivi".

Parkinson, fermata morte neuroni in ratti

La terapia genica potrebbe un giorno rappresentare la cura contro il morbo di Parkinson. Infatti in esperimenti sui ratti una proteina neuroprotettiva ...(continua a leggere)
La terapia genica potrebbe un giorno rappresentare la cura contro il morbo di Parkinson. Infatti in esperimenti sui ratti una proteina neuroprotettiva 'traghettata' nel loro cervello con un vettore virale ha evitato la morte ai neuroni altrimenti 'vittime designate' della malattia.
L'ha riferito P. A., dell'Istituto Federale di Tecnologia sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'Pnas'.
Nei ratti trattati la malattia non segue il suo decorso progressivo ma i neuroni dopaminergici rimangono protetti dalla iper-produzione, indotta dalla terapia genica, della proteina protettiva.
Il morbo di Parkinson, che colpisce circa il 2% delle persone sopra i 60 anni, è una grave malattia neurodegenerativa che colpisce un gruppo di neuroni importantissimi per i movimenti muscolari, i neuroni 'dopaminergici', così detti perchè producono il messaggero chimico 'dopamina'. Nei malati la progressiva scomparsa di questi neuroni crea impossibilita' di movimenti, coordinazione, tremori.
Vi sono molte varianti del morbo ed alcune hanno un'origine genetica, ovvero colpiscono individui geneticamente predisposti, di solito con una ricorrenza all'interno di nuclei familiari e spesso con un'età di insorgenza piu' bassa che il morbo non ereditario.
Proprio grazie allo studio di queste forme di Parkinson familiari nel tempo molti gruppi di ricerca hanno identificato proteine colpevoli di indurre la malattia. Una di queste è la 'alfa-sinucleina'. Nei malati è difettosa per cui si accumula ed è tossica per i neuroni. Poi c'è invece la proteina 'parkin'. Questa nella forma sana protegge i neuroni dalla morte ed evita l'accumulo di molecole come l'alfa-sinucleina. In alcune forme di Parkinson ereditarie la parkin è difettosa.
I ricercatori hanno iniettato nel cervello dei ratti un vettore virale innocuo che portasse il gene sano per la parkin e la forma difettosa dell'alfa-sinucleina.
L'iniezione della sola alfa-sinucleina malata lascia morire i neuroni degli animali mettendo in atto gli stessi danni cellulari visibili nei malati. Invece la contemporanea iniezione del gene per la parkin difende le cellule nervose dai danni indotti di questa molecola tossica.
Secondo i ricercatori la terapia genica a base di parkin farebbe da scudo alla tossicità dovuta a altre molecole presenti nei malati ed è ora tempo di cercare la tecnica migliore per trasferire il gene parkin al maggior numero di neuroni possibile e poi testare gli eventuali effetti collaterali di questa terapia.

L’ansia nasce nell’ippocampo

Gli stati d’animo ansiosi trovano il loro punto di origine in una zona del cervello, in particolare dell’ippocampo, denominata “giro dentato”, ...(continua a leggere)
Gli stati d’animo ansiosi trovano il loro punto di origine in una zona del cervello, in particolare dell’ippocampo, denominata “giro dentato”, un circuito nervoso molto importante che funziona un po’ come uno scrigno dei ricordi. La scoperta viene da uno studio effettuato sugli animali da laboratorio, ma tutto fa supporre che anche negli uomini il giro dentato abbia un ruolo di rilievo per scatenare la tendenza ad ansia ingiustificata.
Lo studio è stato effettuato nel Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare di Monterotondo da T. T. e L.l.I., pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience. La ricerca mostra che “spegnendo” il giro dentato dell'ippocampo di topolini “ansiosi”, il loro disturbo d'ansia eccessiva passa. Poiché questi circuiti si sono conservati con poche variazioni lungo la scala evolutiva, è molto probabile che nell’uomo si verifichino fenomeni analoghi a quanto riscontrato nelle cavie.
L'ansia è una condizione che si verifica spesso in situazioni dubbie che il soggetto arriva a percepire come possibili minacce. In condizioni normali, di fronte a situazioni di questo genere, che in realtà non sempre celano un pericolo effettivo, siamo in grado di conservare la calma e fronteggiare con serenità una minaccia solo possibile. Ma se si cade in preda all’ansia, si finisce per perdere il controllo e tutte le situazioni incerte sono vissute come una minaccia, anche se questa reazione è ingiustificata. Proprio l’incapacità di mantenersi razionali di fronte a situazioni ambigue è un segno distintivo del disturbo ansioso: per questo i ricercatori hanno cercato le basi neurali di questo stato d’anima, studiando topolini che si mostrano “ansiosi” in presenza di condizioni confuse.
Gli animali utilizzati dagli studiosi a questo scopo sono roditori transgenici nei quali è stato messo fuori uso il gene per un recettore della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore. Per questo motivo questi topolini manifestano ansia ingiustificata di fronte a situazioni ambigue, da loro percepite sempre come una fonte di pericolo. Con una nuova tecnica farmacologica messa a punto nel laboratorio alle porte di Roma, gli esperti sono riusciti a spegnere temporaneamente diverse parti del cervello dei topolini ansiosi.
Una regione in cui si pensava potesse risiedere i circuiti da cui nasce l'ansia poteva essere l'amigdala, che presiede alle emozioni. Ma spegnendo quest’area del cervello scompaiono tutte le reazioni emotive condizionate a stimoli, sia che si tratti di stimoli pericolosi sia che invece si tratti di input ambigui. Gli esperti hanno perciò continuato la ricerca e si sono accorti che, spegnendo invece il giro dentato dell'ippocampo, il disturbo d'ansia ingiustificata dei topolini cessava. Secondo i ricercatori queste scoperte implicano che il disturbo ansioso è con ogni probabilità dovuto alla presenza di disfunzioni del giro dentato, e in particolare a difetti di sviluppo dei collegamenti nervosi.

Cervello: in bimbi è aritmetico

L'aritmetica…è un gioco da ragazzi, anzi da bimbi, che a quanto pare non hanno bisogno di sedersi ai banchi di scuola per apprenderla. Uno studio d ...(continua a leggere)
L'aritmetica…è un gioco da ragazzi, anzi da bimbi, che a quanto pare non hanno bisogno di sedersi ai banchi di scuola per apprenderla. Uno studio delle università di Harvard (Usa) e Nottingham (GB), pubblicato su Nature, dimostra che già in età prescolare i bimbi sono capaci di calcoli approssimati con numeri grandi grazie a un senso innato di numeri e conti.

Alzheimer: un ambiente stimolante aiuta

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease l'esposizione ad un ambiente stimolante previene la mancanza di memoria e addirittura ...(continua a leggere)
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease l'esposizione ad un ambiente stimolante previene la mancanza di memoria e addirittura determina un recupero dei deficit anatomici. Molti studi sull'uomo hanno suggerito che un ambiente stimolante e l'esercizio fisico possono avere effetti benefici sulle funzioni cerebrali, soprattutto in soggetti anziani. Per i ricercatori condurre una vita attiva può agire su fattori che prevengono la comparsa del declino cognitivo.

Cervello: a 12 anni è già maturo

Subisce sviluppo rapidissimo dai 6 ai 12 anni. Il cervello di un dodicenne ha raggiunto le performance di un cervello adulto per molte capacità di b ...(continua a leggere)
Subisce sviluppo rapidissimo dai 6 ai 12 anni.
Il cervello di un dodicenne ha raggiunto le performance di un cervello adulto per molte capacità di base sia motorie sia cognitive. Dopo i 12-13 anni la crescita di queste capacità appare più lenta e meno marcata. E' una delle sorprese emerse dallo “Studio sullo sviluppo del Cervello Sano” condotto dai ricercatori dell'Ospedale Pediatrico di Boston e della Harvard Medical School. Secondo questo studio infatti le abilità cerebrali di bambini e bambine non sono così diverse tra loro.

Staminali proteggono da ischemia

Le cellule staminali proteggono da ischemia cerebrale causata dall'ictus, secondo una scoperta dell'istituto Mario Negri di Milano. Lo studio condotto ...(continua a leggere)
Le cellule staminali proteggono da ischemia cerebrale causata dall'ictus, secondo una scoperta dell'istituto Mario Negri di Milano. Lo studio condotto da un' equipe guidata da M. D.S ha messo in luce che, una volta introdotte nell'area cerebrale colpita da ischemia, le cellule staminali inducono la produzione di fattori protettivi da parte del tessuto stesso. L'ictus, terza causa di morte nei Paesi industrializzati, rappresenta ancora un problema medico irrisolto.

Nella mente tanti fusi orari

Lo sappiamo tutti: quando ci si diverte il tempo passa in un baleno, ma quando ci si trova alle prese con qualcosa di noioso o sgradevole i minuti sem ...(continua a leggere)
Lo sappiamo tutti: quando ci si diverte il tempo passa in un baleno, ma quando ci si trova alle prese con qualcosa di noioso o sgradevole i minuti sembrano non passare mai. Questa diversa percezione del trascorrere del tempo è una specie di “effetto collaterale” della struttura particolare del nostro cervello, che contiene non uno, ma tanti orologi diversi che viaggiano a diverse velocità. alcune lente, altre velocissime, ma sempre e comunque in grado di adattarsi alle esperienze e alle realtà che ci passano davanti agli occhi.
Lo hanno scoperto alcuni scienziati dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, della University of Western Australia, dell'Università di Firenze e del CNR di Pisa. La ricerca, appena pubblicata su Nature Neuroscience, rivela che la percezione del tempo dipende anche dal modo in cui guardiamo. ''Il lampeggiare di un semaforo, per esempio - spiegano - dopo un po' che lo osserviamo, anche se si mantiene regolare, ci sembra sempre più rapido. Ma basta spostare lo sguardo sul semaforo accanto e il tempo torna a scorrere normalmente”.
Gli studiosi già sapevano che, dopo una prolungata stimolazione, il cervello si adatta a ciò che vede o sente, e diventa perciò meno reattivo. Per esempio, il nostro olfatto si adatta subito a odori forti e in breve li percepisce in misura minore, così come la nostra vista si abitua ad un ambiente molto illuminato o il nostro udito a rumori intensi. Quello che i ricercatori non si aspettavano, invece, è che un adattamento di questo tipo si verificasse anche per la percezione del tempo.
Lo studio, finanziato nell'ambito del sesto programma quadro dell'Unione Europea, che ha coinvolto il National Health and Medical Research Council australiano e il ministero dell'Università e della ricerca italiano, si è basata sull'osservazione di alcuni soggetti, monitorati mentre guardavano alcune barre bianche e nere che si muovevano velocemente in una piccola finestra circolare. Dopo pochi secondi l'osservatore doveva giudicare per quanto tempo un'altra figura rimanesse nella stessa posizione nella finestra. Dopo che la barra appariva e scompariva più volte nella stessa posizione, il soggetto riteneva che la durata della nuova immagine fosse sempre più breve. I risultati dell'esperimento hanno permesso di osservare come, a livello di distribuzione dei compiti tra le differenti aree del cervello, il senso dello scorrere del tempo sia frutto di un meccanismo diffuso in tutta la corteccia sensoriale e non in una singola area. In pratica, nella nostra mente non c’è un solo orologio centrale, ma tanti orologi indipendenti che si occupano ognuno di un singolo stimolo e di una specifica zona dello spazio; sono sintonizzati su “fusi differenti” e possono dilatare o comprimere il tempo secondo le proprie necessità.
La scoperta, oltre a garantire una migliore comprensione del funzionamento del nostro cervello, potrebbe avere ricadute tecnologiche interessanti. “Se il cervello lavora con tanti orologi asincroni - sottolinea M. M., professore al San Raffaele di Milano e coordinatrice dello studio - perchè non costruire computer funzionanti con lo stesso schema? Copiare questo modello potrebbe permetterci di costruire computer, reti di computer e sensori più potenti e 'intelligenti', in grado di assolvere a quelle funzioni che con un solo orologio le macchine non riescono ancora ad assolvere”.

Staminali riparano danni al cervello

Sia le cellule embrionali, sia quelle adulte sono capaci di trattare le malattie neurodegenerative, ma per ora solo sulle cavie. Le cellule sono in gr ...(continua a leggere)
Sia le cellule embrionali, sia quelle adulte sono capaci di trattare le malattie neurodegenerative, ma per ora solo sulle cavie. Le cellule sono in grado di ricostruire i tessuti danneggiati del sistema nervoso e anche di riparare altri meccanismi coinvolti in questo tipo di patologie. I ricercatori del Burnham Institute for Medical Research di LaJolla, in California, hanno fatto il primo studio, pubblicato su Nature Medicine, in cui sono stati confrontati i due tipi di staminali.

Cervello: dormire aiuta la memoria

Dormire è la migliore ginnastica per la memoria: una buona notte di sonno è indispensabile per predisporre il cervello a memorizzare. Lo dimostra un ...(continua a leggere)
Dormire è la migliore ginnastica per la memoria: una buona notte di sonno è indispensabile per predisporre il cervello a memorizzare. Lo dimostra uno studio della Harvard Medical School di Boston pubblicato su Nature Neuroscience, che dà ancora più importanza al sonno, finora considerato importante per mettere ordine tra le cose già apprese. Gli esperti Usa hanno visto per la prima volta che la privazione di sonno per una notte mina le performance mnemoniche i giorni successivi.

Al cervello piace improvvisare…per questo motivo il movimento non è perfetto

Il cervello è un inguaribile improvvisatore ed è questo il motivo per cui è praticamente impossibile replicare con precisione la stessa azione in m ...(continua a leggere)
Il cervello è un inguaribile improvvisatore ed è questo il motivo per cui è praticamente impossibile replicare con precisione la stessa azione in modo perfetto ogni volta che la si compie. Il cervello interviene infatti modificando ogni volta il comando e facendoci fare qualcosa di leggermente differente.
La scoperta viene dai ricercatori della Stanford University al termine di uno studio su scimmie. La ricerca su questi animali ha mostrato che una buona percentuale di variabilità in un movimento ripetuto più volte dipende non tanto da errori di esecuzione ma da una variabilità nella pianificazione del movimento stesso, da parte del cervello.
Come spiegato nella rivista “Neuron” la tendenza all’improvvisazione del cervello è ad esempio responsabile del fatto che nessun atleta professionista potrà mai eseguire lo stesso movimento vincente tutte le volte che vuole. Ad esempio può accadere che un giocatore di pallacanestro ad un tiro libero decisivo per la partita potrà sbagliare anche se non ha mai mancato il colpo dalla lunetta durante gli allenamenti. E la spiegazione non sta in un errore nei movimenti.
Così conclude la ricerca di A. A., che ha studiato il cervello di scimmie impegnate in test in cui gli animali dovevano afferrare degli oggetti. Gli studiosi hanno misurato la loro attività cerebrale controllando i circuiti cui spetta il compito di pianificare i movimenti da eseguire. Dal test è emerso che ogni volta si verificano piccole variazioni nell'attività neurale preparatoria al movimento e che questa variabilità è predittiva della riuscita del movimento stesso. Secondo lo studio, insomma, per quanto siamo bravi e allenati ad eseguire una certa mossa, questa non ci riuscirà mai allo stesso modo perché il nostro cervello non riesce a replicare sempre la stessa pianificazione vincente del movimento.

Nuovo farmaco contro l'epilessia

A partire da lunedì 15 gennaio sarà disponibile anche in Italia un nuovo medicinale contro l’epilessia, in grado di agire anche nei pazienti refra ...(continua a leggere)
A partire da lunedì 15 gennaio sarà disponibile anche in Italia un nuovo medicinale contro l’epilessia, in grado di agire anche nei pazienti refrattari ad altri trattamenti. Il nuovo farmaco è a base di zonisamide, principio attivo presentato al Congresso di San Diego dell' American Epilepsy Society.
Come riferisce una nota, la nuova molecola è stata testata a livello internazionale e utilizzata in circa 1 milione di soggetti ''assicurando miglioramenti significativi in una grande varietà di crisi e di sindromi epilettiche nei pazienti di tutte le età: può essere somministrata sia in monoterapia che in associazione ad altri anti-epilettici''.
L'epilessia è una malattia che colpisce circa 50 milioni di soggetti al mondo; attualmente in Italia ne soffrono circa 500.000 persone, soprattutto bambini e persone di oltre 60 anni. E' una sindrome caratterizzata dalla ripetizione apparentemente spontanea di crisi dovute ad una iperattività delle cellule nervose. All'origine degli attacchi c'è una sorta di “scarica elettrica” esagerata, che invade i circuiti complessi costituiti dai neuroni e dalle relative ramificazioni. Le crisi epilettiche possono alterare in modo importante sia la vita dei pazienti sia quella dei loro familiari e interferiscono pesantemente sia con la vita loro sociale che con le loro attività quotidiane. La terapia farmacologica si basa su medicinali che, attraverso differenti meccanismi d'azione, ostacolano la generazione delle scariche elettriche spontanee.
Con le terapie attualmente disponibili si riesce a mantenere un controllo soddisfacente delle crisi nel 70% circa dei soggetti; il restante 30% risulta refrattario alla terapia, con forti ripercussioni sulla qualità della vita. Per i pazienti resistenti sono quindi indispensabili nuovi trattamenti volti a controllare la patologia. In casi estremi, infatti, quando sono state somministrate al paziente tutte le alternative farmacologiche fino alle dosi massime tollerate e nessuna ha prodotto l'effetto sperato, si aprono scenari clinici invasivi, per cui il malato può essere sottoposto a presidi terapeutici rischiosi come la stimolazione del nervo vago e, come estrema ratio, alla chirurgia. Da qui l'importanza di avere a disposizione un nuovo farmaco ad hoc. La nuova molecola zonisamide si è dimostrata capace di agire appunto in casi resistenti agli altri trattamenti farmacologici.

La saliva spia dell’insonnia

Il buon riposo comincia... in bocca. Lo ha scoperto uno studio statunitense, secondo il quale il primo segnale molecolare dell’insonnia si trova nel ...(continua a leggere)
Il buon riposo comincia... in bocca. Lo ha scoperto uno studio statunitense, secondo il quale il primo segnale molecolare dell’insonnia si trova nella saliva. Si chiama amilasi ed è un enzima che serve a spezzare gli amidi negli alimenti che si ingeriscono; gli esperti hanno scoperto che, quando la mancanza di sonno si protrae a lungo, i livelli di questa molecola aumentano vertiginosamente.
La scoperta, descritta sulla rivista dell'Accademia delle Scienze americana, PNAS, si deve a un gruppo di ricerca coordinato da Paul S., del centro Medicina del sonno dell'università di Washington. Secondo i ricercatori la scoperta potrà aiutare a rendere più semplice la diagnosi dei disturbi del sonno e più efficace la cura. I ricercatori hanno deciso di analizzare la saliva perchè, hanno spiegato, ''le zone del cervello che regolano il sonno sono le stesse che controllano la salivazione''. Gli esperimenti sono stati condotti in una prima fase sul moscerino della frutta, la Drosophila melanogaster: privando del sonno i moscerini somministrando loro della caffeina, i ricercatori hanno osservato che i livelli di amilasi crescevano in proporzione alle ore di riposo perse.
In seguito sono stati effettuati esperimenti sugli esseri umani, che hanno coinvolto nove volontari durante due weekend. Nel corso del test, una parte dei volontari ha dormito tutta la notte mentre l'altra metà è stata tenuta sveglia per 28 ore; il successivo weekend i ruoli sono stati invertiti. Si è osservato così che la privazione del sonno corrispondeva a un aumento dei livelli di amilasi, esattamente come è avvenuto durante le osservazioni fatte nei moscerini. Nonostante abbiano scoperto questo rapporto fra livelli di amilasi e debito di sonno, i ricercatori sottolineano che ''per una buona prova diagnostica'' è necessario scoprire altri marcatori biologici. ''Cosi' - ha concluso Shaw - stiamo continuando le ricerche per cercare nell'organismo altre sostanze i cui livelli si modificano in relazione al livello del debito di sonno''.

Il mal di testa non risparmia i bambini

Il mal di testa può essere anche... piccolo piccolo. Sono infatti circa un milione solo nel nostro Paese i bambini in età scolare che soffrono di ma ...(continua a leggere)
Il mal di testa può essere anche... piccolo piccolo. Sono infatti circa un milione solo nel nostro Paese i bambini in età scolare che soffrono di mal di testa in forma più o meno grave. In particolare si stima che l'85% dei ragazzini di casa nostra abbia un attacco di emicrania l'anno, con dolore, nausea, vomito e insofferenza alla luce. Questi problemi però nei casi più seri si ripetono anche 3-4 volte al mese, e spesso spingono i genitori ad accompagnare il piccolo al Pronto Soccorso.
La cefalea forte rappresenta l’1-2% dei motivi che portano i bambini d’urgenza in ospedale. Spiega Bruno C., responsabile dell'Unità di ricerca e del Centro Cefalee dell'Ospedale San Raffaele di Milano: "Nell'80% dei casi di mal di testa fra i bambini si tratta di cefalee primarie, cioè non causate da altre patologie più importanti, quali tumori o traumi cranici, e spesso legate a infezioni, sinusiti o problemi delle vie respiratorie, cioè a cause non neurologiche. Nei rimanenti casi, invece, il mal di testa nasconde problemi più gravi". Per questo motivo è necessaria una diagnosi corretta e tempestiva. Aggiunge ancora il medico: "Bisogna stare molto attenti ad alcuni campanelli d'allarme, quale un'eccessiva sonnolenza, vomito, febbre o altri segni neurologici che richiedono una visita specialistica ed esami d'urgenza come la risonanza magnetica".
In tutti gli altri casi, per il mal di testa nei bambini i “rimedi da adottare sono semplicemente analgesici e antinfiammatori, ovviamente somministrati sotto consiglio del medico mentre se il problema non sporadico, ma tende a presentarsi con costanza, è necessario adottare alcune norme di adeguata prevenzione”. Spiega ancora l’esperto che il primo intervento sta nell’eliminare i fattori di rischio: ad esempio regolarizzare il sonno, evitare alcuni cibi come cioccolato, salumi, bevande a base di caffeina, e limitare il sovraccarico di impegni che spesso non lasciano tempo libero al bambino. Ma occorre anche ridurre le ore davanti al computer, alla tv e ai videogiochi, soprattutto quelli che tengono troppo “in tensione” il piccolo.

Nuova tecnica contro la malattia di Alzheimer

Una nuova tecnica, messa a punto a Los Angeles dai ricercatori dell’Università della California, permetterà di riconoscere i primissimi segni del ...(continua a leggere)
Una nuova tecnica, messa a punto a Los Angeles dai ricercatori dell’Università della California, permetterà di riconoscere i primissimi segni del morbo di Alzheimer. La nuova metodica combina l’uso della Pet, la tomografia ed emissione di positroni, con l’impiego di una sostanza capace di “marchiare” i depositi di proteine che, con il tempo, costituiscono le placche cerebrali all'origine della malattia neurologica. Come spiegano gli scienziati nello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, il vantaggio di questo nuovo metodo consiste "nell'aprire una finestra sul cervello delle persone ancora in vita, che non presentano ancora alcun sintomo dell'Alzheimer". Finora, infatti, la conferma della diagnosi della malattia neurodegenerativa avveniva solo attraverso l'autopsia.
I risultati dello studio condotto su 83 volontari, di cui 25 con Alzheimer, 28 con problemi leggeri di apprendimento e i restanti appartenenti a un gruppo di controllo, sono ora al vaglio della Food and Drug Administration, La casa produttrice della Pet, e ricercatori che hanno messo a punto il “marker” capace di mettere a fuoco le placche cerebrali, si aspettano di ottenere il via libera della Fda per l'uso diagnostico della tecnica nel prossimo futuro.

Il gene della memoria regola il sonno

Uno dei principali geni legati alla formazione dei ricordi e all'apprendimento potrebbe essere un regolatore della profondità del sonno. Lo scoperta ...(continua a leggere)
Uno dei principali geni legati alla formazione dei ricordi e all'apprendimento potrebbe essere un regolatore della profondità del sonno. Lo scoperta è stata fatta da Chiara C. e Guido T., due studiosi italiani dell' università del Wisconsin. Secondo lo studio il gene Bdnf regola il bisogno di dormire in quanto solo dormendo le nuove conoscenze potranno essere fissate nella memoria o perse se il cervello le giudica superflue.

Cervello: ecco svelato il segreto di allucinogeni

Acidi, LSD, mescalina, funghi magici: il segreto degli allucinogeni e di come sortiscano effetti sul cervello è stato finalmente svelato. La scoperta ...(continua a leggere)
Acidi, LSD, mescalina, funghi magici: il segreto degli allucinogeni e di come sortiscano effetti sul cervello è stato finalmente svelato. La scoperta è stata resa nota dalla rivista Neuron. Le pericolose droghe - spiega Stuart S. della Mount Sinai School of Medicine di New York - esercitano i loro effetti allucinogeni 'accendendo' con un'intensità smisurata gli stessi 'interruttori' accesi fisiologicamente dal cosiddetto neurotrasmettitore del buon umore, la serotonina.

Malattia di Parkinson: i casi raddoppieranno

Secondo l'Università di Rochester i casi di morbo di Parkinson nel mondo raddoppieranno nei prossimi 25 anni. La ricerca, i cui risultati sono stati ...(continua a leggere)
Secondo l'Università di Rochester i casi di morbo di Parkinson nel mondo raddoppieranno nei prossimi 25 anni. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Neurology, ha evidenziato che i problemi maggiori si avranno nei paesi con il più rapido sviluppo economico, specialmente in Asia.